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Bozza non ancora in vigore 13/07/ 2017 n. 302

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Decreto di riparto del “Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo” per l’anno 2017

Decreto Pres. Cons. Min. 20/05/ 2017

Modalità di gestione del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e dell'audiovisivo, di cui all'articolo 13, comma 4, della legge 14 novembre 2016, n. 220

Legge dello Stato 14/11/ 2016 n. 220

Disciplina del cinema e dell'audiovisivo

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16/10/2017
Sale cinematografiche, operativo il Fondo da 120 milioni di euro

Contributi per riattivare le sale dismesse e realizzarne di nuove. Domande da febbraio 2018

Decreto Pres. Cons. Min. 04/08/2017

(Gazzetta ufficiale 12/10/2017 n. 239)

Disposizioni applicative del Piano straordinario per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e polifunzionali

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante
«Istituzione del Ministero per i beni e le attivita' culturali», e
successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante
«Codice dei beni culturali e del paesaggio», e successive
modificazioni;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29
agosto 2014, n. 171, recante «Regolamento di organizzazione del
Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, degli
uffici della diretta collaborazione del Ministro e dell'Organismo
indipendente di valutazione della performance, a norma dell'art. 16,
comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89»;
Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita' culturali
e del turismo 27 novembre 2014, recante «Articolazione degli uffici
dirigenziali di livello non generale del Ministero dei beni e delle
attivita' culturali e del turismo», e successive modificazioni;
Visto il regolamento n. 651/2014 della Commissione europea del 17
giugno 2014, e in particolare gli articoli 4 e 54, che dichiarano
alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno, in
applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea;
Vista la legge 14 novembre 2016, n. 220, recante «Disciplina del
cinema e dell'audiovisivo»;
Visto l'art. 28, commi 1 e 2, della legge n. 220 del 2016, che
prevede, al fine di consentire una piu' diffusa e omogenea
distribuzione delle sale cinematografiche sul territorio nazionale,
la costituzione di un'apposita sezione del Fondo per il cinema e
l'audiovisivo, con dotazione di 30 milioni di euro per ciascuno degli
anni 2017, 2018 e 2019, di 20 milioni di euro per l'anno 2020 e di 10
milioni di euro per l'anno 2021, per la concessione di contributi a
fondo perduto, ovvero contributi in conto interessi su mutui o
locazioni finanziarie, e stabilisce che le disposizioni applicative,
e in particolare la definizione dei soggetti beneficiari, dei limiti
massimi di intensita' di aiuto e delle altre condizioni per l'accesso
al beneficio e la sua gestione, siano adottate con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri;
Visto l'art. 12, comma 3, della legge n. 220 del 2016, che prevede
che le disposizioni tecniche applicative degli incentivi e dei
contributi previsti nel capo III della medesima legge sono emanate
nel rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato stabilite
dall'Unione europea e che le medesime disposizioni:
a) perseguono gli obiettivi dello sviluppo, della crescita e
dell'internazionalizzazione delle imprese;
b) incentivano la nascita e la crescita di nuovi autori e di
nuove imprese;
c) incoraggiano l'innovazione tecnologica e manageriale;
d) favoriscono modelli avanzati di gestione e politiche
commerciali evolute;
e) promuovono il merito, il mercato e la concorrenza;
Visto l'art. 13, comma 2, della legge n. 220 del 2016, ove si
prevede che il Fondo per il cinema e l'audiovisivo sia destinato al
finanziamento degli interventi previsti dalle sezioni II, III, IV e V
del capo III della medesima legge, nonche' del Piano straordinario
per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e
polifunzionali e del Piano straordinario per la digitalizzazione del
patrimonio cinematografico e audiovisivo, di cui rispettivamente agli
articoli 28 e 29;
Visto altresi' l'art. 37 della legge n. 220 del 2016, ove si
prevede che le modalita' di controllo e i casi di revoca e decadenza
dei contributi sono stabiliti nei relativi decreti attuativi e che,
in caso di dichiarazioni mendaci o di falsa documentazione prodotta
in sede di istanza per il riconoscimento dei contributi, oltre alla
revoca del contributo concesso e alla sua intera restituzione, e'
disposta l'esclusione dai medesimi contributi, per cinque anni, del
beneficiario nonche' di ogni altra impresa che comprenda soci,
amministratori e legali rappresentanti di un'impresa esclusa ai sensi
del medesimo comma;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20
maggio 2017, emanato in attuazione dell'art. 13, comma 4, della legge
n. 220 del 2016, recante «Modalita' di gestione del Fondo per lo
sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo»;
Visto il decreto del Ministro dei beni e delle attivita' culturali
e del turismo 13 luglio 2017, recante «Riparto del "Fondo per lo
sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo" per l'anno
2017», in corso di registrazione;
Acquisito il parere della Conferenza unificata espresso nella
seduta del 27 luglio 2017;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16
dicembre 2016, con il quale alla Sottosegretaria di Stato alla
Presidenza del Consiglio dei ministri, on. avv. Maria Elena Boschi,
e' stata conferita la delega per la firma di decreti, atti e
provvedimenti di competenza del Presidente del Consiglio dei
ministri;
Sulla proposta del Ministro dei beni e delle attivita' culturali e
del turismo;

Decreta:

Art. 1

Oggetto e finalita'

1. Il presente decreto stabilisce le disposizioni applicative del
piano straordinario per il potenziamento del circuito delle sale
cinematografiche e polifunzionali previsto dall'art. 28 della legge
n. 220 del 2016, con particolare riguardo ai soggetti beneficiari, ai
limiti massimi di intensita' di aiuto, alle condizioni per l'accesso
al beneficio, alle priorita' nella concessione dei contributi e agli
eventuali obblighi a carico del soggetto beneficiario relativi alla
destinazione d'uso e alla programmazione cinematografica.
Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto, si applicano le definizioni
contenute nella legge n. 220 del 2016 e le ulteriori specificazioni
contenute nei decreti di attuazione della medesima legge.
2. In particolare, ai fini del presente decreto, si intende per:
a) «Ministro» e «Ministero»: rispettivamente il Ministro e il
Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo;
b) «DG Cinema»: la Direzione generale cinema del Ministero dei
beni e delle attivita' culturali e del turismo;
c) «film» ovvero «opera cinematografica», l'opera audiovisiva
destinata prioritariamente al pubblico per la visione nelle sale
cinematografiche, secondo i parametri e i requisiti stabiliti nel
decreto del Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del
turismo emanato ai sensi dell'art. 2, comma 1, lettera b), della
legge n. 220 del 2016;
d) «film di nazionalita' italiana»: il film che abbia i requisiti
previsti per il riconoscimento della nazionalita' italiana, di cui
all'art. 5 della legge n. 220 del 2016, come specificati nel decreto
del presidente del Consiglio dei ministri 11 luglio 2017;
e) «impresa di esercizio cinematografico italiana»: l'impresa di
esercizio cinematografico che abbia sede legale e domicilio fiscale
in Italia o sia soggetta a tassazione in Italia, inclusi gli enti non
commerciali in relazione all'attivita' commerciale esercitata;
f) «micro», «piccole» e «medie» imprese dell'esercizio
cinematografico italiane: le imprese dell'esercizio cinematografico
italiane che, in relazione al fatturato ovvero al totale di bilancio
e al numero di dipendenti, riferito alle attivita' nel settore
dell'esercizio cinematografico, hanno i requisiti delle micro,
piccole e medie imprese stabiliti nella raccomandazione della
Commissione del 6 maggio 2003, come recepita con decreto del Ministro
delle attivita' produttive 18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2005;
g) «sala cinematografica»: uno spazio, al chiuso o all'aperto,
dotato di uno o piu' schermi, adibito a pubblico spettacolo
cinematografico e in possesso dei requisiti e delle autorizzazioni
amministrative per esso previsti dalla normativa vigente;
h) «sala cinematografica storica»: la sala dichiarata di
interesse culturale, ai sensi del Codice dei beni culturali, di cui
al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive
modificazioni, ovvero la sala esistente in data anteriore al 1°
gennaio 1980;
i) «proiezione cinematografica»: l'attivita' di proiezione al
pubblico, a fronte di un titolo d'ingresso a pagamento, di un film
per la sua intera durata, ivi inclusi i titoli di testa e di coda.
Art. 3

Riparto delle risorse

1. Le risorse del fondo per il cinema e l'audiovisivo di cui
all'art. 13 della legge n. 220 del 2016, destinate agli interventi di
cui al presente decreto ai sensi dell'art. 28 della medesima legge,
sono pari a 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e
2019, a 20 milioni di euro per il 2020 e a 10 milioni di euro per il
2021.
2. Le risorse di cui al comma 1 sono destinate alla concessione di
contributi a fondo perduto e sono cosi' ripartite:
a) 50 per cento dell'ammontare complessivo annuo per la
riattivazione di sale cinematografiche chiuse o dismesse;
b) 25 per cento dell'ammontare complessivo annuo per
realizzazione di nuove sale, anche mediante acquisto di locali per
l'esercizio cinematografico e per i servizi connessi;
c) 15 per cento dell'ammontare complessivo annuo per la
trasformazione delle sale o multisala esistenti in ambito cittadino
finalizzata all'aumento del numero degli schermi;
d) 10 per cento dell'ammontare complessivo annuo per la
ristrutturazione e l'adeguamento strutturale e tecnologico delle sale
cinematografiche; l'installazione o il rinnovo di impianti,
apparecchiature, arredi e servizi complementari alle sale.
3. Le risorse eventualmente non assegnate nell'anno in relazione a
una o piu' delle finalita' di cui al comma 2 possono essere
destinate, ove necessario, all'accoglimento di istanze di contributo
eventualmente eccedenti la disponibilita' di risorse previste per una
o piu' delle altre finalita' di cui al medesimo comma 2, fermo
rimanendo quanto stabilito dall'art. 6.
Art. 4

Requisiti di ammissibilita'

1. I contributi di cui al presente decreto sono destinati alle
imprese di esercizio cinematografico italiane, che abbiano sede
legale nello Spazio economico europeo e che siano soggette a
tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero
per la presenza di una stabile organizzazione in Italia, inclusi gli
enti non commerciali in relazione all'attivita' commerciale
esercitata.
2. Il contributo, a pena di inammissibilita' ovvero di decadenza,
spetta a condizione che ciascuna sala cinematografica o spazio
polivalente:
a) rispetti i requisiti di accessibilita' dei soggetti portatori
di handicap motorio, o venga adeguata ai medesimi in concomitanza con
i lavori per i quali si chiede il contributo;
b) consenta la fruizione cinematografica da parte delle persone
con disabilita', anche mediante utilizzo di sottotitoli e strumenti
di audio-descrizione, ovvero, in caso di ristrutturazione e
adeguamento di sale esistenti, venga adeguato a tal fine, in
concomitanza con i lavori per i quali si chiede il contributo, sulla
base di un apposito piano di intervento, compatibile con le
caratteristiche strutturali e funzionali della sala e con il relativo
bacino di utenza;
c) svolga l'attivita' di proiezione cinematografica per i
successivi cinque anni decorrenti dalla data di presentazione della
richiesta di contributo in caso di ristrutturazione e adeguamento di
sale esistenti ovvero dalla data di inizio attivita', nel caso di
riattivazione di sale dimesse o realizzazione di nuove sale;
d) programmi per almeno tre anni dalla data di concessione del
beneficio una percentuale minima di film di nazionalita' italiana o
di altro Paese dell'Unione europea pari al 35 per cento del numero
complessivo di proiezioni effettuate nella struttura per la quale
viene richiesto il contributo. La predetta aliquota e' ridotta al 25
per cento per le sale aventi non piu' di due schermi cinematografici.
3. A pena di decadenza, ai sensi dell'art. 12, comma 6, della legge
n. 220 del 2016, il beneficiario comunica alla DG Cinema, in
modalita' telematica, sulla base dei modelli predisposti dalla DG
Cinema medesima, i dati e le informazioni in suo possesso, ai fini
della valutazione dell'impatto economico, industriale e occupazionale
degli schemi di aiuto disciplinati nel presente decreto.
Art. 5

Presentazione delle richieste di contributo

1. Le richieste di contributo sono presentate alla DG cinema nel
periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile di ciascun anno,
utilizzando la modulistica predisposta dalla medesima DG Cinema.
2. Alla richiesta di contributo sono allegati:
a) il preventivo dei lavori da effettuare, redatto da un tecnico
abilitato, con l'indicazione della durata dei lavori, il cui inizio
non puo' avvenire oltre i dodici mesi successivi e la cui conclusione
non puo' comunque essere superiore ai 24 mesi dall'inizio;
b) il piano finanziario preventivo, contenente l'indicazione e
l'ammontare delle fonti finanziarie a copertura del costo complessivo
dei lavori, con particolare riferimento ad altri contributi pubblici
e incluso l'apporto diretto da parte dell'impresa di esercizio;
c) l'ulteriore documentazione amministrativa e tecnica indicata
nella modulistica.
3. Il contributo e' erogato dalla DG cinema per il 30 per cento del
suo ammontare all'atto di assegnazione del contributo medesimo; il
saldo del contributo e' erogato, previa presentazione di richiesta di
saldo, da effettuarsi avvalendosi della modulistica predisposta dalla
DG Cinema, entro 90 giorni dal termine dei lavori. Alla richiesta
devono in ogni caso essere allegati:
a) il certificato di regolare esecuzione dei lavori, rilasciato
dal direttore dei lavori, iscritto all'albo professionale degli
architetti o ingegneri, e, se richiesto dalla normativa vigente,
certificato di collaudo;
b) l'attestazione del costo complessivo dei lavori, con
attestazione della effettivita' e congruita' delle spese sostenute,
rilasciata dai soggetti accreditati e secondo le modalita' previste
nella modulistica;
c) l'indicazione dell'ammontare delle fonti finanziarie di
copertura del costo complessivo degli interventi realizzati, ivi
inclusi gli apporti societari diretti da parte dell'impresa e gli
altri contributi pubblici ricevuti, mediante dichiarazione resa dal
beneficiario ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 2000, n. 445;
d) l'ulteriore documentazione amministrativa e tecnica indicata
nella modulistica.
Art. 6

Assegnazione del contributo

1. In caso di incapienza delle risorse per una o piu' delle
finalita' previste all'art. 3, comma 2, il contributo e' assegnato,
nell'ambito di ciascuna delle finalita' medesime, sulla base del
seguente ordine di priorita', fino a concorrenza delle risorse
rispettivamente assegnate:
a) sale cinematografiche ubicate in comuni in cui, a seguito del
verificarsi di eventi sismici, sia vigente o sia stato deliberato nei
dieci anni antecedenti lo stato d'emergenza;
b) sale cinematografiche storiche, ovunque ubicate;
c) sale cinematografiche ubicate in comuni aventi popolazione
inferiore a 15.000 abitanti sprovvisti di sale cinematografiche
attive;
d) sale cinematografiche ubicate in comuni sotto i 15.000
abitanti in cui vi siano sale cinematografiche attive o in comuni al
di sopra dei 15.000 abitanti, con precedenza alle sale ubicate nelle
periferie urbane;
e) con riferimento alle sale di cui alle lettere a), b), c) e d),
i contributi sono assegnati con priorita' alle sale che prevedano,
anche attraverso il coinvolgimento degli enti locali, un'offerta di
eventi culturali, creativi, multimediali e formativi in grado di
contribuire alla sostenibilita' economica della struttura ovvero alla
valenza sociale e culturale dell'area di insediamento, secondo le
specifiche, i parametri e i punteggi indicati nella modulistica;
f) con riferimento alle sale di cui alla lettera d), i contributi
sono assegnati con priorita' alle sale ubicate in comuni in cui sia
minore il rapporto fra numero di schermi cinematografici attivi e
popolazione residente nel comune di ubicazione della sala; con
riferimento alle citta' metropolitane tale rapporto e' calcolato
sulla base delle circoscrizioni di decentramento comunale di cui
all'art. 17 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e
successive modificazioni.
2. I contributi sono assegnati sulla base degli investimenti e dei
costi massimi ammissibili indicati nella tabella 1 allegata al
presente decreto.
3. Fermi restando i costi massimi ammissibili di cui alla tabella 1
allegata, il contributo assegnato e' pari al:
a) 60 per cento degli investimenti realizzati dalle sale di cui
al comma 1, lettere a), b) e c);
b) 50 per cento degli investimenti realizzati dalle sale di cui
al comma 1, lettera d).
4. Le aliquote di cui al comma 3 sono incrementate di:
a) 20 punti percentuali nel caso di investimenti realizzati da
micro imprese;
b) 10 punti percentuali se realizzati da piccole imprese.
5. I contributi assegnati per le finalita' di cui all'art. 3, comma
2, lettera d), non sono cumulabili, per i medesimi investimenti, con
i crediti d'imposta disciplinati nel decreto attuativo previsto
all'art. 17, comma 1, della legge n. 220 del 2016.
6. I contributi assegnati [ . . . ]

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