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Superbonus 110%, la caldaia a condensazione permette il ‘salto di classe’?

di Alessandra Marra

Nel webinar Edilportale le indicazioni per la sostituzione degli impianti termici sia in edifici unifamiliari che in condomìni

Vedi Aggiornamento del 07/10/2020
Commenti 59217
18/09/2020 – La sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente con uno a condensazione almeno in classe A permette il salto di 2 classi energetiche necessario alla fruizione del Superbonus 110%?
 
La risposta a questa domanda è arrivata ieri nel corso del quinto webinar sul Superbonus 110%, organizzato da Edilportale con la collaborazione di Samsung Climate Solutions, brand di Samsung, che ha permesso di comprendere meglio il funzionamento delle caldaie a condensazione e le procedure necessarie per realizzare l’intervento con la nuova agevolazione.
   

Rivedi il video dell'evento 

 

Superbonus 110%: come ottenerlo per caldaia a condensazione

Sia Domenico Prisinzano, Ingegnere Dipartimento Unità Efficienza Energetica di ENEA, sia Roberto Nidasio, Project Leader del CTI, hanno evidenziato che il passaggio a due classi energetiche superiori dipende da tre fattori:
1) situazione di partenza,
2) interventi che si eseguono congiuntamente all'intervento trainante,
3) servizi presenti e peso relativo di ciascuno rispetto agli altri.
 
I relatori, infatti, hanno chiarito che quando la sostituzione della caldaia risulta essere intervento trainante, per raggiungere una classe energetica migliore, conviene abbinare all’intervento principale anche ulteriori interventi ‘trainati’ (ad esempio la sostituzione dei serramenti). Gli interventi ‘trainati’ però dovranno essere realizzati nell’intervallo temporale dell’intervento trainante.
 
Prisinzano ha poi chiarito le procedure da seguire per l’ottenimento del beneficio specificando come produrre l’Ape convenzionale (che nel caso dei condomìni parte dalle singole unità immobiliari e ha valore solo ai fini del Superbonus 110%). Inoltre, ha sottolineato che alla fine dei lavori nei condomìni, oltre alla produzione dell’Ape convenzionale post-intervento, è necessario che ogni singola unità immobiliare produca l’Ape.
 

Caldaie a condensazione: vantaggi energetici e obblighi di legge

Roberto Nidasio ha spiegato perché le caldaie a condensazione sono più efficienti di quelle tradizionali, sottolineando l’importanza della modulazione e della regolazione.  
 
Inoltre, ha evidenziato la necessità di rispettare i requisiti di legge sull’installazione di impianti (a seconda della potenza), a prescindere dalla fruizione del Superbonus 110%.
 

Superbonus 110% per gli impianti: i casi possibili

Stefano Casandrini, Vice Presidente Assotermica, ha illustrato esempi di interventi incentivabili con caldaie a condensazione / sistemi ibridi, i vantaggi impliciti (ma diretti) per i proprietari immobiliari e alcuni aspetti della norma migliorabili, come quelli legati alla questione dell’unico proprietario.
 
Gli esempi hanno riguardato: la sostituzione di vecchie caldaie con caldaie a condensazione in edifici unifamiliari autonomi o sistemi ibridi in edifici unifamiliari autonomi; la sostituzione di vecchie caldaie centralizzate condominiali con sistemi ibridi centralizzati; la sostituzione di vecchie caldaie centralizzate e scaldabagni autonomi con caldaie a condensazione centralizzate e scaldabagni autonomi in pompa di calore e la sostituzione di vecchie caldaie a gasolio con caldaie a condensazione a gasolio e scaldabagno/i centralizzati in pompa di calore.
 
Infine, è stato analizzato il caso del retrofit di grosse centrali termiche (mega-condomini) con sistemi ad anello liquido a bassa/media temperatura, sistemi ibridi con caldaie a condensazione e PdC aria-aria e booster di rilancio con pompe di calore acqua-acqua nei singoli edifici.
 
Casandrini ha evidenziato le criticità nascoste in quest’ultimo caso quando si tratta di edifici plurifamiliari con singolo proprietario.
 

Rivedi il video dell'evento 


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