Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Sottotetto trasformato in abitazione, quali bonus spettano in condominio
RISTRUTTURAZIONE Sottotetto trasformato in abitazione, quali bonus spettano in condominio
FOCUS

Pavimenti continui in resina, estetica e resistenza

di Rosa di Gregorio

In resina epossidica o poliuretanica, liscio, granigliato, a spolvero o spatolato, lucido, satinato o opaco, il rivestimento in resina è espressione di grande versatilità

Vedi Aggiornamento del 16/04/2021
Commenti 6279
Foto: Pavimento in resina ZN BASE©Rezina
12/03/2021 - A motivo della sua notevole capacità di resistenza alle sollecitazioni, di tipo meccanico ed anche chimico, la resina rappresenta una delle finiture più usuali per i pavimenti di edifici industriali. Una superficie in resina è monolitica, antiacida, impermeabile, igienica e antibatterica.
 
Da materiale industriale, negli ultimi anni, la resina è entrata a far parte della lista delle finiture “decorative” utilizzate nel terziario, nel direzionale, nel commerciale e nel residenziale; diventando un vero è proprio trend dell’home decor contemporaneo e minimalista.
 
Superfici continue, assenza di giunti di dilatazione e di fughe, uniformità materica, colori corposi, molteplici pattern e texture, sono le caratteristiche estetiche che hanno portato questo materiale all’attenzione degli operatori dell’interior design.
 
Ma, come detto in premessa, la bellezza di questo materiale è preceduta dalla sua resistenza, dovuta appunto alla presenza della resina.
 
I pavimenti continui in resina sono generalmente costituiti da un sistema bicomponente: resina + indurente, preconfezionati e predosati, devono essere miscelati al momento della posa.
Il composto ottenuto ha una consistenza liquida e viene colato sulla superficie da ricoprire. Infatti, si parla di resina da colata. La resina utilizzata può essere epossidica o poliuretanica.
 
La resina epossidica è autolivellante. È molto utilizzata per le pavimentazioni (destinate a qualsiasi uso) a motivo della sua qualità meccanica e per le specifiche caratteristiche di resistenza ai graffi, all'usura, alla umidità di risalita, oltre che agli agenti chimici. Oltre a queste capacità tecniche la resina epossidica ha indubbie qualità estetiche. I pavimenti in resina epossidica raggiungono uno spessore di circa 2 mm.
 
La resina poliuretanica è anch’essa molto resistente all’abrasione, all’usura - grazie alla sua alta resistenza ai raggi UV - agli agenti esterni, ai graffi e ad un traffico pesante, ma teme l’umidità di risalita. Problema che può comunque essere rimediato ricorrendo ad un'appropriata preparazione del sottofondo. I pavimenti in resina poliuretanica raggiungono spessori maggiori fino a 9 mm. Questo consente di compensare la presenza di eventuali dislivelli.
 
L’utilizzo dell’una o dell’altra tipologia di resina deve scaturire da un’attenta conoscenza del contesto e delle sue condizioni, pertanto, è sempre necessario affidarsi a dei professionisti.

Foto: pavimento in resina effetto graniglia KIMITECH ECF ©Kimia

Entrambe le tipologie di resine possono essere miscelate con additivi per migliorare alcune prestazioni o per conferire maggiori proprietà antiscivolo alla pavimentazione o per raggiungere spessori maggiori. Oltre agli additivi, possono essere aggiunti dei riempitivi “a spolvero” come inerti duri (quarzo, diorite, silicei), fiocchi di cotone e fibre di vetro.
Con questi riempitivi è possibile influenzare proprietà come la resistenza meccanica, la rigidità, la durezza o l’estetica superficiale.
 
Possono essere, altresì, aggiunti pigmenti di colore e coloranti fluorescenti. Gli effetti possono essere vari e vengono realizzati tutti rigorosamente a mano:
 
- effetto liscio, dal carattere monolitico;
- effetto granigliato che ricalca i pavimenti in graniglia;
- effetto spolvero, ricorda i pavimenti alla veneziana, in cui nello strato a finire sono incastonate scaglie policrome;
- effetto spatolato, in cui sono visibili le tracce dell’opera artigianale di posa; è possibile scegliere quanto la spatolatura deve essere accentuata.
 
Tutto questo permette di adattare la resina alle proprie esigenze, realizzando un risultato finale “cucito su misura” e a totale discrezione del cliente.

Foto: pavimento in resina effetto spatolato IPM CULT©IPM Italia

Pavimenti continui in resina, la preparazione del supporto

La resina può essere applicata su supporti di nuova realizzazione come i massetti cementizi o in sovrapposizione su pavimentazione esistente, in marmo, graniglia o in materiale ceramico. In ogni caso è fondamentale che il supporto sia compatto, privo di fessure e pulito.
 
Fondi porosi, vecchie pavimentazioni in piastrelle ammalorate, cemento friabile richiedono la stesura preliminare di primer specifici per pavimenti in resina.
 
Quando il sottofondo presenta fenomeni di rottura o disgregazione oppure è caratterizzato da numerose tracce a pavimentoè necessario ripristinare la compattezza e rinforzare il supporto inserendo un’armatura in rete di vetroresina e un primer consolidante. Tutte le operazioni di ripristino devono essere realizzate con materiali compatibili con la resina.
 
Scopri i pavimenti continui in resina su Edilportale!

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui