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Superbonus, tecnici: le sanzioni più pesanti sulle asseverazioni non sono giustificate

Superbonus, tecnici: le sanzioni più pesanti sulle asseverazioni non sono giustificate

RPT chiede a Draghi il ritiro della norma: non si hanno notizie di responsabilità dei professionisti nelle truffe. Inarsind: la norma va oltre il Codice Penale

Aggiornato al 22/02/2022 Vedi Aggiornamento del 15/11/2022
Foto: Nusara Promsiri©123RF.com
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di Paola Mammarella 21/02/2022
Vedi Aggiornamento del 15/11/2022
21/02/2022 - Non trovano pace le misure per prevenire le truffe collegate ai bonus edilizi. A finire al centro delle polemiche questa volta sono le sanzioni più severe per i professionisti che redigano asseverazioni false e gli obblighi più pesanti in materia di assicurazione professionale.
 
Si tratta di misure che, secondo la Rete delle Professioni Tecniche (RPT), oltre a non essere giustificate, avrebbero l’effetto di bloccare le riqualificazioni energetiche e la messa in sicurezza antisismica degli edifici. Inarsind ritiene inoltre che le sanzioni previste vadano oltre quelle stabilite dal Codice Penale per gli stessi reati.
 
Sull’argomento ha espresso forti critiche anche l’on. FI Erica Mazzetti, che ha evidenziato come i professionisti siano già sottoposti a delle norme molto precise.
 

Superbonus, sanzioni e obblighi assicurativi più pesanti

Il decreto, approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri per correggere il Decreto Sostegni ter, prevede che il tecnico abilitato che, nelle asseverazioni, espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione dello stesso oppure attesta falsamente la congruità delle spese, sarà punito con la reclusione da 2 a 5 anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro. La pena sarà aumentata se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri.
 
Al momento il Decreto Rilancio prevede sanzioni da 2mila a 15mila euro per ogni asseverazione infedele.
 
Sul fronte dell’assicurazione professionale, il decreto approvato dal CdM di venerdì scorso stabilisce che il professionista stipuli, per ogni intervento comportante attestazioni o asseverazioni, una polizza di assicurazione della responsabilità civile con massimale pari agli importi dell’intervento oggetto delle attestazioni o asseverazioni.
 
Al momento, il Decreto Rilancio prevede un massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle attestazioni o asseverazioni, che non deve essere inferiore a 500mila euro.


RPT: grave rischio di nuove difficoltà insormontabili, ritirare la norma

In una nota inviata al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, RPT ha sottolineato il grave rischio di creare nuovamente difficoltà insormontabili nel processo di miglioramento energetico e di messa in sicurezza degli edifici e ha quindi chiesto il ritiro delle nuove sanzioni o la correzione della norma.
 
I professionisti tecnici, si legge nella nota, “non comprendono la necessità di un  inasprimento delle sanzioni e delle modifiche al meccanismo delle asseverazioni in quanto, proprio per il Superbonus, da sempre sono previste le dichiarazioni asseverate dei tecnici abilitati e il provvedimento, stando ai dati dell’Agenzia delle Entrate, si caratterizza per una percentuale di frodi - ad oggi peraltro solo ipotizzate e presunte - pari al 3% sul totale degli importi delle opere coperte dall’incentivo statale. Inoltre non si hanno notizie, ad oggi, di responsabilità dei professionisti tecnici in proposito, né di dichiarazioni false o infedeli accertate come tali”.
 
Secondo RPT, “la formulazione del testo si presta a gravi difetti di costituzionalità, a cominciare dal fatto che viola il principio di legalità e di determinatezza della fattispecie penale, essendo definita in maniera assolutamente generica e superficiale la condotta punita”.
 

Inarsind: ipotesi di condanna superiori al Codice Penale

Sì ai controlli antifrode, ma no a inutili inasprimenti è il commento di Inarsind, l’associazione di rappresentanza di Ingegneri e Architetti Liberi professionisti.
 
“Preliminarmente - scrive l’associazione in una nota - è il caso di chiarire che questo non è un appello per reclamare impunità per un reato come quello che si consuma asseverando il falso e siamo ben consci del fatto che una falsa asseverazione di un importo soggetto ai benefici fiscali relativi ai bonus in edilizia è un danno alla collettività e, come tale, deve essere perseguito e punito. Tuttavia non si può fare a meno di commentare che la pena prevista è di gran lunga superiore a quella prevista dall’art. 481 del Codice Penale per le false attestazioni nell’esercizio di una professione o di un altro servizio di pubblica necessità (reclusione fino ad un anno o con una multa da 51 a 516 euro), di quella prevista dall’art. 515 per il reato di frode (reclusione da sei mesi a tre anni e con multa da euro 51 a euro 1.032), persino da quella prevista dall’art. 640 per il reato di truffa se il  reato è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico o dell'Unione Europea (reclusione da uno a cinque anni e multa da euro 309 a euro 1.549)”.
 
Inarsind ha ricordato che i progetti riguardano l’esistente e se la conoscenza dello stato di fatto costituisce il primo presupposto per una buona progettazione, certamente non potrà raggiungerne la totale completezza. In alcuni casi, “il livello di conoscenza da considerare sufficiente per l’intervento è definito per legge: rappresenterà questa una omissione sui requisiti tecnici? E la necessità di una variante sarà interpretata come una omissione sulla effettiva realizzazione del progetto?”
 
Inarsind si chiede “la contestazione su un eventuale prezzo scaturito da un’analisi del tecnico comporterà l’alterazione della spesa e quindi la falsità della sua congruità?  A chi saranno demandati i controlli di natura eminentemente tecnica? Finora l’interpretazione delle norme è stata affidata all’Agenzia delle Entrate, coerentemente con il carattere di un provvedimento che si è creduto di potere risolvere, troppo sbrigativamente, emendando il testo unico sulle imposte, ma che avrebbe meritato, invece, ben altro testo legislativo e ben altra gestione”.
 

Superbonus, Mazzetti (FI): ‘ si rischia il blocco dei lavori’

Sulla stessa lunghezza d’onda anch il commento dell’on. Mazzetti. “Come molti altri colleghi geometri e tecnici del settore edile, sono rimasta perplessa dalle pene previste per false asseverazioni nella bozza del decreto: dai 2 ai 5 anni di reclusione e multe esorbitanti. Preoccupa, inoltre, una possibile interpretazione estensiva del testo: anche un errore in buona fede, escludendo i casi di frode, potrebbe portare alla reclusione. Non solo: si chiedono assicurazioni per tutto l’ammontare dei lavori, quando i tecnici le hanno già ed è chiaramente impossibile garantire coperture assicurative tanto ampie”.
 
“Si tratta solo di una bozza ma è qualcosa di assurdo, da modificare quanto prima - continua - Tutti noi seguiamo già una deontologia professionale, abbiamo una formazione continua, siamo sottoposti a norme precisissime: non siamo truffatori e quando ci sono tentativi di truffe, almeno stando ai casi di cronaca, i lavori non sono nemmeno partiti. Non intendo alimentare polemiche in questo momento delicato, in cui il governo Draghi sta lavorando, e bene, sia in Italia sia sul piano internazionale ma si tratta di un errore potenzialmente devastante per i tecnici e a caduta per il settore edile, che sono certa venga corretto in fase di definizione. L’assoluta indefinitezza del testo rischia di fermare preventivamente ogni tipo di intervento quando, invece, il Superbonus ha dato un contributo alla transizione ecologica e ha sostenuto il settore e l'economia nazionale, permettendo allo Stato di recuperare risorse con IVA e IRPET, oltre al risparmio energetico”.
 
 
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