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Dopo il crollo di Firenze il Governo annuncia nuove norme

Dopo il crollo di Firenze il Governo annuncia nuove norme

Misure per la sicurezza dei cantieri nel prossimo CdM. Filca-Cisl lancia 10 proposte e professionisti e imprese dicono stop all’eccessivo uso del subappalto e al massimo ribasso

Vedi Aggiornamento del 29/03/2024
Sicurezza cantieri - Foto: www.vigilfuoco.tv
Sicurezza cantieri - Foto: www.vigilfuoco.tv
di Paola Mammarella
20/02/2024 - Nuove norme per la sicurezza dei cantieri al prossimo Consiglio dei Ministri, che si aggiungeranno alle iniziative già intraprese dal Governo Meloni. Lo ha annunciato la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, dopo l’incidente nel cantiere di via Giovan Filippo Mariti a Firenze.
 
Nel frattempo, le forze politiche e gli esponenti del mondo sindacale e delle associazioni di professionisti e di imprese stanno lanciando proposte per migliorare la sicurezza nei cantieri privati attraverso l'adozione degli stessi standard utilizzati nei lavori pubblici e la limitazione del massimo ribasso e del subappalto.
 

Nuove norme in arrivo per la sicurezza cantieri

La Ministra Calderone ha annunciato un nuovo pacchetto di norme per il contrasto al lavoro sommerso, al caporalato e per la tutela della sicurezza nella filiera degli appalti.
 
Le misure, ha spiegato la Ministra, si aggiungeranno alle iniziative già intraprese dall'inizio del Governo e al raddoppio, rispetto al 2023, delle risorse stanziate da Inail per la prevenzione. Tali risorse nel 2024 ammontano a 1,5 miliardi di euro, da suddividere tra le attività di formazione, il bando Isi per incentivare le imprese a effettuare investimenti in sicurezza, cui andranno 508 milioni di euro, e il sostegno alle piccole imprese che investono in prevenzione.
 
La Ministra ha aggiunto che le ispezioni nei luoghi di lavoro nel 2024 saliranno da 70mila a 100mila e ha puntualizzato, rispondendo ad alcuni articoli di stampa sul ddl “Lavoro”, che non ci saranno passi indietro sui controlli e la formazione, ma solo la semplificazione del quadro normativo con l’eliminazione di adempimenti identici.
 
Nessuna modifica, ha ribadito la Ministra, neanche sull’obbligo di formazione di 16 ore prima di entrare in cantiere. Attualmente, ha chiarito, è in corso un confronto per una migliore valutazione del rischio e l’individuazione delle ore di formazione da svolgere in base alle specifiche attività. La modifica a suo avviso comporterebbe una migliore profilazione della formazione necessaria anziché prevedere uno standard uguale per tutti.
 
Sulla necessità di aumentare i controlli ha insistito anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha manifestato la disponibilità a collaborare e a condividere proposte per arrivare ad una “nuova cultura che consideri la sicurezza un investimento”.
 

Sicurezza cantieri, le 10 proposte di Filca-Cisl

Sulla dinamica dell’incidente nel cantiere di via Mariti a Firenze si sta ancora indagando ma, dopo i primi sopralluoghi, il procuratore di Firenze Filippo Spiezia ha parlato di “diverse criticità”. 

Filca-Cisl ha messo a punto un’azione in 10 punti che a suo avviso, se attuati, estenderebbero ai cantieri privati le procedure previste per i lavori pubblici, con ripercussioni positive in termini di sicurezza.
 
1. Scorporo dal ribasso d’asta dei costi della sicurezza e del lavoro anche nei lavori privati, ad alta intensità di manodopera, per fornire da subito garanzie di qualità e di trasparenza nell’offerta con controllo sulle offerte anormalmente basse.
 
2. Garanzia, anche nei lavori privati, di mantenimento degli stessi standard contrattuali per tutta la catena d’appalto.
 
3. Responsabilità in solido nei lavori privati ad alta intensità di manodopera parificata al pubblico.
 
4. Formazione obbligatoria quale prerequisito per l’avvio di attività edile in camera di commercio, per garantire che le nuove imprese siano preparate alle sfide che il mercato impone, in modo responsabile.
 
5. Formazione obbligatoria preventiva sulla sicurezza a tutti coloro che entrano in cantiere e per gli stranieri alfabetizzazione edile propedeutica al corso. Nomina di un Certificatore che attesti la genuinità della formazione svolta che verrà inserita in una piattaforma digitale pubblica.
 
6. Esecuzione dei lavori più complessi affidata ad imprese specialistiche, non di sola manodopera, con esperienze almeno quinquennali, certificate nella realizzazione di quella specifica lavorazione.
 
7. Premialità per le imprese asseverate presso il sistema bilaterale per una prevenzione consapevole e, in presenza di alta intensità di manodopera, visite preventive del CPT obbligatorie.
 
8. Introduzione della figura del promotore della sicurezza, consulente per le attività ispettive, al fine di potenziare gli strumenti messi in campo dal Testo Unico e limitare il numero di incarichi ai coordinatori della sicurezza, con obbligo di presenza in cantiere almeno settimanale.
 
9. Per i lavori ad alta intensità di manodopera affidamento preferenziale alle Reti di Impresa/aggregazioni di impresa per incentivare la strutturalità aziendale volta alla qualità e alla responsabilità datoriale, coinvolgendo, al contempo, elevate professionalità volte all’esecuzione dell’opera.
 
10. Cartello digitale di cantiere trasparente per tutti gli appalti.
 
“Le nostre proposte - spiega in una nota il segretario generale Enzo Pelle - partono da un passo non più rinviabile: estendere le norme del Codice degli Appalti anche ai lavori privati con maggiore concentrazione di manodopera, per fornire quei principi di trasparenza e digitalizzazione che permettano una partecipazione attiva e responsabile a tutti i livelli di rappresentanza, incluso il singolo cittadino”.
 

CNI: il subappalto a catena ostacola il piano di sicurezza nei cantieri

In attesa dei risultati delle perizie, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) accende il faro sui subappalti a catena. Secondo il Presidente, Angelo Domenico Perrini, “una delle concause di tragedie come quella di Firenze può essere individuata nell’uso eccessivo del subappalto”.
 
Secondo Perrini, “avere più imprese che lavorano su un cantiere rende più complicata la gestione delle interferenze, ossia la presenza contemporanea nello stesso luogo di più lavoratori che svolgono attività diverse, ed aumenta il rischio di incidenti. Se, invece, c’è un’unica impresa o imprese originariamente conosciute a gestire il cantiere diventa più semplice attuare il piano di sicurezza”.
 
Perrini ha sottolineato che non si riferisce al subappalto in generale, ma al “cosiddetto subappalto a catena, per cui l’ultimo subappaltatore è costretto a lavorare a condizioni economiche molto basse e con tempi strettissimi e spesso non ha la possibilità di verificare adeguatamente il piano di sicurezza e le modalità di intervento”.
 
Perrini ha citato i dati Eurostat, in base ai quali l’Italia negli ultimi anni ha una media complessiva di 2,6 incidenti mortali sul lavoro per 100mila lavoratori, contro lo 0,84 della Germania, 1,9 della Spagna, 2,8 dell’Austria e 0,33 dell’Olanda. Il confronto è stato tracciato tra Paesi con una struttura economico-produttiva simile a quella italiana. Tra questi, solo la Francia ha registrato un valore di 3,3 incidenti mortali ogni 100mila lavoratori.
 

Sicurezza cantieri, Confartigianato: no a massimi ribassi e subappalto a cascata

Sul tema della sicurezza nei cantieri si è pronunciata anche Confartigianato, che ha puntato il dito contro i massimi ribassi e il subappalto a cascata. Secondo la Presidente, Serena Vavolo, bisogna affrontare il problema dei ribassi negli appalti che impatta direttamente sul settore dell’edilizia e sulla salute finanziaria delle imprese.
 
“L’attuale approccio - scrive Vavolo - incentrato sul costo più basso e sui subappalti a cascata rischia di compromettere la qualità del lavoro e la sicurezza sui cantieri”. Confartigianato ritiene che si debba “creare consapevolezza pubblica sull’importanza della sicurezza per favorire una domanda di standard più elevati anche da parte della società civile, spingendo le imprese a investire in soluzioni più sicure”.
 
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