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MERCATI

BIM, diffusione sempre più capillare e operatori consapevoli

di Rossella Calabrese
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Dal ‘BIM Report 2019’ pubblicato da ASSOBIM l’immagine di un mercato in crescita

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03/07/2019 - Oltre la metà degli studi di progettazione intervistati conoscono e utilizzano il BIM, il 40% lo conosce ma lo usa poco o per niente, quasi la metà del campione ha già adottato il BIM nei propri progetti.
 
È questa, in sintesi, la ‘fotografia’ del BIM in Italia scattata dall’indagine promossa da ASSOBIM, l’associazione nata per promuovere la diffusione del Building Information Modeling e sostenere l’attività dell’intera filiera tecnologica del BIM.
 
L’indagine, cui ha partecipato un panel di oltre 600 operatori comprendente studi di progettazione, società di engineering, imprese di costruzioni e manutenzioni, committenza pubblica e privata e produttori di materiali e componenti, fornisce una fedele rappresentazione circa la diffusione del BIM in Italia, utile a focalizzare punti di forza e prospettive di sviluppo di questa metodologia e sensibilizzare ulteriormente istituzioni e player del mondo delle costruzioni.
 
Come detto, oltre la metà del campione intervistato, costituito in larga parte da studi di progettazione (62%), una consistenza media di collaboratori al di sotto delle dieci unità (76% dei casi) e un fatturato al di sotto del milione di euro (75% dei casi), ha dichiarato di conoscere e utilizzare la metodologia BIM, mentre un ulteriore 40% circa la conosce ma non la utilizza o ne fa un uso parziale; quasi la metà del campione, inoltre, segnala di avere già adottato il BIM nei propri progetti estesamente (22,94%) o parzialmente (24,21%).
 
Numeri importanti, spiega ASSOBIM, e che testimoniano una chiara tendenza alla diffusione sempre più capillare di questa metodologia.
 
Un secondo blocco di domande si è focalizzato sulla quantificazione del grado di competenze BIM dichiarato dagli operatori e i canali informativi utilizzati da questi ultimi per consolidarle e integrarle.
 
I risultati rilevati, che vedono circa il 10% del campione dichiararsi molto sicuro delle proprie competenze e un ulteriore 48% complessivo che le giudica buone o sufficienti, mentre il 42% dichiara delle carenze in merito più o meno accentuate, ritraggono anche in questo caso il quadro di una metodologia emergente ma già in qualche misura entrata nel lessico professionale degli operatori, pur necessitando inevitabilmente di tempo per consolidarsi in maniera più stabile nel patrimonio dei saperi di progettisti e imprese.
 
Un esito, questo, cui fanno specularmente riscontro le aspettative dichiarate dai partecipanti all’indagine circa i supporti informativi e formativi ritenuti in questa ottica più utili o necessari, e che individuano in consulenti, esperti e enti e istituzioni professionali il punto di riferimento preferenziale.
 
Un altro dato fortemente incoraggiante emerso dall’indagine riguarda il grado di consapevolezza circa i vantaggi derivanti dall’adozione della metodologia BIM nella propria pratica professionale: oltre il 70% degli intervistati si è infatti dichiarato convinto che la metodologia BIM rappresenti uno strumento in grado di contribuire in misura importante alla riduzione del costo iniziale di costruzione e dei costi relativi all’intero ciclo di vita dell’edificio, nonché alla riduzione del tempo di realizzazione dell’opera, dall’avvio al completamento dei lavori.
 
Non sfuggono, tuttavia - sottolinea ASSOBIM -, i punti critici da affrontare, inevitabili per un approccio ancora relativamente giovane e che comporta un salto di qualità metodologico non indifferente nei processi e flussi di lavoro di progettisti e imprese. Non a caso la larghissima maggioranza del campione intervistato ha indicato proprio in questo cambiamento un passaggio chiave, per compiere il quale sono necessarie, da un lato, maggiori competenze interne, dall’altro un’offerta formativa più strutturata. Unite entrambe dalla consapevolezza che i meccanismi di certificazione delle stesse, nonché dei relativi processi BIM, possano rappresentare un efficace strumento sia per consolidare le proprie competenze, sia per qualificarsi e distinguersi sul mercato.
 
“Il BIM Report 2019, summa dell’indagine conoscitiva condotta da ASSOBIM a livello nazionale su un significativo panel di operatori, rappresenta uno strumento unico per fotografare lo sviluppo del settore e comprendere la rilevanza strategica del BIM in Italia” - dichiara Adriano Castagnone, Presidente di ASSOBIM.
 
“È un mezzo senza dubbio efficace per monitorare questo cambiamento a partire dai protagonisti che lo generano e lo indirizzano, ed è particolarmente significativo che siano proprio i nostri interlocutori - dai committenti alle società di architettura e ingegneria, dalle imprese alle società di gestione immobiliare, dalle software house fino ai produttori di materiali, sistemi e componenti per l’edilizia - a restituirci in che modo stanno implementando il BIM nei loro processi produttivi, attraverso quali strumenti tecnologici, con che azioni di formazione e quale grado di conoscenza, in modo da delineare gli scenari che si apriranno nei prossimi mesi”.
 
“Il BIM Report” - conclude Castagnone, “è un appuntamento che porteremo avanti con cadenza annuale, e si inserisce si inserisce in un programma di attività che ASSOBIM promuoverà nei prossimi mesi nell’ottica di una sempre maggiore sensibilizzazione del mercato nei confronti del Building Information Modeling”.
 
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