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Superbonus, Ance: ‘il saldo è nettamente positivo’

di Paola Mammarella

Centro studi dei costruttori: il 47% della spesa torna come maggiori entrate. Ma sulla misura incombe la bocciatura di Governo e Corte dei conti

Vedi Aggiornamento del 28/07/2022
Foto: VIKTOR Zadorozhniy©123RF.com
13/07/2022 - Quanto costa davvero il Superbonus allo Stato? A questa domanda risponde il paper redatto dal Centro studi dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance).
 
Il lavoro mostra l’impatto della misura sul bilancio dello Stato e vuole sottolineare le maggiori entrate che compenserebbero le uscite derivanti dai crediti fiscali.

Dal paper del Centro studi Ance emerge che il Superbonus non rappresenta un costo troppo elevato per lo Stato. I costruttori edili commentano che "il costo di un intervento di superbonus è coperto già per la metà dalle entrate generate dal cantiere. Se a queste si somma l’indotto, il saldo è nettamente positivo".

Di parere opposto il Governo e la Corte dei conti, che sottolineano invece l'insostenibilità della misura.
 

Superbonus, il progetto tipo

Ance ha definito un intervento tipo con le caratteristiche progettuali più ricorrenti. Per ogni attività del progetto (isolamento di pareti e tetto, impianti di riscaldamento, serramenti, impianto fotovoltaico, ecc.) è stata stimata la componente lavoro e la componente prodotti. Sono stati poi stimati i comportamenti dei percettori dei redditi (imprese, professionisti e lavoratori), che determinano un aumento delle imposte, dei contributi e dell’Iva versata.
 
Lo studio prende anche in considerazione gli effetti derivanti dalla minore spesa per costi energetici e dall’aumento del valore degli immobili riqualificati.
 
Il progetto tipo ipotizzato dal Centro studi dell’Ance riguarda un intervento di efficientamento energetico su un condominio, di importo pari a 1 milione di euro. L’importo è stato suddiviso tra opere edili, serramenti, sicurezza e progettazione. Per ogni lavorazione è stato calcolato il costo della manodopera, dei professionisti e dei materiali impiegati, ma anche la spesa generata dai redditi dei soggetti coinvolti.
 
Per fare un esempio, i redditi lordi, pagati ai lavoratori, ammontano a 227mila euro e producono imposte per circa 85mila euro, contributi Inps per circa 74mila euro, contributi Inail per 25mila euro e una spesa per consumi pari a quasi 205mila euro. La spesa, a sua volta, produce un incasso Iva mediamente pari a 31mila euro.
 
 

Superbonus, Ance stima i costi per lo Stato

Lo studio dell’Ance parte da una stima di circa 1,3 milioni di unità abitative coinvolte e una spesa agevolata di 57,4 miliardi di euro fino al 2028. Secondo l’Ance, le entrate per il bilancio dello Stato ammontano a 25,8 miliardi di euro. A questi 25,8 miliardi si sommano le entrate dell’effetto reddito (minor spesa per consumi energetici) e dall’effetto ricchezza (maggior spesa per l’aumento di valore degli immobili).
 
Se - conclude l’Ance - lo Stato spende 57 miliardi di euro per i bonus, incassa direttamente 26 miliardi, cioè il 47% della spesa complessiva. Il costo a carico dello Stato è quindi pari al 53%. In altre parole, per ogni miliardo speso dallo Stato, il costo effettivo è pari a 530 milioni di euro, mentre 470 milioni rientrano sotto forma di maggiori entrate.
 
Questo significa - sostiene il Centro studi Ance - che prendendo in considerazione la situazione a fine giugno, con 38,7 miliardi di euro di detrazioni previste a fine lavori, 18,2 miliardi di euro rientreranno direttamente nelle casse dello Stato come maggiori entrate. Lo Stato spenderà quindi 20,5 miliardi di euro.
 

Superbonus, le risorse del PNRR e la bocciatura di Governo e Corte dei conti

Non bisogna dimenticare che al Superbonus sono stati destinati 13,9 miliardi di euro del PNRR. Sottraendo dalle detrazioni che lo Stato erogherà le cifre che rientreranno come maggiori entrate e quelle che non pagherà perché coperte dal PNRR,  il costo a carico dello Stato ammonterebbe a 6,6 miliardi di euro.

Ai calcoli dell'Ance, che vede un "saldo nettamente positivo", fa da contraltare la bocciatura del Governo e della Corte dei conti, che considerano la misura insostenibile.

A fine giugno la Corte dei conti ha definito il superbonus insostenibile e potenzialmente in grado di generare effetti distorsivi.
 
Nei giorni scorsi, la Sottosegretaria dell’economia e finanze, Maria Cecilia Guerra, rispondendo ad un’interrogazione, ha affermato che il Superbonus incide negativamente sul Bilancio dello Stato e che il Governo esclude una proroga al 2030. Stima contestata dal Senatore Andrea De Bertoldi (FdI) che, citando uno studio della Luiss Business School e OpenEconomics, ha affermato che il Superbonus farà crescere il valore aggiunto del Paese di 16,64 miliardi di euro nel periodo 2020-2022.
 

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