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NORMATIVA

Geometri esclusi dal riordino dei Catasti

di Rossella Calabrese

Nel riclassamento immobili gli enti locali fanno a meno dei geometri

Vedi Aggiornamento del 09/12/2005
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13/06/2005 - Prosegue, non senza problemi soprattutto al Sud, il processo di riclassamento degli immobili avviato dai Comuni. Il riordino dei Catasti, disciplinato del Dpr 138/1998, è interessato anche dalle disposizioni della legge Finanziaria per il 2005 (L. 311/2004) che consente le revisione del classamento di quegli immobili il cui valore di mercato si sia notevolmente discostato da quello catastale. Negli ultimi anni i prezzi delle case, soprattutto quelle ubicate nei centri storici delle grandi città, sono lievitati sensibilmente, ma il catasto ha continuato a far riferimento a valori non aggiornati, rendendo necessario modificare tali valori. D’altra parte, sulla base della rendita catastale sono calcolati tributi come Ici, Irpef, imposta di registro, ipotecaria e catastale, causando disparità tra i proprietari di case delle diverse zone urbane. Bruno Razza, delegato ai problemi catastali del Consiglio nazionale dei geometri, osserva che per il riclassamento l’Agenzia del territorio ha definito le microzone non rispettando, in alcuni casi, l’omogeneità degli edifici per categoria e classe. Problemi di questo tipo sarebbero stati evitati – continua Razza – se fossero stati maggiormente coinvolti i geometri, che sono i tecnici più competenti per quanto riguarda la valutazione delle caratteristiche degli immobili e, quindi, la loro classificazione. Razza auspica che in futuro i Comuni si avvalgano della professionalità dei geometri, dal momento che hanno la facoltà di contestare ai proprietari l’aggiornamento dei valori catastali. E intanto la transizione verso la procedura telematica di trasmissione delle pratiche sta causando disagi negli uffici del catasto terreni di Catania. Il sistema prevede che la modifica della procedura tradizionale in quella informatizzata sia fatta allo sportello: ciò comporta tempi lunghissimi con la conseguenza che i tecnici si mettono in coda fin dalle 5 del mattino. Dal prossimo ottobre l’iter di invio telematico sarà a regime e aumenteranno le funzioni dei professionisti, i quali saranno responsabili dei dati trasmessi, anche mediante la firma digitale.

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