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Prevenzione antisismica, ISI: ‘puntare sulla classificazione sismica degli edifici’

Prevenzione antisismica, ISI: ‘puntare sulla classificazione sismica degli edifici’

Ingegneria Sismica Italiana propone di istituire un albo dei professionisti abilitati al rilascio dei certificati di sicurezza sismica

Vedi Aggiornamento del 09/05/2019
Prevenzione antisismica, ISI: ‘puntare sulla classificazione sismica degli edifici’
di Alessandra Marra
Vedi Aggiornamento del 09/05/2019
07/11/2016 - Introdurre la classificazione sismica degli edifici e attestarne la classe sismica con certificati rilasciati da professionisti abilitati ed esperti in sicurezza sismica, al fine di orientare gli interventi al miglioramento strutturale.
 
Questa alcune delle proposte per la prevenzione di rischio sismico che l’associazione Ingegneria Sismica Italiana (ISI) ha presentato in occasione del SAIE a Bologna.
 

Classificazione del rischio sismico

L’ISI ha evidenziato che il punto di partenza per prevenire il rischio consiste in un’attenta diagnosi attraverso l’introduzione della ‘Classificazione Sismica degli Edifici’, cioè assegnando una classe di rischio ad ogni edificio.
 
La ‘Classe di Rischio Sismico’ è un indicatore tecnico-economico che si presenta sotto forma di documento/attestato che individua il livello di prestazione sismica. Le classi di rischio proposte sono sei, dalla A alla F: gli edifici costruiti secondo le norme sismiche moderne appartengono alle prime due classi (A e B) mentre quelli costruiti in assenza di norme sismiche appartengono alle ultime tre ( D, E ed F).
 
Per determinare tale classificazione l’ISI propone la creazione di un albo per professionisti abilitati a rilasciare certificati di classificazione sismica che siano esperti in sicurezza sismica grazie al superamento di corsi di formazione specifici. 
 

Riduzione del rischio sismico: fiscalità agevolata

L’ISI suggerisce che il costo delle verifiche sia interamente deducibile nel caso in cui si facciano lavori di miglioramento/adeguamento e parzialmente deducibile ed esente da IVA in altri casi.
 
Propone anche la riduzione delle imposte sulla casa (IMU, TARI, TASI, ecc.) e delle imposte sulla compravendita per edifici per i quali è stata effettuata la classificazione sismica e si collocano in una delle classi alte (A e B).
 
Infine consiglia la riduzione degli oneri di urbanizzazione per interventi di demolizione/ricostruzione per edifici per i quali è stata effettuata la classificazione sismica e si collocano in una delle classi basse (ad esempio D, E o F) ed “Ecobonus” amplificati per edifici per i quali è stata effettuata la classificazione e si collocano in una delle classi alte.
 

Riduzione del rischio sismico: priorità d’intervento

Per incentivare gli interventi di riduzione del rischio l’ISI suggerisce l’obbligatorietà della verifica di vulnerabilità sismica, a carico delle finanze pubbliche, per edifici pubblici e per gli edifici in corrispondenza delle vie di fuga previste dai piani Comunali della Protezione Civile e deposito della verifica stessa presso l’amministrazione competente.
 
Di conseguenza una percentuale minima del budget delle amministrazioni dovrebbe essere dedicata al miglioramento sismico in modo proporzionale alla vulnerabilità sismica degli edifici dell’amministrazione pubblica e alla pericolosità sismica del sito.
 
Le priorità di intervento saranno destinate agli edifici strategici, edifici in corrispondenza delle vie di fuga ed edifici con rilievo storico/artistico/culturale per la popolazione.
 
Bisognerà infine definire un valore minimo di soglia di vulnerabilità per gli edifici pubblici sulla base della Classe Sismica. Tale limite di soglia insieme alla destinazione d’uso, definiranno gli edifici con priorità di intervento. Il valore minimo di soglia di vulnerabilità potrà essere innalzato negli anni, garantendo la gestione delle priorità di intervento e allo stesso tempo un’adeguata distribuzione delle risorse tale da perseguire il progressivo adeguamento sismico dell’intero patrimonio edilizio nel tempo.
 
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