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NORMATIVA

Sismabonus, ISI chiede di modificare le regole della detrazione

di Rossella Calabrese

Ingegneria Sismica Italiana propone di rendere detraibili le spese per la diagnosi degli edifici e di estendere la cessione del credito

Vedi Aggiornamento del 14/03/2018
17/01/2018 - Detraibilità totale delle spese per la diagnosi degli edifici, indipendentemente dalla realizzazione degli interventi; fissazione di un tetto massimo al bonus ristrutturazioni legato all’unità di superficie; ulteriore estensione della cessione del credito d’imposta.
 
Sono gli interventi che secondo Ingegneria Sismica Italiana (ISI), renderebbero il sismabonus più efficace e fruibile da una platea più vasta di cittadini.
 
Tra le misure della Legge di Bilancio 2018 - ricorda ISI -, ci sono quelle, molto attese dal settore delle costruzioni, relative alla ristrutturazioni edilizie. Già da settembre dello scorso anno, quando iniziarono i lavori di stesura della manovra, ISI ha segnalato in diverse occasioni pubbliche, ed in seguito ai propri referenti nel Governo ed in Parlamento, i diversi punti su cui la disciplina delle detrazioni fiscali per gli interventi antisismici necessitava di miglioramento.
 
“Va purtroppo rilevato - afferma ISI - che, rispetto alle molte promesse ed impegni presi dallo stesso Ministro Delrio, sono rimasti pochi i provvedimenti presi, tra quelli auspicati per rendere maggiormente efficace l’impianto del cosiddetto sismabonus. Seppur restando lontani dall’ottimo desiderato, alcuni sostanziali risultati sono stati comunque raggiunti”.
 
ISI apprezza dunque le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018:
 
- estensione del sismabonus all’edilizia popolare, richiesta da Federcasa e ISI;
- agevolazioni particolari per interventi congiunti di riqualificazione energetica e miglioramento antisismico: aumento a 136 mila euro del tetto di spesa e detrazione fino all’85% in caso di riduzione del rischio sismico;
- proroga al 31 dicembre 2018 della detrazione del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia, unica agevolazione prevista per tutti gli interventi di riduzione del rischio sismico eseguiti su edifici ricadenti in zona 4, esclusi dal sismabonus;
- detraibilità del 19% delle spese assicurative contro il rischio sismico sostenute dal 1° gennaio 2018.

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Ma, secondo ISI, “nulla è stato fatto su molti altri fronti aperti del sismabonus, dove sarebbero bastati alcuni interventi puntuali a rendere la norma efficace ed applicabile (come ad esempio è per il caso degli edifici ad uso produttivo) o fruibile per una platea più vasta di cittadini (si veda, ad esempio, la questione della cedibilità del credito)”.
 
Ciò rende ancor più urgente, dunque, rilanciare l’azione di ISI in coordinamento con le altre associazioni di filiera affinché il prossimo Governo si consapevolizzi, sin dall’insediamento, almeno sulle necessità di intervento normativo più impellenti, tra cui:
 
- la detraibilità totale delle spese sostenute per gli studi e per le attività di diagnosi degli edifici, indipendentemente dalla successiva realizzazione degli interventi;
- la rimodulazione dell’importo del bonus ristrutturazioni (di cui all’articolo 16 comma 1 del DL 63/2013), fissando, quale tetto massimo della detrazione dall’imposta lorda, un limite legato all’unità di superficie;
- l’estensione della cessione del credito d’imposta di cui all’art.16 comma 1-quinquies del DL 63/2013, anche agli interventi eseguiti sulle singole unità abitative o destinate ad uso produttivo, e soprattutto la cedibilità del credito alle banche, per i soggetti ricadenti nella no-tax area (ovvero con reddito inferiore agli 8 mila euro), anche alla disciplina del sismabonus.
 
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