Ddl semplificazione: meno adempimenti per le imprese
28/11/2005 - Nella seduta del 22 novembre scorso, il Senato ha approvato il disegno di legge concernente la semplificazione e il riassetto normativo per l’anno 2005.
Il ddl era già stato approvato dal Senato e poi è stato modificato dalla Camera dei deputati.
Alla Camera era stato soppresso l’articolo 14 che cambiava la norma del silenzio-assenso, prevedendone la applicazione anche alle “istanze” (e non solo agli atti e ai procedimenti) riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l’ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e l’immigrazione, la salute pubblica e l’incolumità.
Alle accuse del centro-sinistra, che temeva che una norma del genere avrebbe dato il via ad autorizzazioni silenti per settori delicati, come quelli paesaggistici, il Governo ha risposto impegnandosi ad escludere le istanze dal silenzio-assenso.
L’obiettivo del provvedimento è quello di «sfoltire il caos dell’ordinamento normativo», cancellando tutte le leggi antecedenti al 1970, ad esclusione dei Codici, delle leggi costituzionali e di quelle che il Governo deciderà di mantenere in vigore.
Una Commissione bicamerale appositamente istituita avrà il compito di formulare pareri sugli schemi di decreti legislativi attuativi.
Per quanto riguarda le imprese, l’articolo 5 del ddl dà al Governo 18 mesi di tempo dall’entrata in vigore della legge, per adottare uno o più decreti legislativi per semplificare l’assetto normativo in materia di adempimenti amministrativi delle imprese, a esclusione di quelli fiscali, previdenziali, ambientali e di quelli gravanti sulle stesse in qualità di datori di lavoro.
Si punta a semplificare, razionalizzare e snellire gli adempimenti relativi alle fasi di svolgimento, trasformazione, trasferimento e cessazione dell’attività d’impresa e a rilanciare il ruolo degli sportelli unici; a prevedere forme di autoregolazione per favorire la concorrenza e l’accrescimento della produttività del sistema nazionale; a delegificare la disciplina dei procedimenti amministrativi connessi allo svolgimento dell’attività d’impresa.
È auspicata la sostituzione delle norme prescrittive con sistemi di incentivi e disincentivi; saranno ridotti, inoltre, gli atti sottoposti ad obbligo di conservazione, come pure i tempi di conservazione dei documenti ai fini degli accertamenti amministrativi.
Le autorizzazioni sono ridotte da pratica ordinaria a pratica straordinaria e sarà il Governo a stabilire in quali casi sono necessarie. Autorizzazione, licenza o assenso sono abrogati in tutti i casi in cui non siano espressamente previsti; fanno eccezione quelli imposti dalla normativa comunitaria.
Le Regioni e le province autonome collaboreranno per raggiungere gli obiettivi della legge.