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AMBIENTE

Legambiente: le fonti pulite sono ormai in tutti i Comuni italiani

Presentato ‘Comuni Rinnovabili 2015’, la mappatura dell’energia verde

Vedi Aggiornamento del 13/06/2017
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13/05/2015 - Negli ultimi dieci anni le fonti rinnovabili hanno contribuito a cambiare il sistema energetico italiano. Oggi gli impianti sono presenti in tutti gli 8.047 Comuni italiani, con una progressione costante: erano  6.993 nel 2009, 3.190 nel 2007, 356 nel 2005 e con risultati sempre più importanti di copertura dei fabbisogni elettrici e termici locali.
 
Complessivamente in Italia nel 2014 le rinnovabili hanno contribuito a soddisfare il 38,2% dei consumi elettrici complessivi (nel 2005 si era al 15,4) e il 16% dei consumi energetici finali (quando nel 2005 eravamo al 5,3%). Oggi l’Italia è il primo Paese al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi elettrici (ad Aprile 2015 oltre l’11%!), e si è sfatata così la convinzione che queste fonti avrebbero sempre e comunque avuto un ruolo marginale nel sistema energetico italiano e che un loro eccessivo sviluppo avrebbe creato rilevantissimi problemi di gestione della rete.
 
A impressionare sono da un lato i numeri della produzione da fonti rinnovabili passata in tre anni da 84,8 a 118 TWh, e dall’altro quelli di distribuzione degli impianti da fonti rinnovabili: circa 800mila, tra elettrici e termici, distribuiti nel territorio e nelle città, sempre più spesso integrati con smart grid e sistemi di accumulo o in autoproduzione, che oggi sono la frontiera dell’innovazione energetica nel mondo. Attraverso il contributo di questi impianti, e il calo dei consumi energetici, l’Italia ha ridotto le importazioni dall’estero di fonti fossili, la produzione dagli impianti più inquinanti e dannosi per il Clima (nel termoelettrico -34,2% dal 2005) e si è ridotto anche il costo dell’energia elettrica.
 
Ad analizzare la mappatura delle rinnovabili in Italia e la loro crescita costante sul territorio è il Rapporto Comuni Rinnovabili 2015 di Legambiente, giunto alla sua decima edizione, realizzato con il contributo del Gruppo Asja e in collaborazione con il GSE, presentato oggi a Roma.
 
All’incontro hanno partecipato Guido Bortoni, presidente Autorità per l’energia, Silvia Velo, sottosegretario all’Ambiente, Nando Pasquali, presidente GSE, Agostino Re Rebaudengo, presidente assoRinnovabili e Asja Ambiente Italia, Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente, Francesco Ferrante, vicepresidente Kyoto Club, Francesco Sperandini, direttore Direzione operativa GSE.
 
“Questi risultati dimostrano quanto oggi uno scenario energetico incentrato su fonti rinnovabili e efficienza energetica sia già realtà e nell’interesse di un Paese come l’Italia. - ha commentato Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente -. Ora occorre aprire una seconda fase di questa rivoluzione energetica dal basso che possa cogliere tutte le opportunità legate alla riduzione dei costi delle tecnologie, eliminando tutte le barriere che oggi questi progetti si trovano di fronte”.
 
Se infatti nel corso del 2014 sono aumentate le installazioni per tutte le fonti, i ritmi di crescita sono purtroppo molto inferiori rispetto al passato: per il fotovoltaico negli ultimi due anni sono stati installati 1.864MW contro i 13.194 del biennio 2011-2012, nell’eolico sono stati installati 170MW nel 2014 contro una media di 770 degli anni passati, stessi dati per il mini idroelettrico e le altre fonti.
 
Le ragioni di questa situazione sono due, la prima riguarda l’assenza di procedure chiare per l’approvazione dei progetti che blocca gli impianti eolici (per quelli offshore ancora nessun impianto è stato realizzato a fronte di 15 progetti presentati), solari termodinamici, da biomasse, mini idroelettrici, geotermici. La seconda ragione sta nella totale incertezza in cui il settore si trova a seguito di interventi normativi che in questi anni hanno introdotto tagli agli incentivi, barriere e tasse senza al contempo dare alcuna prospettiva chiara per il futuro.
 
“Gli operatori nazionali ed esteri - ha commentato Agostino Re Rebaudengo, presidente di assoRinnovabili e di Asja Ambiente Italia - chiedono, per continuare a investire nel nostro Paese, regole chiare, certe, stabili nel tempo e che, soprattutto, siano coerenti con un preciso disegno di politica energetica di lungo periodo. All’incertezza si aggiungono, inoltre, gravi e numerosi ritardi nell’emanazione di decreti e regolamenti attuativi che rendono, di fatto, le norme approvate inapplicabili o che, nelle ipotesi peggiori, costringono i destinatari a effettuare scelte economicamente importanti, senza essere in possesso di tutte le informazioni di dettaglio indispensabili”.
  
Durante il convegno si è ragionato degli interventi necessari a aprire una nuova fase di sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia, approfittando anche del fatto che a partire dal 2015 comincerà a ridursi il peso degli incentivi in bolletta legati agli impianti (-800 milioni di Euro all’anno), togliendo così forza alle polemiche che in questi anni hanno caratterizzato il dibattito politico.
 
Ecco le proposte di Legambiente per avviare uno scenario di investimenti nell’interesse delle imprese, delle famiglie e dell’ambiente:
 
- fare del Green Act che il Governo ha annunciato per giugno il volano per il rilancio degli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio e diffusione delle rinnovabili, dentro una strategia per il Clima nel quale fissare obiettivi e il percorso di riduzione delle emissioni di CO2;
- cancellare tutti i sussidi alle fonti fossili e introdurre una carbon tax per muovere investimenti in efficienza energetica e nelle energie pulite da parte delle imprese;
- introdurre nuove regole per la valutazione dei progetti da fonti rinnovabili, attraverso efficaci criteri per gli impianti eolici, idroelettrici, geotermici, solari termodinamici, e la semplificazione per gli impianti di piccola taglia.
- cancellare le barriere all’autoproduzione e distribuzione di energia prodotta da fonti rinnovabili e in cogenerazione, da parte di Comuni, distretti produttivi, condomini;
- promuovere innovazioni nel mercato elettrico che permettano alle rinnovabili di competere, attraverso l’aggregazione di impianti e contratti di lungo termine, ma anche spingendo il revamping degli impianti esistenti;
- rivedere il sistema di incentivi per gli interventi di efficienza e le fonti rinnovabili, con l’obiettivo di ridurre la spesa energetica di famiglie e imprese accompagnando la riduzione dei costi delle diverse tecnologie attraverso una regia e una verifica delle politiche e degli strumenti;
- investire nelle reti energetiche, per accompagnare la produzione da energia pulita, attraverso interventi che eliminino i colli di bottiglia che con la modernizzazione delle reti di distribuzione.
 
 La presentazione è stata anche l’occasione per il lancio di www.comunirinnovabili.it, un sito dedicato a raccontare le innovazioni e la mappa delle buone pratiche nel territorio italiano. Inoltre queste esperienze di innovazione energetica dal basso saranno protagoniste in una conferenza internazionale il prossimo venerdì 15 maggio a Pesaro organizzata da Legambiente dal titolo “Le comunità dell’energia”.
 
Nella conferenza, che vedrà coinvolti Comuni, imprese, cooperative, che hanno promosso cambiamenti che vanno nella direzione della generazione distribuita sarà presentato un Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di cancellare le barriere che oggi impediscono a Comuni, imprese, condomini di prodursi direttamente o condividere l’energia prodotta attraverso micro reti e reti locali “intelligenti” integrate con sistemi di accumulo.
 
Fonte: Ufficio stampa Legambiente
 

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