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Piena validità per il Prg di Roma

INU soddisfatto per la sentenza del Consiglio di Stato, confermati contributo straordinario e cessione compensativa

Vedi Aggiornamento del 23/02/2011
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 23/02/2011
20/07/2010 - È valido il Prg della città di Roma. Lo ha decretato il Consiglio di Stato con la sentenza 4545/2010, depositata martedì 13 luglio scorso, che contraddice quanto precedentemente stabilito dal Tar Lazio.
 
È quindi confermato l’istituto del “contribuito straordinario” in base al quale gli aumenti di valore immobiliare determinati da decisioni urbanistiche devono tornare in quota prevalente (2/3 secondo il PRG) alla città affinché siano realizzate opere e servizi pubblici.


Situazione analoga per il principio della “cessione compensativa” in base al quale vengono conferiti al Comune, senza aggravio di spesa, i terreni necessari a realizzare servizi pubblici e aree verdi per i quartieri.
 
Secondo il Tar Lazio la perequazione adottata dal Comune di Roma non era conforme alla legislazione vigente e contrastava con i principi costituzionali di proprietà e legalità dell’azione amministrativa. Stessa considerazione era stata effettuata per l’imposizione di contributi straordinari diversi da quelli generalmente previsti in ambito urbanistico da parte dell’amministrazione comunale.
 
Il CdS ha però accolto il ricorso delle amministrazioni, legittimando l’atteggiamento del Comune di Roma.
 
Il ricorso a modelli privatistici per finalità di interesse pubblico secondo il Consiglio di Stato non rappresenta un ibrido tra l’espropriazione e la conformazione, ma rientra nell’esercizio della podestà di pianificazione del territorio.
 
Il Comune di Roma ha assegnato a ogni zona un indice di edificabilità, ponendo poi le basi per incrementi futuri della cubatura edificabile. La possibilità di avvalersi degli incentivi è però rimessa agli interessati e non costituisce un obbligo.


La notizia è stata accolta con favore dall’Inu, Istituto nazionale di urbanistica, che considera storico il risultato raggiunto dalla sentenza dal momento che, dando torto a quanti intendono ancor oggi la città come oggetto di speculazione per lucrare rendite immobiliari, conferma la validità del Piano di Roma e offre indicazioni e prospettive all’urbanistica italiana all’insegna della sostenibilità.

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