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NORMATIVA Superbonus 110%, Conte: ‘intendiamo estenderlo anche oltre il 2021’
NORMATIVA

Edilizia, Ance: economia circolare, BIM e minibond per il rilancio

di Paola Mammarella

Incentivi al riciclo dei materiali da costruzione, conto termico nei condomìni e digitalizzazione: le proposte degli edili al Mise

Vedi Aggiornamento del 20/01/2017
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23/06/2016 – Economia circolare, efficienza energetica, utilizzo del BIM e minibond. Secondo l’Associazione nazionale dei costruttori edili (ANCE) sono le chiavi per il rilancio del settore edile.
 
Ne hanno parlato nei giorni scorsi il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e il presidente dell’Ance Claudio De Albertis, che ha proposto una serie di modifiche normative e percorsi professionali per il raggiungimento di questi obiettivi.
 

Economia circolare

Come si legge nel documento di sintesi elaborato dall’Ance, per “economia circolare” si intende un sistema in cui il “valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto quanto più a lungo possibile e la produzione di rifiuti è ridotta al minimo”. Secondo il Piano d’Azione europeo sull’economia circolare bisogna agire in via prioritaria sul settore delle costruzioni e demolizioni, che in Europa è il maggior produttore di rifiuti speciali.
 
A fronte di queste esigenze si deve però constatare che il recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione è trascurato e si preferisce il loro conferimento in discarica per motivi di costo e complessità normativa.
 
Secondo l’Ance bisognerebbe quindi adottare i provvedimenti ministeriali previsti dall’art. 184 bis del D.lgs. 152/2006, per qualificare un materiale come sottoprodotto anziché rifiuto, e dall’art. 184 ter affinché un rifiuto cessi di essere tale a seguito di un processo di recupero. Al momento, lamentano gli edili, questi processi richiedono molto tempo.
 
Sul fronte normativo l’Ance suggerisce anche la modifica delle Norme Tecniche per le costruzioni – NTC (DM 14 gennaio 2008), che permettono un uso molto limitato di aggregati riciclati nel calcestruzzo strutturale, e l’introduzione di incentivi economici per le attività imprenditoriali di trasformazione e commercializzazione di aggregati riciclati.
 
Oltre agli interventi normativi, per far decollare l’economia circolare secondo l’Ance bisognerebbe consentire le operazioni di recupero direttamente sul luogo di produzione in modo da accorciare la filiera, ma anche avviare processi di formazione professionale per progettisti, direttori dei lavori e tecnici delle Amministrazioni interessati all’utilizzo di prodotti derivanti da processi di recupero.
 

Efficienza energetica

Il settore edile consuma anche molta energia non solo nella fase della costruzione, ma anche durante la vita degli edifici (i consumi degli edifici rappresentano il 40% del totale). Motivo per cui è necessario riqualificare gli edifici esistenti.
 
A detta dell’Ance, è necessario che i condomìni usufruiscano maggiormente degli incentivi per la riqualificazione energetica. Non convincono infatti le regole per consentire ai contribuenti che rientrano nella ‘no tax area’ di usufruire dell’ecobonus 65% attraverso la cessione del credito corrispondente ai fornitori che hanno eseguito i lavori o le prestazioni.
 
Dato che, in base alle norme vigenti, gli edifici devono diventare delle centrali di produzione di energia, gli edili hanno chiesto che i condomìni possano essere ammessi al Conto Termico.
 
I condomìni dotati di impianti alimentati da fonti rinnovabili dovrebbero poi avere la possibilità di distribuire ai condòmini l’energia non autoconsumata. Questo cozza però con il Decreto Bersani (D.lgs 79/1999), in base al quale le attività di trasmissione e dispacciamento sono riservate allo Stato ed attribuite in concessione al gestore della rete.
 
Il presidente De Albertis ha poi evidenziato che i Titoli di efficienza energetica (TEE) dovrebbero essere riconosciuti anche nel settore civile per le riqualificazioni importanti. Per questo si dovrebbe introdurre un nuovo sistema di riconoscimento basato sull’Attestato di Prestazione Energetica e sulla Relazione Tecnica di Progetto previsti dal D.lgs. 192/2005 sul rendimento energetico in edilizia.
 

BIM

Con il Building Information Modeling (BIM) è possibile la rappresentazione digitale dell’opera lungo il suo intero ciclo di vita, dalla progettazione, alla realizzazione, alla manutenzione, alla dismissione.
 
A differenza che in altri Paesi europei, l’Ance ha sottolineato che in Italia siamo ancora all’inizio. Serve quindi una strategia nazionale per il BIM da adottare a livello governativo.  Questo significa non solo fissare obblighi legislativi, ma anche investire economicamente sul BIM per accompagnare e sostenere la transizione del mondo produttivo.
 
Il presidente De Albertis ha ricordato che il progetto INNOVance, tra i vincitori del Bando Industria 2015 sull’efficienza energetica, prevede una piattaforma collaborativa di gestione delle informazioni di filiera: dal  prodotto “componente” (cemento, finestra, caldaia, ecc.) al prodotto “risultante” (edificio, infrastruttura), passando per la gestione informativa dei mezzi e delle attrezzature, delle risorse umane, delle lavorazioni e della sicurezza.
 
Il prototipo della piattaforma è stato realizzato ed è funzionante. Per la messa online è necessario un investimento di altri 4 milioni di euro.
 

Mini Bond

Per chiudere il cerchio, l’Ance ha puntato l’attenzione sulle risorse economiche necessarie alla realizzazione degli obiettivi esposti.
 
L’Ance ha suggerito alle imprese l’emissione di minibond per finanziare il miglioramento energetico del patrimonio immobiliare nazionale , gli interventi di riqualificazione urbana e le operazioni di  sviluppo immobiliare. Si tratta di strumenti che, per le operazioni di retrofitting degli immobili, avrebbero un profilo rischio-rendimento contenuto e un tempo di rientro compreso tra i 7 e i 10 anni. Il sistema dovrebbe reggersi su un Fondi di garanzia in grado di sviluppare sinergie con le istituzioni
 
Per stimolare gli investimenti dei privati, è stato proposto anche di incentivare persone fisiche che investono nel capitale di rischio di imprese impegnate in operazioni immobiliari di rigenerazione urbana, housing sociale e sviluppo immobiliare tassando i dividendi ottenuti al 12,50% anziché al 26%.
 

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