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Superbonus 110%, i tecnici chiedono sanatoria degli abusi per facilitarne l’attuazione
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Capannoni industriali, per il sismabonus non occorre diagnosi sismica

di Alessandra Marra

Detrazione del 70% per gli interventi locali di rafforzamento che rimuovano le cause di collasso

Vedi Aggiornamento del 24/05/2018
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02/03/2017 – I capannoni industriali potranno usufruire del sismabonus al 70% (salto di una classe) anche in assenza di una preventiva attribuzione della classe di rischio, se saranno eliminate dalla costruzione le principali carenze strutturali.
 
Questa una delle maggiori novità per la messa in sicurezza delle strutture produttive, contenute nelle Linee Guida per la classificazione del rischio sismico.

SCARICA LA GUIDA AL SISMABONUS DI EDILPORTALE
 

Capannoni industriali: sismabonus senza classificazione del rischio

La Linee Guida prevedono che “nell'ambito delle costruzioni destinate ad attività produttive (strutture assimilabili ai capannoni industriali), sia possibile ritenere valido il passaggio alla classe di rischio immediatamente superiore eseguendo solamente interventi locali di rafforzamento, anche in assenza di una preventiva attribuzione della classe di rischio”.
 
Questo significa che le imprese potranno velocizzare le operazioni di messa in sicurezza delle strutture produttive, usufruendo della detrazione del 70% per interventi locali che eliminino i ‘punti deboli’ della struttura.
 
Si potrà, però, utilizzare questa procedura veloce solo se vengono soddisfatte le prescrizioni volte ad eliminare sulla costruzione tutte le carenze:
- nelle unioni tra elementi strutturali (ad es. trave-pilastro e copertura-travi), rispetto alle azioni sismiche da sopportare e, comunque, volti a realizzare sistemi di connessione anche meccanica per le unioni basate in origine soltanto sull'attrito;
- della connessione tra il sistema di tamponatura esterna degli edifici prefabbricati (pannelli prefabbricati in calcestruzzo armato ed alleggeriti) e la struttura portante;
- di stabilità dei sistemi presenti internamente al capannone industriale, quali macchinari, impianti e/o scaffalature, tipicamente contenuti negli edifici produttivi, che possono indurre danni alle strutture che li ospitano, in quanto privi di sistemi di controventamento o perché indotti al collasso dal loro contenuto.

Di fatto, quindi, anche per tali costruzioni è necessario rimuovere le cause che possano dare luogo all'attivazione di meccanismi locali che, a cascata, potrebbero generare il collasso dell'immobile.
 

Iter veloce anche per gli edifici in calcestruzzo armato

Per gli edifici in calcestruzzo armato, analogamente a quanto detto per le strutture assimilabili ai capannoni industriali, è prevista la possibilità di ritenere valido il passaggio alla classe di rischio immediatamente superiore, eseguendo solamente interventi locali di rafforzamento ed anche in assenza di una preventiva attribuzione della classe di rischio.
 
Ciò è possibile soltanto se la struttura è stata originariamente concepita con la presenza di telai in entrambe le direzioni e se saranno eseguiti tutti gli interventi di:
- confinamento di tutti i nodi perimetrali non confinati dell'edificio;
- opere volte a scongiurare il ribaltamento delle tamponature, compiute su tutte le tamponature perimetrali presenti sulle facciate;
- eventuali opere di ripristino delle zone danneggiate e/o degradate.
 

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