10/02/2017 - La strada che porta all’elaborazione del decreto sulle linee guida per la classificazione del rischio sismico deve passare per l’adozione obbligatoria del fascicolo del fabbricato.
Questo l’aspetto chiave su cui punta
FILLEA CGIL in un documento condiviso con la Confederazione sindacale delle professioni tecniche (
Confedertecnica), la Federazione Nazionale Geometri e geometri Laureati (
Geomobilitati), l’Istituto nazionale di Architettura (
IN/ARCH), l’Associazione nazionale archeologi (
ANA) e la Confederazione Italiana Archeologi (
CIA).
Fascicolo del fabbricato: il percorso verso l’obbligatorietà
Il documento redatto e sottoscritto da sindacati e professionisti propone alcune azioni per arrivare all’obbligo del fascicolo del fabbricato, considerato uno strumento fondamentale per
rendere efficaci tutti quei meccanismi premiali (incentivi, cessioni di crediti, ecc.)
per la messa in sicurezza e per la sostenibilità del patrimonio edilizio.
Il fascicolo del fabbricato, una volta a regime, dovrà contenere: la
condizione sismica e strutturale dell’edificio e/o dell’unità abitativa, secondo una classificazione omogenea a livello nazionale, la
classe energetica (impianti e consumi) e la classe dell’
esposizione al rumore (salubrità in senso generale).
Fillea Cgil sottolinea, visto il
termine del 28 Febbraio 2017 per la predisposizione del Decreto per la classificazione sismica, la necessità che le certificazioni sismiche partano da
verifiche concrete e tecniche dell’edificio, attraverso l’impiego di
professionisti qualificati anche con competenze specifiche.
Inoltre, suggerisce tra le innovazioni che potranno velocizzare il processo: la completa
digitalizzazione degli archivi dei catasti, da mettere a disposizione dei professionisti abilitati, e la
condivisione in rete delle certificazioni energetiche già diffuse.
In questo modo sarà più semplice definire la
versione elettronica del fascicolo che potrà rendere accessibile a tutti gli attori del processo la consultazione.
Fascicolo del fabbricato: cosa conterrà e chi se ne occuperà
Sindacati e professionisti propongono di dividere il fascicolo in una parte generale (se l’unità abitativa fa parte di un condominio o strutture con più di 4 unità abitative) e una parte specifica (per la singola unità) e di
differenziare il documento tra edifici storici e edifici moderni, richiedendo classificazioni, attestazioni e analisi a professionisti diversi (ad esempio utilizzando gli archeologi per gli edifici ricadenti in contesti di particolare pregio).
Il fascicolo, inoltre, dovrà prevedere costi contenuti o nulli per i cittadini, al netto di
adeguati oneri per professionisti e per l’archiviazione amministrativa. Le eventuali spese per la certificazione sismica potrebbero essere
agevolate fiscalmente, equiparandole a tutte le altre spese fiscalmente agevolate.
Obbligo del fascicolo e della manutenzione programmata
Tra le proposte di medio periodo Fillea e professionisiti puntano anche a introdurre, con gradualità, l’
obbligatorietà delle manutenzioni programmate (una sorta di “revisione obbligatoria” come per i veicoli a motore).
Suggeriscono di prevedere un “
adeguamento ordinario” ogni 20/25 anni, come accade in diversi Paesi Europei.
In questo modo ogni
intervento significativo sullo status energetico, sismico o del rumore (quindi anche agevolato), potrà prevedere un
aggiornamento del fascicolo di fabbricato.