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Recovery Plan, i Sindaci a Draghi: ‘servono finanziamenti diretti, iter rapidi e personale’
LAVORI PUBBLICI Recovery Plan, i Sindaci a Draghi: ‘servono finanziamenti diretti, iter rapidi e personale’
FOCUS

Progettare la VMC abbinata all’impianto radiante

di Rosa di Gregorio

Il caso studio di Villa Laetitia, una costruzione degli anni ’70 in cui è stata progettata e realizzata una totale riconversione impiantistica

Vedi Aggiornamento del 08/04/2021
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Foto: Villa Laetitia©WAVIN
24/02/2021 - Le persone trascorrono gran parte del loro tempo in un ambiente al chiuso, come l'abitazione, gli uffici pubblici e privati, scuole, ospedali. 

Migliorare l’aria di questi ambienti, eliminando i fattori di inquinamento, è fondamentale per evitare disagi alla salute. La qualità dell’aria si può raggiungere attraverso la ventilazione naturale, ma, quando questa non è sufficiente, si può ricorrere alla ventilazione meccanica controllata (VMC).

La VMC, oltre ad essere una soluzione dei problemi legati all’inquinamento indoor, va vista anche come una dotazione impiantistica che, integrata all’innovativa tecnologia dei sistemi radianti per il riscaldamento e il raffrescamento, consente di ottenere degli eccellenti livelli di qualità indoor, efficienza e risparmio energetico.
 
Se nel campo delle nuove costruzioni l’abbinamento dei due sistemi d’impianto è ormai un dato di capitolato, quale deve essere, invece, l’approccio progettuale nel settore delle ristrutturazioni? Ambito in cui le condizioni architettoniche e il sistema edificio, di certo, non erano stati pensati per accogliere questa innovazione tecnologica.
 
Con il case history di Villa Laetitia intraprenderemo questo percorso esplorativo. Villa Laetitia è una costruzione degli anni '70, ubicata in provincia di Venezia, in cui è stata progettata e realizzata una totale riconversione impiantistica.
 
Il progetto di ristrutturazione è del 2016; la richiesta del committente era quella di avere un nuovo impianto per la climatizzazione invernale ed estiva, con particolare attenzione al comfort abitativo e al risparmio energetico.
 
Per rispondere alle esigenze della committenza, l'impresa istallatrice, la FEDRIGO IMPIANTI S.R.L., ha optato per una soluzione impiantistica basata sul riscaldamento e il raffrescamento radiante a soffitto, alloggiato all’interno di un controsoffitto. l sistema radiante a soffitto scelto è stato il Chemidro CD-4 di Wavin Italia; un sistema che consente la produzione della superficie radiante attiva commisurata ai carichi termici di ogni singola stanza.
 
Questa soluzione ha permesso, inoltre, di ricavare all’interno del controsoffitto lo spazio necessario per garantire il transito del sistema di ventilazione meccanica controllata e dell’impianto elettrico per la centralina elettronica di controllo.
 
Invece, nell’area centrale della villa, in considerazione di numerosi ornamenti in rilievo presenti sul soffitto, la scelta per la climatizzazione è ricaduta su un impianto a parete in cartongesso utilizzando il pannello Chemidro WD-10i.
 

Sistema radiante a soffitto: il progetto

Villa Laetitia occupa una superficie complessiva di oltre 200 mq. Per la climatizzazione di tutte le stanze sono stati previsti in totale 22 circuiti, indicati con le sigle da C1 a C22, e distribuiti secondo il seguente elenco:
 
- soggiorno da 49,80 mq (C1-C3);
- studio da 26,16 mq (C5-C6);
- bagno + antibagno da 6,80 mq (C7);
- bagno da 10 mq (C8);
- camera da letto da 18,65 mq (C9);
- camera da letto da 12,75 mq (C10);
- camera da letto da 9,67 mq (C11);
- bagno da 5,81 mq (C12);
- bagno da 6,36 mq (C13);
- camera da letto da 17,04 mq (C14);
- disimpegno da 29,96 mq (C15-C16);
- disimpegno (C17);
- sala da pranzo da 15,87 mq (C18);
- cucina da 10,50 mq (C20);
- ripostiglio da 8,04 mq (C21);
- bagno da 4,36 mq (C22).
 
A motivo dell’elevato numero di locali e della loro diversa metratura, sono stati utilizzati, per il sistema radiante a soffitto, pannelli di dimensioni diverse: con larghezza standard di 400 mm (interasse orditura del controsoffitto) e lunghezze variabili, da un massimo di 2.800 mm ad un minimo di 1.000 mm, per un numero complessivo di 214 pannelli. Invece, i pannelli radianti utilizzati a controparete, sono stati in totale 9.
 
Per una copertura uniforme di tutta l’area della villa sono stati installati 3 collettori Chemidro Tempower 2G, composti da più moduli a seconda del numero di circuiti necessari:
- 6 circuiti nel primo collettore ubicato nell’area ovest;
- 8 circuiti nel secondo collettore posizionato nell’area nord-est;
- 8 circuiti nel terzo collettore ubicato nell’area sud-est.
Ciascuno di essi è stato dotato di valvole di intercettazione motorizzabili sul ritorno e misurazioni di portata di 4 l/min con anello di bloccaggio (memory ring) sulla mandata.
 
 Foto: Villa Laetitia, schema d’impianto pannelli radianti a soffitto©WAVIN
 

Sistema radiante a soffitto: le fasi di cantiere

Per semplificare al massimo la fase di installazione il sistema è stato fornito premontato: un pannello radiante costituito da lastre in gesso-fibra con tubo annegato all’interno, accoppiate ad un pannello isolante in polistirene di larghezza 600 mm.
 
Le fasi di cantiere sono state: dapprima la costruzione della struttura metallica a doppia orditura per la realizzazione del controsoffitto in cartongesso; l’orditura secondaria è stata fatta con un interasse pari alla larghezza del pannello radiante, ovvero di 40 cm.
 
Successivamente sono stati applicati i pannelli radianti, come da indicazione del progetto, grazie agli appositi ganci hanno permesso il fissaggio rapido sulla struttura metallica.
 
Dopodiché è stato realizzato il collegamento idraulico attraverso il metodo Tichelmann (ritorno inverso), in modo da favorire l’auto-bilanciamento di ogni singolo circuito direttamente dal collettore.
 
Per rendere più semplice e veloce il collegamento dei numerosi pannelli, la scelta è ricaduta sui raccordi rapidi push-fit: questo sistema è estremamente sicuro grazie alla tenuta idraulica garantita dall’o-ring sul diametro esterno del tubo, assicurando il totale passaggio sul diametro interno senza riduzioni che provocano perdite di carico nel flusso. Nello specifico sono stati usati raccordi TEE 16-10-16 per favorire il passaggio del liquido dal tubo multistrato in polietilene PE-Xc diametro 16mm, che collega il collettore Tempower alle tubazioni in PE-RT a 5 strati di diametro 10 mm del pannello radiante CD-4 di mandata e ritorno.
 
Una volta completati i collegamenti idraulici e dopo aver completato con successo i test di verifica del sistema di riscaldamento e raffrescamento radiante a soffitto, sono state applicate le lastre di rivestimento, direttamente sulla seconda orditura della struttura metallica.
 
Visualizza l’esecutivo dell’impianto radiante a soffitto, ©WAVIN
 
  Foto: Villa Laetitia, dettaglio pannello radiante©WAVIN

 Foto: Villa Laetitia, dettaglio pannello radiante e collettore©WAVIN

 Foto: Villa Laetitia, dettaglio pannello radiante a parete ©WAVIN
 

VMC, la scelta del recuperatore di calore

Per garantire un comfort abitativo ottimale all’interno di tutte le stanze della villa, con conseguente eliminazione di numerose sostanze inquinanti e prevenzione della formazione di muffa, è stato utilizzato un sistema di trattamento dell’aria in affiancamento all’impianto di riscaldamento e raffrescamento radiante a soffitto.

Questo mix assicura un adeguato ricambio dell’aria con recupero del calore durante l’intero anno e una deumidificazione durante il funzionamento estivo in raffrescamento.
 
L’impianto scelto è costituito da un deumidificatore con recuperatore di calore monoblocco Deuklima SCRKAE 500.
 
Il deumidificatore Chemidro è dotato di un compressore alternativo, due ventilatori centrifughi EC a bassissimo assorbimento, filtri dell’aria in ingresso, una sezione deumidificante dotata di batterie di pre e post raffreddamento per miglioramento delle prestazioni. Nella sezione posteriore vi sono tre ingressi per la ripresa dell’area dei locali, dell’aria esausta da bagni e cucina, e dell’aria esterna, a cui si aggiunge una bocchetta per l’espulsione dell’aria viziata verso l’esterno. Nella sezione anteriore sono invece presenti le distribuzioni per la mandata dell’aria trattata verso gli ambienti “puliti”.
 
Oltre ad essere un impianto performante che assicura valori di recupero prossimi al 90%, le sue dimensioni estremamente contenute (solo 295 mm di altezza) gli consentono di essere installato con grande praticità all’interno del controsoffitto.
 
Foto: Villa Laetitia, schema d’impianto VMC©WAVIN
 

VMC, il progetto

Il recuperatore di calore è stato posizionato nel locale tecnico situato nell’area nord-ovest della villa, confinante con un piccolo bagno. Come da prassi, il deumidificatore è stato collegato, attraverso tubazioni flessibili in alluminio dal diametro di 160 mm, a due bocchette esterne che favoriscono l’aspirazione e l’espulsione dell’aria.
 
Per favorire la distribuzione ottimale nei vari locali, sono stati applicati nel controsoffitto tre plenum di distribuzione, caratterizzati da 1 ingresso (diametro 160 mm) e 10 uscite (diametro 75-90 mm).

Per il collegamento dai plenum alle bocchette di mandata e di ripresa, ubicate nelle varie stanze e accompagnate da griglie di design, è stato utilizzato un tubo corrugato a doppia parete in polietilene ad alta densità HDPE di colore bianco (diametro 75-90 mm), appositamente scelto per la sua capacità di garantire un’attività anti-mircobica a lungo raggio, proprietà anti-statiche e auto-estinguenti e al tempo stesso caratteristiche di resistenza ed elasticità.
 
Due plenum sono stati dedicati all’immissione dell’aria, per una diffusione della stessa attraverso 11 bocchette di mandata con una portata variabile da 11 mc/h (ripostiglio) a 35 mc/h (salone principale) a seconda della dimensione del locale e delle sue necessità di areazione.
 
Il terzo plenum di distribuzione è stato invece adibito alla ripresa dell’aria viziata dai bagni e dalla cucina, con 10 canali e altrettante bocchette e con una pianificazione dell’estrazione dell’aria che varia da 20 mc/h per il bagno più piccolo a 45 mc/h di cucina e sala da pranzo.
 
Due griglie di estrazione di dimensioni 600x200 mm con portata di 250 mc/h, sono state collegate direttamente al deumidificatore attraverso tubazione di diametro 160 mm completano il sistema e hanno un ruolo fondamentale nella fase di ricircolo dell’aria. 

L’intero impianto è gestito da un regolatore elettronico Reklima BUS con sonde ambiente dislocate nei vari locali, che consentono a chi vive all’interno della villa di impostare la temperatura e l’umidità desiderata.
 
Visualizza l’esecutivo dell’impianto di VMC ©WAVIN
 
 Foto: Villa Laetitia, dettaglio VMC ©WAVIN

 Foto: Villa Laetitia, dettaglio VMC ©WAVIN

 Foto: Villa Laetitia, dettaglio VMC ©WAVIN
 

Computo dei materiali

Di seguito si riporta il dettaglio del computo dei materiali del sistema radiante e il computo dei materiali del sistema VMC.
 
Computo dei materiali sistema radiante:
- N°   3 Collettori Chemidro Tempower 2G;
- N°   7 Pannelli Chemidro CD-4 (227 x 2.800 mm);
- N° 51 Pannelli Chemidro CD-4 (227 x 2.600 mm);
- N° 23 Pannelli Chemidro CD-4 (227 x 2.400 mm);
- N° 20 Pannelli Chemidro CD-4 (227 x 2.200 mm);
- N° 20 Pannelli Chemidro CD-4 (227 x 2.000 mm);
- N° 37 Pannelli Chemidro CD-4 (227 x 1.800 mm);
- N° 16 Pannelli Chemidro CD-4 (227 x 1.600 mm);
- N°   2 Pannelli Chemidro CD-4 (227 x 1.400 mm);
- N° 38 Pannelli Chemidro CD-4 (227 x 1.000 mm);
- N°   9 Pannelli Chemidro WD-10i (600 x 2.000 mm);
- N° 214 Pannelli di tamponamento/lastre ecc.;
- Tubo multistrato in polietilene PE-Xc;
- Raccorderia Push-fit: tee 16÷10÷16, manicotti 10÷10, manicotti 16÷10.
 
 
Computo dei materiali sistema VMC:
- N° 1 Deumidificatore Deuklima SCRKAE 500;
- N° 3 Plenum di distribuzione;
- N° 2 Griglie di estrazione 600x200 mm;
- N° 11 Bocchette di mandata;
- N° 11 Bocchette di ripresa;
- N° 22 Griglie di design;
- Tubo flessibile in alluminio (diametro 160 mm);
- Tubo corrugato in polietilene (diametro 75-90 mm).

 

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