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RISPARMIO ENERGETICO

Passivhaus, si può costruire anche in Italia

di Rossella Calabrese

Smart Village ha ospitato il primo Convegno nazionale sullo standard della casa passiva

Vedi Aggiornamento del 05/10/2013
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20/10/2012 - Costruire e ristrutturare con i principi della Passivhaus è possibile anche in Italia e nei Paesi mediterranei. 

E' la conclusione cui si è giunti nel 1° Convegno nazionale Passivhaus - Risanare e costruire con lo standard di casa passiva, che si è tenuto questa mattina a Smart Village, la Mostra-Convegno organizzata all'interno di Made Expo 2012.

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Witta Ebel, membro del Passivhaus Institut di Darmstadt e di Innsbruck, ha illustrato il concetto di Passivhaus e le sue specificità, raffrontando un edificio standard con una casa passiva per metterne in evidenza le differenze. La Passivhaus - ha spiegato Ebel - è un concetto aperto che comprende l’isolamento termico, gli infissi, la ventilazione controllata, senza dimenticare di analizzare il rapporto costi/benefici delle soluzioni progettate.
 
La Passivhaus – ha proseguito Ebel - è uno standard adattabile a tutti i tipi di edifici, con destinazioni d’uso diverse, dalle residenze alle scuole, agli uffici alle aziende, e utilizzabile non solo nelle nuove costruzioni, ma anche nella ristrutturazione di edifici esistenti. Tra un edificio tradizionale e uno passivo, la differenza di consumi energetici può raggiungere il 95%. Un elemento molto importante è la certificazione Passivhaus, basata su standard funzionali, confort abitativo, sostenibilità. Per ottenerla, è necessario che la casa sia di qualità fin dalla fase di progettazione.

Che la Passivhaus non sia uno standard applicabile solo nei climi freddi, lo ha dimostrato Ludwig Rongen, docente al FH Erfurt, Fachbereich Architektur, che ha illustrato diversi esempi di edifici passivi a Dubai, Las Vegas, Shanghai, Tokyo, nei quali si è privilegiato un aspetto piuttosto che un altro (isolamento, frangisole, serre solari) in funzione del clima.

Ma a Smart Village è possibile entrare in una vera casa passiva, realizzata da ZEPHIR, Zero Energy and Passivhaus Institute for Research; Mirko Taglietti di ZEPHIR ha illustrato la progettazione e la costruzione del prototipo itinerante che, dopo la fiera, girerà l’Italia per valutarne le performance alle diverse latitudini e climatiche.

Francesco Nesi, Direttore di ZEPHIR, ha ricordato che il primo obiettivo di una Passivhaus è il comfort abitativo, ma che un aspetto altrettanto importante è la ricerca di componenti sempre meno costosi, per rendere la casa passiva accessibile a tutti. E ancora i criteri progettuali: clima del sito, isolamento dell’involucro, apporti solari, ventilazione naturale e meccanica, ombreggiature, protezione dal surriscaldamento.

Un elemento, quest’ultimo, fondamentale nei climi caldi, nei quali il concetto di Passivahus - nato in Germania - va opportunamente declinato. In Italia – ha detto Salvatore Paterno, TBZ - Centro di Fisica Edile - la casa passiva deve rispettare il contesto, il genius loci, le tradizioni costruttive locali. In un mercato immobiliare in crisi, può sopravvivere solo l’edilizia di qualità, cioè la casa passiva.

Che la casa passiva sia realizzabile anche nel sud Europa lo ha confermato Carmelo Sapienza, dell’Associazione Casa Ecopassiva Sicilia, che ha presentato il Progetto Botticelli, complesso edilizio pressochè completato che coniuga benessere abitativo, efficienza energetica, raffrescamento naturale e impianti per una casa attiva.

In una casa che non ha bisogno di energia, gli impianti servono? A questa domanda ha risposto Gionata Sancisi di Energie naturali sas. Una minima dotazione impiantistica è necessaria e il loro dimensionamento presuppone comportamenti virtuosi da parte degli abitanti. Solo se usata correttamente, la casa passiva funziona in modo ottimale e può diventare un “investimento che protegge il capitale”.

Ha concluso i lavori Andrea Giachetta, Docente alla Facoltà di Architettura dell’Università di Genova, ricordando che per costruire sostenibile non è sufficiente applicare degli standard, ma occorre acquisire una nuova cultura del progetto sostenibile.
 

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