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NORMATIVA

Bonus antisismica, Unicmi: l’allargamento alla zona 3 riguarderebbe 4 milioni di edifici

di Alessandra Marra

Ma per la piena operatività della detrazione 65% si attendono ancora le Linee Guida per la classificazione sismica degli edifici

Vedi Aggiornamento del 27/09/2016
08/09/2015 – Allargare l'incentivo fiscale per l'adeguamento sismico dalle zone 1 e 2 alla zona 3, ipotesi lanciata negli scorsi giorni dal Presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, porterebbe ad una riqualificazione antisismica circa 4,4 milioni di edifici.
 
A riferirlo l’Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell'Involucro e dei serramenti (UNICMI) che riporta alcuni dati circa i vantaggi dell'estensione del bonus 65% antisismica alla zona 3 avvertendo anche che per la piena operatività delle detrazioni si attende ancora la pubblicazione delle Linee Guida per la classificazione sismica degli edifici.
 

Bonus 65% antisismica: i dati italiani

Secondo quanto riportato da Unicmi l'estensione del bonus del 65% per gli interventi di riqualificazione antisismica alla zona 3 riguarderebbe 4,4 milioni di edifici, circa il 60% dei quali costruiti prima del 1971, quindi non in linea con le norme sismiche attuali.
 
Attualmente le zone sismiche italiane sono quattro e secondo i dati del Rapporto Ance-Cresme sul territorio del 2012, la zona a sismicità alta (1) comprende 706 Comuni e tre milioni di abitanti, quella a sismicità media (2) riguarda 2.187 Comuni e 18,9 milioni di abitanti. Al terzo gradino c'è la sismicità bassa, con 2.003 Comuni e 20,5 milioni di abitanti. Infine, al quarto livello troviamo la sismicità molto bassa: 3.196 Comuni e 8,8 milioni di abitanti.
 
La Legge di Stabilità 2015 ha introdotto bonus fiscali del 65% per l'antisismica solo per le prime due zone (sismicità alta e media). Con l'ipotesi di Realacci di estenderli alla terza fascia, si potrebbe rendere maggiore la loro efficacia.

Scarica la Guida detrazione 65% di edilportale
 
L’allargamento, infatti, avrebbe una portata non indifferente; la stima Ance-Cresme, su dati Istat rileva che gli edifici in Italia, costruiti sino al 2001, sono circa undici milioni. Se ne deduce che una stima dei fabbricati in Italia sulle 4 zone sismiche è la seguente: 664mila in zona 1, 4.060.000 in zona 2, 4.404.000 in zona 3 e 1.890.000 in zona 4. Inoltre la zona 3 comprende aree popolosissime, comprese tra le altre in Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto.

L’estensione alla zona 3 (pur valutando che non per tutti i 4,4 milioni di edifici sarebbero necessari lavori di adeguamento) renderebbe essenziale aumentare in maniera consistente gli stanziamenti messi a disposizione dal Governo per le detrazioni, attualmente pari a poco più di 100 milioni di euro.
 

Bonus antisismica: in attesa delle linee guida

Per UNICMI però il nodo fondamentale per la piena operatività del 65% antisismico è la pubblicazione, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT), delle Linee Guida per la classificazione sismica degli edifici.
 
“Le linee guida per la classificazione sismica degli edifici sono pronte, il lavoro dei tecnici ha infatti messo a punto un sistema di catalogazione dei fabbricati che consentirà di evidenziare immediatamente, attraverso 6 classi (dalla A alla F), il grado di rischio in caso di terremoto”, riferisce UNICMI.
 
Unicmi e Associazione Ingegneria Sismica Italiana (ISI) rilanciano quindi un forte auspicio affinché le Linee Guida siano pubblicate da parte del MIT, trasformando le detrazioni per la messa in sicurezza antisismica degli edifici da “fiore all’occhiello” teorico ad un vero strumento operativo accessibile dalla più ampia platea di cittadini italiani.

 
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