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PROFESSIONE

Professioni ingegneristiche, Periti Industriali: ‘cresce la domanda di lavoro’

di Alessandra Marra

Raddoppiate in un anno le assunzioni previste. Tra i profili più ricercati nel 2016 i designer

Vedi Aggiornamento del 16/09/2020
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02/02/2017 – Cresce la domanda di lavoro per le professioni tecnico-ingegneristiche: in un anno sono raddoppiate le assunzioni previste per tali profili arrivando a 13.240.
 
Questi alcuni numeri messi in evidenza dal Centro studi del Consiglio Nazionale Periti Industriali (Cnpi) elaborati a partire dai dati Unioncamere.
 

Professioni tecnico-ingegneristiche: sale la domanda

Secondo la ricerca Cnpi, rispetto allo stesso periodo del 2016, quando le previsioni di assunzione per questo gruppo di professionalità erano 6.620, il volume è raddoppiato, confermando una tendenza già emersa a fine 2016.
 
Cresce parallelamente però la difficoltà a reperire tali figure sul mercato: se un anno fa, il 26,2% dei profili era considerato di difficile reperimento, per i prossimi mesi, le aziende stimano che nel 38,8% dei casi il profilo desiderato sarà introvabile, a causa dell’inadeguata formazione e qualificazione dei candidati (20,8%) e del ridotto numero di candidati (18%).
 
Tra i profili di area tecnico ingegneristica più ricercati spiccavano nel 2016 al primo posto i designer (3500 assunzioni), seguiti dai programmatori (3180), esperti di applicazioni 2760) tecnici della produzione (2580).
 

Professioni: i settori alla ricerca di tecnici

Analizzando i settori che oggi trainano la domanda di figure tecnico ingegneristiche il Cnpi segnala che spiccano in cima alla graduatoria il settore dei media e della comunicazione, dove ben il 25,2% delle nuove assunzioni riguarderà profili tecnici dell’ingegneria, e quello informatico e delle telecomunicazioni (23,6%).
 
Anche nelle public utilities una quota significativa di nuove assunzioni è destinata ai profili di area tecnico ingegneristica (il 14,6%), cosi come negli ambiti del manifatturiero più innovativo ( fabbricazione macchine e mezzi di trasporto, industrie farmaceutiche e chimiche, industrie elettriche ed elettroniche) dove la quota di tecnici dell’ingegneria tra i neoassunti si colloca rispettivamente al 12,6%, 13,4% e 11,2%.
 
Secondo i Periti Industriali le nuove aree di attività, dall’ efficientamento energetico alla sicurezza, dalle certificazioni ai controlli di qualità, hanno sviluppato nuovi fabbisogni di competenze da parte delle aziende. Anche l’accelerazione nei processi di innovazione a tutti i livelli, e tecnologici in primis, hanno portato all’esigenza di acquisire profili sempre più specializzati, in grado di garantire alle aziende il passo dell’innovazione.
 
E’ indicativo da questo punto di vista che una quota rilevante delle assunzioni di tecnici dell’ingegneria sia destinata proprio ad arricchire funzioni strategiche. Ben il 38,8% delle assunzioni previste di tecnici dell’ingegneria è, infatti, destinato all’area progettazione, ricerca e sviluppo, il 13,1% ai sistemi informativi e il 15,9% alla produzione di beni e servizi. Ancora, ben il 9% dei tecnici dovrà occuparsi di certificazioni, in materia di qualità, ambiente e sicurezza, mentre il 7,2% di controlli di qualità e il 5,2% di logistica e distribuzione.
 

Assunzione di tecnici: il problema della formazione

Ma il Cnpi lancia l’allarme: “a differenza del resto d’Europa, dove la formazione tecnica rappresenta un pilastro portante, in Italia mancano percorsi adeguati a formare le professionalità che servono al mercato”.
 
Le lauree professionalizzanti sono per noi una risposta”, ha commentato il presidente del Cnpi Giampiero Giovannetti, “perché per come sono state immaginate possono a formare quei tecnici che richiede il mercato e che spesso non si trovano a causa di un sistema formativo inadeguato”.
 
“Sono certo, infatti, che questa formazione, con un buon orientamento, consentirà di riagganciare al circuito della formazione quella parte di giovani che si disperde o addirittura abbandona. Certo il successo dell’operazione dipenderà anche da quanto la filiera università-impresa-professioni sarà capace lavorare in sinergia. Questa è una grande occasione per il sistema formativo, è una sfida per il Paese che non possiamo permetterci di perdere” ha concluso Giovannetti. 
 

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