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Lauree professionalizzanti, al via tre nuovi percorsi

di Alessandra Marra

In Gazzetta Ufficiale il decreto che regola i corsi per le professioni tecniche per l'edilizia e il territorio, agrarie e industriali e dell'informazione

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Foto: goodluz ©123RF.com
16/09/2020 – Via libera a tre nuove lauree professionalizzanti: professioni tecniche per l'edilizia e il territorio (LP-01), professioni tecniche agrarie, alimentari e forestali (LP-02), professioni tecniche industriali e dell'informazione (LP-03).
 
È stato, infatti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 12 agosto 2020 che definisce le modalità per l’attivazione dei tre percorsi a orientamento professionale.
 

Lauree professionalizzanti: cosa prevede il decreto

Il decreto prevede che le Università, escluse quelle telematiche, possano attivare i corsi professionalizzanti in stretta collaborazione con il mondo del lavoro; i corsi, infatti, dovranno prevedere attività laboratoriali a cui destinare almeno 48 CFU.
 
Lo svolgimento delle attività laboratoriali può avvenire, previa stipula di apposite convenzioni, anche presso qualificate strutture pubbliche o private esterne alle università, incluse scuole secondarie di secondo grado, che possano offrire strutture adeguate.
 
 
Un’altra caratteristica dei nuovi corsi sono le attività di tirocinio, da svolgere necessariamente presso imprese, aziende, studi professionali, amministrazioni pubbliche, enti pubblici o privati, ivi compresi quelli del terzo settore, od ordini o collegi professionali, a cui destinare almeno 48 CFU.
 
Per questa ragione, il numero di studenti ammessi a ciascun corso sarà parametrato sulla disponibilità di tirocini, sulla capienza dei laboratori e sulle esigenze del mondo del lavoro.
 

Lauree professionalizzanti: soddisfatti i Geometri

Soddisfatti della pubblicazione del decreto i geometri; il Presidente del Consiglio Nazionale Geometri ha infatti dichiarato: “Per la categoria dei geometri si tratta di un passo nella giusta direzione, è una parte della riforma che abbiamo elaborato nel 2015, divenuta oggetto di alcune proposte di legge dal 2016 e oggi ancora in itinere.
 
“Riteniamo che si tratti di un percorso chiaro, pensato e ‘disegnato’ per la nostra professione, che eleva il livello delle conoscenze e lo associa fortemente alle nuove abilità. Un indirizzo a favore dei nostri giovani, che ottimizza i tempi evitando le sovrapposizioni e si rivela adeguato alle necessità del Paese!” ha concluso Savoncelli.
 
 

Lauree professionalizzanti: i Periti evidenziano le criticità

Il Presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, Giovanni Esposito, nel commentare positivamente il decreto che istituisce tre nuove classi di laurea a orientamento professionale, ne ha evidenziato anche alcune criticità. “Il decreto ministeriale sulle lauree a orientamento professionale è un ottimo testo da cui partire per costruire quella formazione accademica terziaria che nel nostro paese ancora non esiste. Mancano però alcuni passaggi cruciali che andrebbero definiti in una strategia condivisa Miur-ordini professionali. Il decreto rappresenta, infatti, solo un tassello di un puzzle che per completarsi deve necessariamente affrontare la riforma delle professioni tecniche”.  

“Innanzitutto”, spiega Esposito, “è necessario rendere questi percorsi abilitanti così da presentarli come una formazione orientata verso le professioni regolamentate e, come avviene già per altre categorie, prevedere che l’esame di laurea avvenga parallelamente a quello di stato”.
Inoltre, per i periti industriali resteranno un passaggio incompleto finché non si metterà mano al Dpr 328/01 che permette a tutti i laureati triennali di iscriversi nelle sezioni B di più albi che garantiscono competenze analoghe e sovrapponibili.

“In tal senso come categoria, assieme a quella degli ingegneri”, aggiunge ancora Esposito, “abbiamo presentato alcune proposte di modifica che vanno proprio in questa direzione, partendo da una modifica dell’articolo 55 del Dpr 328/2001 sull’accesso all’esame di Stato così da assicurare che il titolo di studio delle nuove lauree abbia lo stesso valore legale dei corsi tradizionali che attualmente permettono l’accesso alle professioni". 

“A questo punto”, conclude Esposito, “è necessario che il mondo universitario e quello delle professioni lavorino in sinergia per portare a casa in maniera compiuta una riforma organica. Ci aspettiamo che il Ministro dell’università convochi al più presto le categorie interessate dalla riforma, che arrivi alla definizione di un quadro ordinamentale semplificato e utile al paese". 
 

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