06/10/2023 - Il cambiamento climatico è un fenomeno globale a lungo termine caratterizzato da variazioni significative e persistenti nei modelli meteorologici terrestri. Le conseguenze di tali modificazioni possono essere percepite sia nel lungo che nel breve termine; l’aumento delle temperature e la scarsità di precipitazioni portano nel tempo ad uno scenario prossimo alla siccità ma ciò che nell’immediato viene percepito è l’imprevedibilità dell’avvenimento.
A tale imprevedibilità è associata anche l’incidenza e la violenza con cui fenomeni meteorologici estremi si manifestano: si stima che la probabilità di rischio sia aumentata del 9% negli ultimi venti anni in Italia, influenzando la vita e l’incolumità sia del singolo che della società.
Si fa così largo il concetto di “resilienza”, ampiamente utilizzato negli ultimi anni in campo sanitario, ma quanto mai attuale per definire come l’individuo o una comunità hanno la capacità di adattarsi, recuperare o resistere in modo positivo alle difficoltà, alle avversità o allo stress.
Diversi studi sul tema relazionano il concetto di rischio con quello di resilienza quasi come causa-effetto, portando sul piano scientifico un’analisi quantitativa basata su indicatori. Ad esempio, il CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), attraverso un report pubblicato nel 2020, ha individuato per l’Italia tre indici attraverso cui impostare la future scelte dei policy maker:
- Indice di Rischio Climatico (CRI), il quale misura il rischio climatico e la capacità di adattamento;
- Indice Climatico Attuariale (ACI), il quale misura gli eventi metereologici estremi ed i rischi associati;
- Indice completo di Resilienza ai disastri (DRI), il quale misura la resilienza dei disastri.
La combinazione e l’intreccio di questi indici mira ad estrapolare dei dati che possano condurre ad una pianificazione concreta per ridurre il rischio e mitigarne gli effetti.
Scendendo di scala,
l’ambiente urbano stesso presenta una moltitudine di sistemi a sé stanti che necessitano di una specifica valutazione del rischio in funzione della loro eterogeneità: si pensi alla diversità di rischi presenti tra un cantiere e l’ambito condominiale di un edificio residenziale. I macro-temi da trattare possono in parte coincidere ma necessitano di un approfondimento mirato.
Nel corso del 2023 si sono verificati eventi catastrofici nel nostro Paese che non possono essere paragonati ai precedenti; recentemente anche l’area di Milano è stata interessata da un forte evento temporalesco caratterizzato da forte vento e grandine. Vi sono state moltissime segnalazioni di disagi ai Vigili del Fuoco, tra cui allagamenti e tetti scoperchiati, alberi sradicati, con conseguenti complicazioni per la circolazione dei mezzi e la Regione Lombardia ha formalizzato la richiesta del riconoscimento dello stato di Emergenza.
Milano, per la sua dinamicità, presenta
moltissimi archetipi e altrettanti cantieri; quindi, la valutazione del rischio può avvenire su tre livelli: il primo rispetto al costruito, il secondo rispetto alle nuove costruzioni ed il terzo rispetto ai luoghi in attività.
Il
complesso residenziale rappresenta la casistica più comune dell’ambiente urbano, caratterizzato da varie densità abitative in funzione di tipologia e luogo geografico. Ogni archetipo possiede intrinsecamente un grado di vulnerabilità con variabili relative all’uso dei materiali e tecniche costruttive e va dunque analizzato singolarmente.
Le
nuove costruzioni hanno il vantaggio di poter prevedere già in fase di progettazione materiali, elementi costruttivi e di arredo adeguati all’ambiente circostante e alle caratteristiche del luogo; ad esempio, si può presupporre che in vista dei forti venti, per edifici assimilabili a grattacieli, si prevedano arredi da esterno e vegetazione ben ancorate che non rischino di volar via creando danno non solo a cose ma anche a persone.
Per gli
edifici storici o esistenti si dovrà invece procedere con l’analisi della stabilità della struttura per attuare interventi di risanamento e adeguamento, considerando che in Italia tre edifici su quattro hanno un’età superiore ai 30 anni (dati ISTAT) e dunque maggiormente esposti non solo a rischi importanti ma anche a quelli cronici.
Il cantiere presenta dei rischi specifici in virtù dell’attività svolta, delle attrezzature presenti, delle interferenze tra più fattori ed elementi alle quali si aggiunge lo svolgimento della mansione all’aperto che espone i lavoratori alle intemperie.
Il tema appena esposto viene affrontato anche dall’INAIL, il quale a luglio 2023 ha pubblicato un rapporto tecnico-scientifico sulla valutazione dei rischi “climatici” come strumento di prevenzione che il datore di lavoro deve applicare per svolgere l’analisi dei rischi prevista dall’art. 17 del decreto legislativo 81/2008.
Le conseguenze generate da un evento climatico estremo impattano su una serie di ambiti tra cui: la salute degli individui (infortuni e malattie professionali), l’economia (danni a cose), problemi ambientali (es. esposizione di sostanze chimiche in ambienti estremamente caldi), problemi sociali (perdita di posti di lavoro), aumento dei costi (assicurazione, sicurezza), danni al patrimonio culturale, aumento del rischio incendio, danni al verde pubblico e alla biodiversità.
Lo strumento che può essere utilizzato sia per la
valutazione preliminare che per il monitoraggio dei rischi è una check-list ben strutturata che possa identificare i punti cardine dell’asset in questione. Si propone un estratto di documento realizzato proprio in occasione degli eventi critici di Milano per dei complessi residenziali al fine di valutarne i danni:
La preparazione di tali check-list deve avvenire in base alle caratteristiche non solo tipologiche della struttura bensì del contesto entro cui è situata per produrre un’analisi esaustiva. Lo step successivo è quello di
studiare un “piano di azione” che sia efficace in primis per contrastare gli effetti negativi e poi per gestire l’emergenza in modo efficace.
In conclusione, le
azioni di prevenzione e adattamento non solo devono risolvere la crisi nell’immediato, ma produrre effetti stabili per gli sviluppi a lungo termine. Una maggiore consapevolezza dei temi inerenti agli eventi critici legati al clima permette di riconoscerli ed agire tempestivamente con azioni facenti parte di una attenta pianificazione.