Network
Pubblica i tuoi prodotti
Nuovo Decreto Superbonus, secondo il CNI non risolve i problemi

Nuovo Decreto Superbonus, secondo il CNI non risolve i problemi

I commenti degli operatori sul DL 212/2023. Federcostruzioni: ‘giusto aiutare chi ha redditi bassi ma misura poco efficace’

Vedi Aggiornamento del 26/01/2024
Nuovo Decreto Superbonus - Foto: ratoca 123rf.com
Nuovo Decreto Superbonus - Foto: ratoca 123rf.com
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 26/01/2024
09/01/2024 - Il DL 212/2023 che ha recentemente modificato le norme del superbonus 110% non ha soddisfatto le pressanti richieste degli operatori, i quali temono fortemente che molti di quelli che avevano avviato gli interventi e che si sono improvvisamente scontrati con il problema del blocco della cessione dei crediti, non troveranno adeguate soluzioni.
 
È questo il commento del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) sul DL 212 del 29 dicembre 2023 recante “Misure urgenti relative alle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 119, 119-ter e 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2023 e che inizia oggi alla Camera il suo iter di conversione in legge.

Il nuovo Decreto Superbonus approvato a fine dicembre - lo ricordiamo - fa salvi i lavori già eseguiti nei cantieri superbonus 110%, consentendo a coloro i quali non dovessero riuscire a completare gli interventi di non restituire tutto il bonus di cui hanno beneficiato, e prevede un contributo per aiutare i cittadini con redditi bassi a far fronte alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 ottobre 2024.
 

Nuovo Decreto Superbonus, i dubbi del CNI

Il CNI riteneva, e ritiene, che per i numerosi cantieri in avanzato stato di esecuzione la semplice concessione di qualche mese in più per concludere i lavori sarebbe stata sufficiente per poter completare molti interventi rimasti bloccati, anche a causa delle continue variazioni alle possibili opzioni alternative alle detrazioni fiscali (sconto in fattura e cessione del credito).
 
“L’introduzione di una sorta di sanatoria, prevista dall’art. 1, c. 1 del DL, per chi non riuscirà a terminare i lavori, che esclude il recupero delle detrazioni fiscali indirette (a seguito di opzione alternativa) anche in caso di mancato raggiungimento del ‘salto’ di due classi energetiche - prosegue il CNI -, non può essere considerata completamente soddisfacente in quanto non tiene minimamente conto del mancato miglioramento energetico degli edifici e dei contenziosi che molto probabilmente ne seguiranno”.

Inoltre, desta perplessità tra gli Ingegneri il meccanismo del contributo previsto dall’art. 1, c. 2, del D.L. a favore dei proprietari di unità immobiliari in condominio con reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro, per le spese sostenute nel 2024: tale limite di reddito - secondo il CNI - appare estremamente basso e non viene specificato l’ammontare del contributo che sarà erogato, nei limiti delle risorse disponibili. In tal senso bisognerà attendere l’emanazione del previsto decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.
 


Federcostruzioni: ‘giusto aiutare redditi bassi ma misura poco efficace’

“Giusto aiutare chi ha redditi bassi, ma la misura varata dal governo, in materia di superbonus, appare poco efficace”. È il commento di Paola Marone presidente di Federcostruzioni sul decreto. “Occorreva una soluzione che consentisse una conclusione ordinata dei lavori in corso già in fase avanzata; come Federcostruzioni abbiamo chiesto ripetutamente a governo e istituzioni una proroga del termine di scadenza per i cantieri al 31 dicembre 2023 con avanzamento almeno al 60%”.
 
La proroga, secondo Federcostruzioni, consentirebbe di terminare i lavori per quelle imprese e cittadini incolpevoli che hanno subito rallentamenti a causa di incertezza normativa e blocchi negli acquisti dei crediti.
 
“In assenza di soluzioni che consentano quella naturale conclusione dei lavori, correttamente programmati ma rallentati da eventi non dipendenti dalle famiglie e dalle imprese, è forte oggi il rischio che migliaia di cantieri, relativi ad interventi su condomini, in stato avanzato di realizzazione, si possano bloccare” aggiunge la presidente di Federcostruzioni che conclude “un’eventualità che potrebbe determinare il pericolo di avere migliaia di scheletri urbani sparsi per le nostre città, da Nord a Sud della penisola, un aumento degli ammortizzatori sociali da corrispondere alle migliaia di operai che rimarranno improvvisamente senza lavoro, durante i mesi necessari al loro ricollocamento e spostamento verso altri cantieri, in particolare del PNRR e la crisi di centinaia di famiglie e di imprese della filiera delle costruzioni”.
 
Le più lette