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Edifici ZEB e nZEB sono la stessa cosa?
di Redazione Edilportale

Edifici ZEB e nZEB sono la stessa cosa?

Da edifici a energia quasi zero a edifici a zero emissioni, la Direttiva Case Green punta sugli Zero Emission Building per ottenere un patrimonio edilizio completamente decarbonizzato entro il 2050

Vedi Aggiornamento del 10/12/2025
Edifici ZEB a emissioni zero - Foto: Immagine generata con l
Edifici ZEB a emissioni zero - Foto: Immagine generata con l'A.I. 123rf.com
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27/08/2025 - Gli Edifici ZEB (Zero Emission Buildings) rappresentano l’evoluzione degli edifici a quasi zero energia, ovvero gli nZEB (Nearly Zero Energy Building). Gli edifici a emissioni zero sono progettati per garantire l’assenza di emissioni dirette di CO₂ in tutte le fasi di vita della costruzione, nonché per ridurre al minimo il fabbisogno energetico e coprirlo attraverso fonti rinnovabili.
 

Perché si passa dagli nZEB agli ZEB

Il concetto di Nearly Zero Energy Building venne introdotto oltre un decennio fa con la Direttiva Europea EPBD 31/2010/UE (Energy Performance Building Directive), che definiva gli edifici a energia quasi zero come costruzioni estremamente efficienti dal punto di vista energetico, caratterizzate da fabbisogni ridotti e coperti in larga parte da fonti rinnovabili tramite autoproduzione.
 
L’obiettivo dell’Unione Europea di disporre di un patrimonio edilizio completamente decarbonizzato entro il 2050 ha portato all’aggiornamento della normativa con la Direttiva EPBD 2024/1275/UE. Tra le novità più rilevanti introdotte da questa revisione vi è la definizione degli edifici a zero emissioni.
 
Con il passaggio da nZEB a ZEB si pone un’attenzione ancora più stringente sulle emissioni di carbonio e gas serra, segnando un’evoluzione in materia di efficienza energetica e sostenibilità.
 

Differenze tra un edificio nZEB e un edificio ZEB

Dopo aver visto le definizioni e le motivazioni normative che hanno portato al passaggio da nZEB a ZEB, vediamo ora quali sono le principali differenze tra le due tipologie e le relative tempistiche di introduzione.
 

nZEB - Nearly Zero Energy Building (Edificio a energia quasi zero)

Gli nZEB sono edifici ad altissima prestazione energetica, caratterizzati da un fabbisogno molto basso, coperto in misura significativa da energia proveniente da fonti rinnovabili prodotte in loco o nelle vicinanze. Il loro focus è la riduzione dei consumi e l’integrazione delle rinnovabili.
 
In Italia gli nZEB sono obbligatori dal 2019 per i nuovi edifici pubblici e dal 2021 per tutti i nuovi edifici. Mentre per quanto riguarda le ristrutturazioni, la normativa prevede che entro il 1° gennaio 2030 una “ristrutturazione profonda” trasformi l’edificio in un nZEB.
 

ZEB - Zero Emission Building (Edificio a emissioni zero)

Un ZEB, come abbiamo detto, rappresenta l’evoluzione dell’nZEB. Si tratta sempre di un edificio ad altissima prestazione energetica che:
 
  • ha un fabbisogno energetico pari a zero o molto basso,
  • non produce emissioni in loco di carbonio da combustibili fossili,
  • genera un livello pari a zero, o molto basso, di emissioni operative di gas a effetto serra.
 
La novità più significativa è che il concetto di ZEB non si limita all’efficienza e alle rinnovabili, ma considera anche le emissioni incorporate nei materiali e nei processi edilizi, con l’obiettivo di azzerare le emissioni clima-alteranti lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio, dalla costruzione alla demolizione.
 
Per quanto riguarda le tempistiche di introduzione la Direttiva Case Green, stabilisce che: 
 
  • dal 1° gennaio 2028 scatta obbligo di edifici a emissioni zero per i nuovi edifici di proprietà pubblica;
  • dal 1° gennaio 2030 l’obbligo è esteso a tutti i nuovi edifici;
  • dal 1° gennaio 2030 anche le ristrutturazioni dovranno trasformare l’edificio in un ZEB.
  

Che cosa si intende per emissioni nel contesto di un edificio a emissioni zero?

In un edificio ZEB le “emissioni” vengono considerate in un’ottica olistica, con l’obiettivo della neutralità carbonica.
 
Questo significa valutare sia le emissioni dirette legate al funzionamento quotidiano, sia quelle indirette associate al ciclo di vita complessivo dell’edificio.
 
È importante sottolineare che “emissioni zero” non equivale ad assenza totale di emissioni.
 
L’obiettivo è piuttosto raggiungere un equilibrio tra le tonnellate di CO₂ (o altri gas serra) emesse e quelle rimosse dall’atmosfera, realizzando così la neutralità climatica. In pratica, un ZEB bilancia le emissioni prodotte con la generazione di energia rinnovabile, evitando un impatto netto sul cambiamento climatico.
 

Tipi di emissioni considerate

 
  • Emissioni dirette
    Derivano dalle attività quotidiane dell’edificio, come il consumo di energia per riscaldamento, raffrescamento, illuminazione e produzione di acqua calda sanitaria.
 
  • Emissioni indirette
    Sono collegate al ciclo di vita dell’edificio e includono:
    • la produzione dei materiali da costruzione (cemento, acciaio, ecc.);
    • le fasi di costruzione e demolizione;
    • la produzione e il trasporto di acqua, oltre al trattamento dei rifiuti;
    • la generazione di elettricità prelevata dalla rete, se non interamente da fonti rinnovabili.
 

Come calcolare le emissioni di un edificio ZEB

La misurazione si effettua attraverso il GWP - Global Warming Potential, un indicatore che quantifica il contributo al riscaldamento globale lungo l’intero ciclo di vita di un edificio. Il GWP misura le emissioni di gas serra in tutte le fasi: dall’estrazione delle materie prime, alla costruzione, fino allo smantellamento e al trattamento dei materiali.
 
Il risultato viene espresso in kg di CO₂ equivalente per m² di superficie utile interna, con un periodo di riferimento di 50 o 100 anni.
 

Come deve essere progettato un edificio a emissioni zero

Negli edifici ZEB, la domanda energetica ridotta non riguarda solo riscaldamento e raffrescamento, ma si estende anche alla ventilazione, alla produzione di acqua calda sanitaria e all’elettricità necessaria per il funzionamento quotidiano.
 
In questo modo il consumo complessivo risulta molto basso.
 
Le caratteristiche chiave di un edificio ZEB sono:
 
  • Domanda energetica minima: progettato per un fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo.
  • Involucro performante: dotato di eccellente isolamento termico in inverno e di buona capacità di sfasamento e attenuazione in estate, in modo da ridurre le dispersioni, massimizzare gli apporti solari gratuiti e limitare il rischio di surriscaldamento estivo grazie a sistemi di ombreggiamento adeguati.
  • Assenza di ponti termici: realizzato per prevenire fenomeni di muffa e condensa e migliorare l’efficienza complessiva dell’edificio.
  • Ventilazione controllata: progettato per garantire un adeguato ricambio d’aria, minimizzando al contempo le dispersioni energetiche.
  • Impianti per l’autosufficienza: integrato con sistemi alimentati da fonti rinnovabili (ad esempio impianti fotovoltaici) per sostenere tecnologie di climatizzazione efficienti come le pompe di calore.
  • Orientamento e superfici trasparenti: studiato per sfruttare l’orientamento dell’edificio e la distribuzione delle finestre, così da massimizzare la luce naturale e il guadagno solare passivo in inverno, con sistemi che ne limitino l’apporto in estate.
  • Materiali sostenibili: costruito con materiali naturali, rinnovabili e a basse emissioni per ridurre l’impatto ambientale, considerando anche le emissioni incorporate nei materiali e favorendo la decarbonizzazione dei processi produttivi.
 

Le sfide del mercato nella transizione verso gli edifici ZEB (1)

La decarbonizzazione del settore edilizio richiede una combinazione di interventi di efficienza energetica, utilizzo di materiali a basso contenuto di carbonio e integrazione di fonti rinnovabili. Tuttavia, la diffusione degli edifici ZEB incontra ancora diverse sfide:
 

  • Decarbonizzazione dei materiali da costruzione
    Oltre la metà delle emissioni incorporate di un edificio proviene dagli elementi strutturali (fondazioni, travi, colonne, pareti), che fanno uso di materiali ad alta intensità di carbonio come acciaio e cemento. Sono già disponibili tecnologie per ridurne l’impatto - ad esempio cementi a basso tenore di carbonio, processi di cattura del carbonio ed elettrificazione - ma i costi elevati ne ostacolano la diffusione rispetto ai metodi tradizionali.

  • Costi delle tecnologie innovative
    Le soluzioni per produrre materiali a basse emissioni hanno costi significativamente superiori, rendendo complessa la loro adozione su larga scala.

  • Prezzo del carbonio
    Nonostante l’aumento dei prezzi delle quote di carbonio nell’UE, questi non risultano ancora sufficienti a rendere economicamente competitive molte delle tecnologie a basse emissioni senza un ulteriore supporto politico.
     

Nonostante tali criticità, il mercato sta evolvendo: numerosi casi studio dimostrano la fattibilità tecnica della riduzione delle emissioni. Resta però complesso raggiungere lo “zero emissioni sull’intero ciclo di vita”, soprattutto nei contesti in cui le reti energetiche presentano già basse emissioni e la compensazione tramite esportazione di energia rinnovabile offre benefici limitati.

(1) Riferimento Bibliografico:  Maduta, C., Melica, G., D’agostino, D., Bertoldi, P., Defining Zero-Emission Buildings. Support for the revision of the Energy Performance of Buildings Directive, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2023, doi:10.2760/107493, JRC129612.



 
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