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RISPARMIO ENERGETICO

Rinnovabili, dal 2019 edifici sostenibili ‘zero emission’

di Paola Mammarella
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Parlamento Europeo: in arrivo le modifiche alla direttiva CE/91/2002 sul rendimento energetico in edilizia

Vedi Aggiornamento del 09/02/2011
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27/04/2009 – Europa più esigente nel campo dell’efficienza energetica. La settimana scorsa il Parlamento Europeo con 549 voti a favore, 51 contrari e 26 astenuti ha votato in prima lettura una modifica alla Direttiva CE/91/2002 sul rendimento energetico in edilizia.
 
In base alla nuova disposizione le costruzioni realizzate dopo il 31 dicembre 2018 dovranno produrre da fonti rinnovabili tanta energia quanta ne consumano. Attualmente gli edifici dell’Unione Europea assorbono il 40% dei consumi totali di energia e il 50% del gas, fonti importate da Paesi terzi.
 
Gli Stati dell’Eurozona dovranno adeguarsi entro il 30 giugno 2011 predisponendo piani d'azione nazionali contenenti gli strumenti finanziari per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, come prestiti agevolati, incentivi fiscali e disposizioni riguardanti i fornitori di energia. La Commissione Europea sta valutando varie possibilità in base alle quali si potrebbe aumentare del 15% la quota del Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale, destinata all'efficienza energetica, stabilire entro il 2014 un Fondo Ue per l'efficienza energetica finanziato da bilancio comunitario, Bei e Stati membri, promuovere investimenti pubblici e privati nel settore, ridurre l’Iva sui beni e servizi correlati alle energie rinnovabili. Una metodologia di azione comune potrebbe invece essere fissata entro il 31 marzo 2010.
 
Necessario il coinvolgimento di tutti i fabbricati, comprese le abitazioni utilizzate per meno di quattro mesi all’anno, mentre in precedenza l’obbligo sussisteva solo per quelle con superficie abitabile di oltre 1000 metri quadri. Esclusi dall’adeguamento solo gli edifici religiosi e agricoli, le strutture temporanee usate per meno di 18 mesi e i palazzi storici protetti. I nuovi standard si applicheranno a tutte le componenti, incluse finestre, caldaie, sistemi di isolamento e condizionamento, con possibilità di estendersi anche ai contatori intelligenti.
 
Secondo Monica Frassoni, esponente di Sinistra e Libertà e presidente del gruppo Verdi/ALE al Parlamento Europeo, una volta approvata in seconda lettura, la direttiva consentirà di incrementare l’uso di energie pulite prodotte sul posto.
 
In Italia il recepimento della Direttiva comunitaria è iniziato con il Decreto Legislativo 192/2005 , modificato l’anno successivo dal D.lgs. 311/2006 . Per la prima bozza di decreto attuativo si è dovuto attendere invece il 24 febbraio scorso (Consulta lo Speciale Certificazione energetica).
 
Finora l’iter europeo sulla tutela ambientale non è stato però recepito tra gli incentivi per l’efficienza energetica del Piano Casa italiano, che mercoledì 29 aprile sarà discusso in Conferenza Unificata, per passare al Consiglio dei Ministri il giorno successivo.
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