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NORMATIVA

Scia, a breve i chiarimenti del Governo dopo l'interrogazione

di Paola Mammarella
Commenti 19111

Dubbi sull’applicazione della norma all’edilizia e sull’estensione ai nuovi edifici, procedure differenziate nei comuni italiani

Vedi Aggiornamento del 04/10/2010
Commenti 19111
16/09/2010 – È ripartita mercoledì dopo la pausa estiva l’attività del Senato. Torna attuale la richiesta di chiarimenti, avanzata lo scorso 2 agosto dai Senatori Ferrante e Della Seta, sulle possibili applicazioni della Scia alle nuove costruzioni.
 
In questi giorni il Governo è al lavoro per l’elaborazione di una risposta in grado di fornire un riferimento certo agli Enti locali. I comuni stanno infatti rispondendo in modi diversi alla semplificazione introdotta con la manovra estiva.
 
Si passa infatti da Comuni che al posto della Dia già accettano la Segnalazione certificata di inizio attività ad altre realtà ancorate ai vecchi titoli abilitativi fino all’emanazione di direttive chiare. Alcuni uffici, poi, per il momento stanno accettando tutte le procedure.
 
Tra le diverse posizioni, il Comune di Firenze continua a ritenere che la norma non si applichi all’edilizia, ma solo all’attività di impresa. Secondo il testo di legge, infatti, la Scia sostituisce la dichiarazione di inizio attività e non la denuncia di inizio attività. Mancherebbe inoltre uno specifico riferimento al Testo Unico dell’edilizia, Dpr 380/2001. Nonostante queste considerazioni si è optato per una interpretazione estensiva che include anche le costruzioni.
 
Si sono espressi a favore del doppio regime i Comuni di Torino, Modena, Bologna, Genova, Perugia. In attesa di delucidazioni dall’avvocatura la città di Roma, che anche se per il momento non accetta la Scia, pensa di aprire alle semplificazioni in seguito.
 
Via libera alle nuove procedure a Bari, Napoli, Milano, Brescia e Verona. Nelle ultime due città non saranno rifiutate le Dia.
 
Alle prese con le difficoltà interpretative anche i comuni maggiormente permissivi, che spesso non sanno quale procedura applicare ai beni vincolati.
 
Ha risposto positivamente alla semplificazione anche Pescara, dove, come riferito dall’Assessore Marcello Antonelli, dai primi di agosto i tecnici esterni autocertificano l’inizio dei lavori, lasciando al Comune i controlli nei successivi 60 giorni. Per garantire la serietà e la preparazione dei tecnici sulla nuova norma e tutte le possibili sanzioni sono state previste due giornate di formazione.
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Altri commenti
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geoenri

ciao esasperato, forse alla presentazione in comune , del progetto, quest'ultimo potrebbe rilasciare l'ok alla realizzazione altrimenti, per i casi negativi, rilasciare, per la risposta la legge riguardante il difetto al fine ci ovviare al problema, da parte del tecnico, entro un certo limite di tempo. spero di essere stato chiaro ciao.

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Roby

.... e quindi ti consiglio amichevolmente di tacere prima di aver sperimentato sulla tua pelle tutti i problemi che un tecnico deve affrontare e non sempre per colpa della sua inefficenza. Quindi torna a scuola, prenditi una laurea in ingegneria o architettura, fa l'esame di stato, apriti una partita iva, affitta uno studio, comprati tutta l'attrezzatura necessaria, metti una targa, inizia a ricevere gente, frequenta i comuni, apri un cantiere, fa un piano di sicurezza, confrontati con i clienti e con le imprese. Poi, alla fine, torna qui e parla. Cordialmente

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frank

Ciao, sono un privato ed ho passato non so quante notti a leggere ed a rileggere cosa e' la SCIA , cosa la DIA e cosa e pro e cosa e' contro o cervellotico come qui alcuni dite; a me apre che la semplificazione ci sia, perfettibile naturalmente ma c'e'. Inoltre cosa si vorrebbe veramente cambiare ? cioe' meglio come stiamo o stavamo prima ? ma per chi signori ? per i profesionisti o per i privati che devono sempre e solo passare tra tonnellate di pratiche, orpelli ed ovviamente le vostre firme insostituibili . Chi lavorava bene non ha secondo me da preoccuparsi, i professionisti che non valgono una cicca invece un po meno ovviamente. E' mia convinzione e mi dispiace per i professionisti o dipendenti pubblici, che credo a questo punto siano quelli che principalmente hanno scritto qui, che la SCIA li tocchi ed a mio dire forse un po troppo, nei loro interessi a mio vedere e scusatemi se magari sbaglio, ( ma purtroppo non credo proprio ). Non credo che tutti gli architetti, geometri, ingegneri e dipendenti pubblici siano dei soprofiti che vadano eliminati naturalmente, ma il problema c'e' eccome. Sempificare in un casino totale che nell'arco di 50 si e' pure ampiato da pazzi non e' facile ovviamente, ma remare contro a prescindere secondo me e' solo sconsolazione. e tante grazie ancora eh ?! poi lamentiamoci pure che le cose non funzuinano mai, collaborare almeno un pochino no eh ?! senza offesa per gli onesti e state tutti bene.

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Esasperato

E' giusto che i "professionisti"si prendano le responsabilità per quanto progettano, le imprese per quanto realizzano e i COLLAUDATORI pubblici o privati per quanto asseriscono sia stato realizzato conformemente alle leggi. E' giusto anche che ci siano uno o più organismi pubblici di controllo che VERIFICHINO se quanto progettato o realizzato sia conforme alle leggi o se invece ci siano illegalità e che sanzioni, se necessario, con l'abbattimento dell'abusivo e la radiazione dall'albo quei professionisti che facessero troppi errori. Senza pietà o eccezioni. Gli uffici comunali potrebbero limitarsi a rilasciare ai progettisti le informazioni sulle leggi e i regolamenti che il progettista deve tenere presente nella progettazione dell'intervento specifico e che deve asseverare di avere rispettato e che verrà verificato a campione. Tutto questo sarebbe possibile se i progettisti fossero professionali, le imprese qualificate , i dipendenti comunali competenti e se ci fosse un quadro normativo semplice e comprensibile. Quindi rassegnamoci al peggio.

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Vinicio

x Robby: Posso essere daccordo sulla presa di posizione di Firenze, ma volevo farti presente che non hai preso in considerazione l'art.4 ter della nuova normativa che testualmente cita: " .. ... la disciplina di cui al comma 4-bis sostituisce direttamente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, quella della dichiarazione di inizio attività recata da ogni normativa statale e regionale." Pertanto c'e' un richiamo chiaro anche alla disciplina..... Quanto sopra per precisione, condividendo il parere espresso da molti, ovvero che si tratta di uno scandalo quello che sta succedendo.... Hanno avuto (solo per fini propagandistici/elettorali) il coraggio di toccare la DIA ovvero quella procedura ormai oleata e migliorata nel corso degli anni, che funzionava veramente bene.....Cioè questi in nome della semplificazione stravolgono le poche cose che vanno bene.... Questa è pura follia!!!!! X Paolo: Condivido quasi tutto quello che hai scritto...potremmo discutere sulla modifica alle varianti....secondo me è giusto mantenere un limite tra varianti che presuppongono la sospensione dei lavori e varianti da poter depositare a fine lavori...magari limandone i parametri...ma comunque mantenendone la distinzione... Saluti.

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Paolo - Architetto

___FISSARE UN CRITERIO BASE PER LE VALUTAZIONI AMBIENTALI CON LA VALIDITA’ DELLE VALUTAZIONI AMBIENTALI SVOLTE PER LA REDAZIONE DELLE PIANIFICAZIONE ANCHE PER GLI STRUMENTI SOTTORDINATI, EVITANDO DUPLICAZIONI DI PASSAGGI INUTILI E RIPETITIVI; ___PREVEDERE PER L’AUTORIZZAZIONE SISMICA E PER LA DENUNCIA DELLE OPERE IL RITORNO AL CRITERIO DELLE ATTESTAZIONI DEI TECNICI PROFESIONISTI CON DEPOSITO DEGLI ATTI, CON CONTROLLO IN CORSO D’OPERA AFFIDATO A TECNICI TERZI APPOSITAMENTE REGISTRATI IN ALBI; ___PREVEDERE IN VIA ORDINARIA LA SOPPRESSIONE DELL’ISTITUTO DELLE VARIANTI IN CORSO D’OPERA , CON L’AFFERMAZIONE CHE LE MODIFICHE AL PROGETTO EFFETTUATE NEI TERMINI DI VALIDITA’ DEL TITOLO ABILITATIVO SONO TUTTE (SOSTANZIALI O NON SOSTANZIALI) COMUNICABILI ALLA FINE DEI LAVORI PURCHE’ CONFORMI ALLA PIANIFICAZIONE VIGENTE E ALLE NORME TECNICHE; ___ESCLUDERE CHE PARERI DEGLI ENTI GESTORI DI SOTTOSERVIZI SIANO OSTATIVI AL RILASCIO DEI TITOLI ABILITATIVI E CHE GLI STESSI CON NBNATURA CONSULTIVA DEBBANO ESSERE RILASCIATI IN 30 GIORNI CON SILENZIO ASSENZO.

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Paolo ARCHITETTO

ECCO A MIO PARERE DOVE SEMPLIFICARE: ___SOSTITUIRE I PARERI AUSL, IL VICOLO IDROGEOLOGICO, L'APPLICAZIONE DEI PIANI STRALCIO, I PARERI VIGILI DEL FUOCO CON AUTODICHIARAZIONI DEI TECNICI. I CONTROLLI SI FANNO A FINE LAVORI E I PARERI PREVENTIVI SONO FACOLTATIVI; ___MODIFICARE LA DISCIPLINA DEI PARERI TITOLO PRIMO DEL DLGS 42/2004, RISERVANDOLI SOLO AI VERI MONUMENTI PER I QUALI IN VIA ORDINARIA LA PROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI DEVE ESSERE COORDINATA O REALIZZATA DALLE SOVRINTENDENZE, PER GLI ALTRI AFFIDARE IL CONTROLLO AI COMUNI DOTATI DI PIANI REDATTI CON IL CONCORSO DEGLI ENTI DI TUTELA; ___MODIFICARE LA DISCIPLINA DELLE AUTORIZZAZIONI PAESAGGISTICHE STRALCIANDO L’ULTIMA MODIFICA SULLE COSI DETTE SEMPLIFICATE, RISERVANDO ALLA SOVRINTENDENZA IL PARERE SOLO SULLE AREE TUTELATE CON DECRETO, E LASCIANDO AI COMUNI LE COMPETENZE PER LE AREE TUTELATE PER LEGGE AL LIMITE PREVEDENDO CHE LA PIANIFICAZIONE PAESAGGISTICA SIA STATA REDATTA CON IL CONCORSO DEGLI ENTI DI TUTELA. PER LE OPERE MINORI INDICARE AI COMUNI DI DOTARSI DI REGOLAMENTI DA CONDIVIDERE CON GLI ENTI DI TUTELA;

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Paolo ARCHITETTO

SIAMO ALLE COMICHE FINALI DI UN PERCORSO DI SEMPLIFICAZIONE CHE E' UNA BUFFONATA CONFUSA E SENZA CRITERIO. DIA CIA SCIA PDC PAC E POI VAS VALSAT VIA SISTRI E POI AVANTI CON ACRONIMI DI TUTTI I TIPI CON O SENZA I PUNTINI DI SEPARAZIONE. SIAMO PASSATI DALLA ATTIVITA' LIBERA ALLA COMUNICAZIONE DALLA DENUNCIA (DICHIARAZIONE) E FORSE PERMESSO ALLA SEGNALAZIONE CON MODIFICHE DIRETTE O INDIRETTE SUL 380/2001. COME AL SOLITO SI SBAGLIA IL BERSAGLIO LE COMICHE STANNO NEL FATTO CHE LA "PRESUNTA" SEMPLIFICAZIONE E' SOLO NEI TITOLI ABILITATIVI PRINCIPALI, MA LA BUROCRAZIA SI ANNIDA NEI SUB-PROCEDIMENTI E NEI PARERI CHE SFUGGONO ALLA 241 (NON DOVREBBERO MA LO FANNO) CON TEMPISTICHE BIBLICHE ED INCONTROLLATE IN MANO A FUNZIONARI OBERATI DI LAVORO CHE FANNO DELLE RICHIESTE DI INTEGRAZIONI ALL'ULTIMO GIORNO LA LORO ARMA DI DIFESA.

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Robby

Salve Anch'io concordo col Sig. Di Fabio, infatti dopo la Sua considerazione ho controllato ed in effetti la 380 fa sempre riferimento alla "Denuncia di inizio attività" e non alla "Dichiarazione". Non solo anche la legge regionale dell'Emilia Romagna 31/02 si riferisce sempre alla denuncia confermando la normativa statale. Il mutamento del nome inoltre mi appare solo un provvedoimento di facciata in quanto la norma cambia solmente la parola ma non i contenuti fissati dalle norme specifiche. La semplificazione dei procedimenti soggetti a questi provvedimenti infatti sono regolati ancora dalla 73/2010 compresa la soppressione del termine di attesa La "segnalazione", o come dir si voglia "denuncia", dichiarazione" non cambia la documentazione che deve essere presentata o ache le procedure ma sotituisce solo una parola con un'altra. (art 49 comma 5) e ha riferimento una legge (241/90) che regola aspetti procedurali più che specificatamente tecnici. La "segnalazione", o come dir si voglia "denuncia", "dichiarazione" non cambia la documentazione che deve essere presentata o le procedure (ripeto regolata ancora dalle norme specifiche) ma sostituisce solo una parola con un'altra. Concordo quindi col Sig. Di Fabio ringraziandolo per il Suo intervento Cordialmente

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Daniele Ulissi

Si è ormai semplificato tutto, prima ampliando le opere possibili con semplice comunicazione ed ora si è arrivati alla Segnalazione "Certificata" di inizio Attività, in cui in sostanza il progettista fa anche da istruttore della pratica prendendosene tutta la responsabilità. In un periodo di crisi in cui di Permessi di Costruire se ne vedono pochi i tecnici degli uffici urbanistica, questa è la provocazione, che ci stanno a fare?Sono troppo sfacciato?

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Paride Di Fabio

Sono perfettamente in sintonia con il Comune di Firenze. Infatti l'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, nel testo oggi vigente, modifica la "Dichiarazione Di Inizio Attività" o "DIA" in tutti i testi di leggi o norme vigenti in Italia. Quella che (erronemente) chiamiamo DIA, in ambiente edilizio, a fronte degli artt. 22 e 23 del DPR 380/2001, è la denuncia di inizio attività che, anche se ha le stesse iniziali della DIA, non è la DIA. Come non esiste il PAC (Permesso A Costruire) ma il PDC.


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