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RISPARMIO ENERGETICO

Certificazione energetica: Regioni in ordine sparso

di Rossella Calabrese
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Domani a Milano il primo Forum Nazionale sulla certificazione energetica degli edifici

Vedi Aggiornamento del 30/03/2012
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13/06/2011 - Il Comitato Termotecnico Italiano (CTI) ha elaborato il Rapporto 2011 sullo stato di attuazione della certificazione energetica degli edifici in Italia.
 
La pubblicazione (aggiornata al 12 maggio 2011) fornisce un quadro globale dettagliato e comparato sullo stato di applicazione, a livello nazionale, della certificazione energetica degli edifici. Ogni Regione ha un diverso stato di applicazione della normativa in tema di certificazione energetica: alcune sono partite proponendo dei loro schemi, altre hanno definito le regole recependo le Linee Guida nazionali quando sono uscite, altre ancora non hanno legiferato accettando tacitamente la normativa statale.
 
Tutte le Regioni che si sono mosse in anticipo rispetto alla pubblicazione delle Linee Guida nazionali (DM 26/06/2009), lo hanno fatto nel rispetto della legalità: la modifica del Titolo V della Costituzione rende infatti l’energia materia concorrente tra Stato e Regioni; inoltre l’articolo 17 del Dlgs 192/2005 esplicita in modo chiaro questo concetto affermando che le Regioni e le Province autonome possono recepire in modo indipendente la Direttiva 2002/91/CE garantendo il rispetto dei vincoli derivanti dall‘ordinamento comunitario e dei principi fondamentali contenuti nello stesso Dlgs 192/2005.
 
Le Regioni e le Province autonome che alla data della pubblicazione del DM 26/06/2009 avevano già provveduto al recepimento della direttiva 2002/91/CE avrebbero dovuto, secondo l‘art.5, adottare delle misure atte a favorire un graduale ravvicinamento dei propri strumenti regionali di certificazione energetica degli edifici alle Linee guida nazionali.
 
Nonostante la finalità sia solamente informativa, il Rapporto del CTI rileva le differenze regionali proponendo, in un’ottica di aggiornamento e rinnovamento della legislazione nazionale, una maggiore omogeneità normativa, anche in vista del recepimento della Direttiva 2010/31/UE - EPBD Recast. La 2010/31/UE entrerà prossimamente in vigore imponendo regole per le costruzioni maggiormente restrittive dal punto di vista energetico rispetto alle attuali arrivando, a partire dal 31/12/2018 per gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi ed entro il 31/12/2020 per tutti gli edifici di nuova costruzione, ai cosiddetti «edifici ad energia quasi zero».
 
L Regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia hanno legiferato in materia di certificazione energetica. Nelle restanti Regioni la certificazione degli edifici è comunque obbligatoria, come previsto dalla normativa nazionale. L’entrata in vigore dell’obbligatorietà della produzione dell’attestato di certificazione energetica (ACE) è stato spesso differenziato da Regione a Regione con una graduale applicazione dei provvedimenti regionali.
 
Relativamente all’archiviazione delle informazioni contenute negli attestati di certificazione, solamente quattro Regioni hanno un sistema informativo (catasto energetico) per il relativo deposito. In tutte le altre Regioni gli attestati sono consegnati manualmente o inviati per posta elettronica certificata o per raccomandata alla Struttura regionale competente.
 
L’indagine rivela, inoltre, la disomogeneità delle procedure di calcolo utilizzate per la valutazione degli indicatori energetici (in due Regioni non si utilizzano ancora le norme UNI/TS 11300). Le Linee Guida nazionali prevedono l’utilizzo di procedure di calcolo semplificate per edifici esistenti residenziali a partire da una superficie utile inferiore ai 3.000 m2; anche in questo caso c’è molta disomogeneità nell’applicazione di questa regola: alcune Regioni non consentono la semplificazione, altre la consentono in modo totale o parziale.
 
Le stesse Linee guida nazionali introducono la possibilità di autocertificare l’edificio assegnandogli la classe G. L‘autocertificazione non è consentita in sole cinque Regioni, il che vuol dire che in tutte le altre la certificazione energetica standard, in caso di compravendita, può essere evitata.
 
Riguardo al modello dell’attestato di certificazione energetica, gli orientamenti delle Regioni e delle Province autonome sono due: utilizzare il modello previsto dalle Linee guida nazionali (14 Regioni hanno scelto questa soluzione) o utilizzare un modello personalizzato che differisce da Regione a Regione. In 13 casi l’attestato viene emesso dal software certificato (dal CTI), mentre negli altri casi viene emesso dalla piattaforma web gestita dalla Regione o dall‘Organismo di abilitazione.
 
Per quanto riguarda la targa energetica la situazione è ancora più articolata. Nella maggior parte dei casi non è obbligatoria, in altri è obbligatoria solamente per gli edifici pubblici, in altri ancora lo è per tutti gli edifici certificati (la Direttiva 2002/91/CE prevede che la targa energetica sia obbligatoria per gli edifici ad uso pubblico).
 
La certificazione energetica, vista dal professionista, è stata recepita come una opportunità di lavoro, a volte addirittura una nuova professione. Molte Regioni hanno istituito un elenco dei certificatori, altre non ancora. Dai dati raccolti risulta che i certificatori iscritti negli elenchi sono più di 30.000.
 
Ma quanti attestati di certificazione energetica sono stati prodotti fino ad ora nel nostro Paese? La risposta non è semplice, anzi attualmente impossibile dal momento che non tutte le Regioni hanno istituito un loro catasto. Dai dati ufficiali forniti dalle Regioni (solo 12 hanno comunicato il numero di attestati depositati), emerge che gli ACE censiti al 1/03/2011 sono circa 891.000, la parte del leone la fa naturalmente la Regione Lombardia che, da sola, ne ha prodotti circa 500.000.
 
Il Rapporto sarà distribuito gratuitamente in occasione delForum nazionale sulla certificazione energetica degli edifici organizzato dal CTI e da MCE - Mostra Convegno Expocomfort il 14-15 giugno 2011.
 
 
Fonte: Comitato Termotecnico Italiano
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