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PROFESSIONE

Lauree professionalizzanti, si parte dal 2017

di Alessandra Marra

Firmato il Decreto che prevede la nascita dei nuovi percorsi triennali ma il M5S ne chiede l’annullamento

Vedi Aggiornamento del 16/09/2020
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23/12/2016 – Dal 2017 partiranno le lauree triennali professionalizzanti; a prevederlo l’ultimo Decreto firmato dall’ex Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, prima della sostituzione con l’attuale Ministro, Valeria Fedeli. 
 

Lauree professionalizzanti: cosa prevede il Decreto

Il provvedimento, che sancisce il debutto dal prossimo anno accademico della nuova offerta formativa, prevede la nascita di corsi a numero chiuso che dovranno garantire la presenza di un adeguato numero di tutor di imprese o ordini professionali coinvolti nel processo formativo.
 
E’ prevista anche una minore blindatura dei crediti formativi caratterizzanti con la conseguente possibilità di incrementare il peso delle discipline professionalizzanti, delle attività di laboratorio e di quelle dei tirocini disciplinari a cui dovranno essere dedicati almeno 50 crediti.
 
Il progetto formativo sarà sviluppato mediante convenzioni “con imprese qualificate, ovvero loro associazioni, o ordini professionali”.
 

Nuove lauree triennali: parere positivo dai Periti

Il Consiglio nazionale dei periti industriali (CNPI) ha espresso soddisfazione per il decreto che, secondo i dati del Rapporto del centro studi Cnpi-Opificium “potrebbe coinvolgere annualmente circa 10 mila studenti”, provenienti soprattutto da ambiti ingegneristici.
 
Il presidente CNPI, Giampiero Giovannetti, ha dichiarato: “Finalmente arriva una formazione a misura di professione tecnica. Dopo mesi di dibattito è stato approvato un provvedimento che ricuce quello strappo evidente tra il mondo della professione tecnica e quello della formazione”.
 
“Altro che formazione di serie B, come qualcuno superficialmente ha commentato all’indomani del provvedimento” ha precisato Giovannetti. “Questi sono corsi che puntano a formare, chiavi in mano, quei tecnici che richiede il mercato e che spesso non si trovano a causa di un sistema formativo inadeguato. Naturalmente la differenza la giocherà il ruolo attivo degli ordini professionali che dovranno essere pronti a supportare gli studenti con azioni di tutoraggio e soprattutto di tirocinio. Sono certo che questa formazione, con un buon orientamento, consentirà di riagganciare al circuito della formazione quella parte di giovani che si disperde o addirittura abbandona”.
 

Lauree professionalizzanti, contrario il M5S

Mentre i Periti esultano per la firma del decreto, il Movimento 5 Stelle (M5S) ha chiesto al nuovo Ministro dell’Istruzione l’annullamento del provvedimento.
 
Secondo il M5S il Decreto rischia “di rivelarsi una ghiotta occasione per imprese e studi professionali che vogliano avvalersi di studenti da impiegare, verosimilmente a titolo gratuito, in cambio della certificazione delle competenze acquisite”.
 
I Pentastellati hanno aggiunto: “C’è poi un’altra questione dirimente: per accedere all’accreditamento è necessario dimostrare che almeno l’80% dei laureati abbia trovato un lavoro ad un anno dal titolo di studio. Il rispetto di tale soglia è condizione necessaria al fine dell’accreditamento periodico del Corso stesso dall’a.a. 2021/2022 nonché al fine dell’accreditamento iniziale di altri Corsi con le medesime caratteristiche nella stessa classe. Ma il decreto firmato dalla Giannini non dirime la questione riguardante l’identificazione del soggetto giuridico che avrà il compito di valutare il rispetto della percentuale minima prevista”. 
 

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