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Equo compenso, i rischi tra riduzione livelli di progettazione e incarichi gratis per casi eccezionali

di Paola Mammarella

Anac assicura che i compensi dei professionisti non sono in discussione, Oice chiede progetti di qualità, accurati e dettagliati

Vedi Aggiornamento del 26/05/2022
Foto: Andrea-De Martin©123RF.com
23/05/2022 - Il disegno di legge delega per la riforma del Codice Appalti sta cercando di semplificare e abbreviare l’iter che porta alla realizzazione delle opere pubbliche. Per farlo, sta agendo su più fronti.
 
Tra i princìpi, presenti nel ddl delega, che dovranno ispirare il nuovo Codice Appalti, c’è la riduzione dei livelli di progettazione.
 
Il mondo delle professioni tecniche guarda con perplessità alla riduzione dei livelli di progettazione perché ritiene che metterebbe a rischio la qualità e centralità della progettazione, ma anche perché potrebbe avere ripercussioni negative sui compensi dei professionisti.
 
L’Anac nei giorni scorsi ha chiarito che la riduzione dei livelli di progettazione non fa diminuire l’importo dei compensi dei professionisti. A tal proposito, ha fornito dei chiarimenti sul calcolo dei compensi.
 
Resta però aperto un altro fronte. La Commissione Ambiente della Camera ha approvato un emendamento che consente le prestazioni professionali gratuite in casi eccezionali.
 

Riduzione livelli progettazione, Anac: non è a rischio l’equo compenso

In un comunicato dell’11 maggio, pubblicato sul sito istituzionale il 18 maggio, Anac spiega che la fusione dei livelli di progettazione nei lavori pubblici, consentita dal codice appalti e caldeggiata anche nella Delega al governo in discussione alla Camera, non comporta la cancellazione del compenso da riconoscere al progettista per una prestazione riconducibile ai livelli omessi. 
 
Quando la stazione appaltante omette i livelli di progettazione, sottolinea l’Anac, non li sopprime ma li unifica nel livello successivo e quindi ha comunque l’onere di determinare e pubblicare l’elenco dettagliato delle prestazioni richieste ai fini del calcolo dell’importo a base di gara per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria.
 
Secondo l’Anac, il tema è attuale dal momento che il ddl Delega per la riforma del Codice Appalti prevede la ridefinizione e l’eventuale riduzione dei livelli di progettazione. L’Autorità ha quindi ritenuto opportuno intervenire per “scongiurare errori od omissioni nella determinazione dell’importo a base di gara per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria”.
 
La stazione appaltante, illustra Anac, deve determinare e pubblicare l’elenco dettagliato delle prestazioni richieste relative ai singoli livelli di progettazione da cui potranno essere escluse, in caso di omissione di livelli progettuali solo le prestazioni già eseguite, approvate e rese conoscibili a tutti i concorrenti.
 
Per calcolare il compenso da riconoscere al progettista - si legge nel comunicato - la stazione appaltante deve tenere conto di tutte le prestazioni richieste per l’espletamento dell’incarico oggetto dell’affidamento, anche se propriamente riconducibili ai livelli di progettazione omessi, altrimenti incorrerebbe “nella violazione del principio dell’equo compenso”. 
 


Oice: intervento Anac positivo per progettazione ed equo compenso

L’OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, ha accolto con favore la posizione espressa dall’Anac, ritenendola una garanzia sia per la qualità della progettazione sia per la tutela dell’equo compenso.
 
Il Presidente, Gabriele Scicolone, ha affermato: “l’intervento dell’Autorità è particolarmente apprezzabile perché chiarisce, in generale, che la riduzione di livelli progettuali non può essere funzionale alla riduzione dei corrispettivi perché così facendo si viola la legge sull’equo compenso. Sembra banale, ma è un’affermazione che riconosce la dignità del progettista e tiene conto di una legge che dal 2017 dovrebbe sempre essere seguita dalle stazioni appaltanti in nome della qualità del progetto”.
 
Sulla riduzione dei livelli di progettazione, Scicolone ha aggiunto: “pur nel pieno rispetto delle scelte del legislatore, riteniamo che sia un errore e che non si possa a priori dare un input che miri sempre e comunque, in via generale e astratta, alla riduzione degli attuali tre livelli. Riteniamo che l’attuale art. 23 del codice, rappresenti la soluzione ottimale e che la strada maestra sia sempre quella di arrivare a progetti di qualità, accurati e dettagliati, con i necessari approfondimenti tecnici e con il necessario tempo di cui devono potere disporre i progettisti. E questo soprattutto per gli interventi del Pnrr, per evitare problemi della fase di esecuzione dei lavori”.
 

Equo compenso: prestazioni gratuite in casi eccezionali

Se, da una parte, le affermazioni dell’Anac possono essere lette come una rassicurazione, dall’altra non bisogna dimenticare un altro principio del ddl Delega.
 
La Commissione Ambiente della Camera ha approvato un emendamento, a firma dell'on di Italia Viva, Silvia Fregolent, che inserisce, tra i princìpi guida del Codice Appalti, il divieto di prestazioni professionali gratuite, salvo in casi eccezionali e previa motivazione.
 
Si tratta di una formulazione che lascia molti dubbi aperti, ad esempio su quali siano i casi eccezionali.
 
Per evitare contenziosi con i rappresentanti del mondo delle professioni, i casi eccezionali che giustificano gli incarichi gratuiti dovrebbero essere indicati in modo puntuale e tassativo.
 
I dubbi saranno sciolti con l’approvazione definitiva della legge Delega, ma soprattutto in fase di stesura del nuovo Codice.
 

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