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Redditi degli ingegneri aumentati del 31,2% grazie a superbonus e PNRR

Redditi degli ingegneri aumentati del 31,2% grazie a superbonus e PNRR

Da una media di 34.776 euro del 2020 si è passati a quasi 45.626 euro del 2021, con una previsione di chiudere il 2023 a 48.736 euro

Aggiornato al 02/10/2023
Redditi degli ingegneri aumentati con superbonus e PNRR - Foto: gitanna 123rf.com
Redditi degli ingegneri aumentati con superbonus e PNRR - Foto: gitanna 123rf.com
di Rossella Calabrese Aggiornato al
29/09/2023 - Il reddito medio degli ingegneri e degli architetti liberi professionisti ha subìto un incremento del 31,2% nel 2021; i redditi dei soli ingegneri iscritti ad Inarcassa (poco più di 73.000 attivi) sono passati dai 34.776 euro del 2020 a quasi 45.626 euro del 2021, con la previsione di chiudere il 2023 ad un livello medio di 48.736 euro.
 
Nel 2022 e nel 2023 le attività professionali di ingegneria hanno beneficiato del ciclo economico positivo: il PNRR che ha stimolato il rilancio delle opere pubbliche, anche su scala locale, ed i superbonus che hanno favorito un consistente incremento della domanda, sia da parte delle Pubbliche Amministrazioni che da parte dei privati, di Servizi di Ingegneria e Architettura (SIA - progettazione, direzione dei lavori, asseverazione, collaudo).
 
I dati, elaborati dal Centro Studi del CNI, sono stati presentati ieri nel corso del 67° Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia in corso a Catania.
 
In un breve arco temporale ed in una fase molto particolare - spiega il Report -, gli ingegneri sembrano avere superato un livello medio di reddito piuttosto contenuto, che da lungo tempo si era attestato su cifre più modeste - oscillando tra 32.000 e 35.000 euro -, da molti considerate come l’espressione di una perdurante stagnazione del comparto dei SIA.
 
E gli architetti? Pur essendo in numero leggermente superiore rispetto agli ingegneri, generano un fatturato, da attività connesse ai SIA, inferiore: negli ultimi due anni il fatturato totale annuo degli architetti si attesta sui 3,5 miliardi di euro annui mentre quello degli ingegneri è pari a circa 5 miliardi di euro.
 
Nel complesso, comunque, l’intero sistema dei professionisti che opera nell’ambito dei SIA ha registrato una fase espansiva in termini di fatturato, con un apprezzabile ruolo di traino giocato dagli ingegneri e dalle società di ingegneria.
 
Quanto valgono dunque oggi le attività professionali di ingegneria e architettura e che peso hanno nel quadro economico nazionale? Se si considera l’insieme degli ingegneri e architetti iscritti a Inarcassa (che esercitano la libera professione in modo esclusivo), gli ingegneri e architetti non iscritti ad Inarcassa ma con partita Iva (che esercitano quindi part-time) e le società di ingegneria, il CNI ha calcolato che il fatturato da essi generato è passato da 7,9 miliardi di euro a 12 miliardi stimati per il 2022 e per il 2023.
 
Dopo il 2020, spiega il CNI, la massa critica in termini di valore della produzione fatturata dagli studi professionali e dalle società di ingegneria, ha registrato un salto notevole, attestandosi su valori particolarmente interessanti.
 
Va però tenuto conto del fatto che questo valore della produzione, generato dall’ingegneria svolta in ambito libero professionale, è solo una quota parte di quanto attivato effettivamente, poiché deriva dal fatturato incassato nell’arco dell’anno (escludendo la quota di quanto incassato nell’anno o negli anni successivi).
 

Infatti, se a questo ammontare si aggiunge il fatturato generato da altri professionisti dell’area tecnica che in vario modo contribuiscono ai processi legati ai servizi di ingegneria e architettura (cioè alle attività di progettazione, di direzione lavori, di collaudo, di asseverazione ed altro) il fatturato stimato si attesta intorno a poco meno di 16 miliardi di euro, rispetto agli 11 registrati nel 2020.
 

Redditi Ingegneri aumentati grazie a PNRR e superbonus

Tornando alle cause che hanno determinato l’apprezzabile incremento di fatturato degli studi di ingegneria, secondo il CNI, è indubbio che negli ultimi due anni esso sia stato favorito da alcune misure eccezionali attivate in seguito alla crisi determinata dal Covid 19, come gli interventi previsti dal PNRR ed i Superbonus per l’edilizia.
 
È altrettanto vero - prosegue il Report - che la spinta alla crescita data soprattutto dai Superbonus non è stata lineare così come si potrebbe pensare: l’attuazione di progetti con Superbonus ha presentato e presenta ancora oggi delle complessità che hanno reso spesso estremamente critico il lavoro dei professionisti. Basti pensare che dal 2020 ad oggi la normativa in questa materia è cambiata 34 volte.
 
In un contesto complesso e tutt’altro che favorevole, se non per le ingenti risorse potenzialmente disponibili - aggiunge il CNI -, i professionisti dell’area tecnica, ed in particolare la categoria degli ingegneri, ha mostrato un elevato livello di resilienza, ovvero di capacità di cogliere le opportunità del mercato, adattandosi o risolvendo una molteplicità di fattori critici. Quanto accaduto negli ultimi due anni ha consentito al comparto dei professionisti dell’ingegneria di aumentare la propria massa critica, cioè il proprio peso strategico nel quadro economico generale.
 
L’auspicio degli Ingegneri è che a questo aumento di valore corrisponda anche un rafforzamento strutturale del comparto. A ben guardare la dinamica dei dati, vi potrebbe essere il pericolo che il marcato incremento della domanda di servizi di ingegneria e architettura possa trasformarsi in un “effetto bolla” anche a causa della progressiva riduzione di finanziamenti (e di lavori) legati ai bonus per l’edilizia (almeno fino a quando non verrà rimodulato il piano degli incentivi).
 
Se è vero, come detto, che l’incremento del livello di fatturato di molti studi professionali, in questo momento, è legato a commesse non concernente i Superbonus, esiste un pericolo di repentina contrazione legato anche all’incertezza del quadro normativo e ad una politica per ora abbastanza confusa su come gestire anche le risorse del PNRR.
 
Anche alla luce di questi elementi - conclude il CNI -, gli operatori dei servizi di ingegneria e architettura, grandi e soprattutto più piccoli, dovrebbero mettere a valore il maggior peso strategico acquisito e adottare una strategia che porti al rafforzamento del comparto. Questa fase espansiva del ciclo economico dovrebbe ad esempio spingere, soprattutto gli studi professionali di minori dimensioni, ad adottare in modo più spinto alcune innovazioni, come il BIM e a procedere a forme di aggregazione che consenta di aumentare il potere di mercato degli organismi professionali.
 
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