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NORMATIVA

Certificazione energetica rafforzata nel piano per l’efficienza

di Paola Mammarella
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Definizione chiara di incentivi e standard per gli edifici a energia quasi zero, Cogena e Finco propongono misure aggiuntive

Vedi Aggiornamento del 02/01/2012
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26/07/2011 – Rafforzare il ruolo della certificazione energetica, fornire un quadro chiaro degli incentivi a disposizione per gli interventi di riqualificazione e convergere verso una definizione univoca di edifici a energia quasi zero. Sono alcuni dei contenuti presenti nella nuova bozza del Piano nazionale per l’efficienza energetica, approvata a luglio dopo la consultazione voluta dal Ministero per lo Sviluppo Economico.
 
Il documento, studiato per uniformarsi ai contenuti delle Direttive 2002/91/Ce e alla più recente 2010/31/Ce, è articolato in modo simile a quello del 2007 e prevede un tavolo di raccordo tra il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Economia per la programmazione di incentivi e premialità utili alla riqualificazione e al risparmio energetico.
 
Nel settore residenziale, il piano pensa agli effetti positivi dati dal raggiungimento dei migliori standard di legge, misurabili in maggiore occupazione e aumento del Pil. Per questi obiettivi saranno fissati quindi i requisiti minimi dei nuovi edifici, studiati sulla base di una metodologia comparativa che tenga conto delle differenze territoriali, e una serie di step graduali fino al 2020, anno in cui gli standard di alta efficienza diventeranno obbligatori.
 
Nel non residenziale sono allo studio sistemi di schermatura passiva, con eventuali procedure semplificate e agevolazioni.
 
A guidare il percorso verso il taglio dei consumi dovrebbero essere gli edifici pubblici, dove i contratti per l’acquisto di servizi energetici dovrebbero essere strutturati in modo tale che il proprietario si impegni a pagare una quota fissa e il fornitore a realizzare la riqualificazione dell’edificio. Per questo sarebbe utile predisporre un capitolato speciale di appalto standard. Date le differenze tra Stazioni Appaltanti, edifici esistenti e tipologie contrattuali in essere, sarà necessaria l’emanazione di apposite linee guida.
 
Il testo ha destato qualche puntualizzazione da parte degli addetti ai lavori. Secondo Cogena, si tratta di una ricognizione degli adempimenti necessari e non di un documento programmatico, dal momento che prevede una serie di possibili aree di intervento, ma non l’indicazione chiara degli strumenti. I contenuti, sottolinea Cogena, sarebbero quelli già presenti nelle norme nazionali, ma ancora inattuati.
Cogena propone quindi obiettivi più ambiziosi, come l’immediata attuazione dei programmi e obiettivi suddivisi tra le Regioni, il rafforzamento delle reti nazionali e la previsione di strumenti stabili per l’efficientamento energetico.
 
Sulla stessa lunghezza d’onda Finco, che sugerisce l’inserimento dell’ecoprestito agevolato a tasso zero per dieci anni fino a un massimo di 30 mila euro. Una misura già testata in altri Paesi, riferisce il presidente di Confindustria – Finco Cirino Mendola, che mette in guardia dai rischi del taglio agli incentivi su interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica.
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