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AMBIENTE

Da Legambiente e Cnappc sei idee per lo sviluppo sostenibile

di Paola Mammarella
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Riqualificazione energetica e statica e norme uniformi per non sprecare le opportunità dei fondi europei

Vedi Aggiornamento del 26/03/2015
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18/11/2013 – I fondi europei 2014-2020 spingono verso l’innovazione energetica nelle città e le Direttive 2012/27/Ue e 2010/31/Ue fanno dell'efficienza energetica la chiave per la riqualificazione del patrimonio edilizio. Nonostante ciò l’Italia è impreparata a cogliere le opportunità derivanti dalle normative.

Lo sostengono Legambiente e Cnappc, Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, nel documento "Efficienza energetica in edilizia: dalle promesse ai cantieri" annunciato su Twitter dal vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini.
 
Al contrario di quello che accade in Europa, dove il recepimento della Direttiva sull’efficienza energetica è al centro del dibattito pubblico, in Italia non è stato ancora avviato il confronto sul Piano che il Governo entro Aprile 2014 dovrebbe mandare a Bruxelles. Non solo, perché, come si legge nel documento, sembra esserci confusione su chi, tra Ministero delle infrastrutture, Ministero dello sviluppo economico e Ministero dell'Ambiente debba occuparsi di efficienza energetica.
 
Secondo l’associazione ambientalista e il Consiglio nazionale degli architetti è necessario invertire la rotta, concentrandosi sulla mitigazione del rischio statico, sismico e idrogeologico, interventi che dovrebbero essere posti al centro della programmazione 2014-2020. Si potrebbe così uscire dalla logica dell’emergenza e avviare un ciclo virtuoso di investimenti e lavoro.
 
In base alle risorse previste nell'ambito del nuovo quadro finanziario comunitario per l'Italia, Legambiente e Cnappc sostengono che le risorse che si possono mobilitare per l'efficienza energetica sono pari ad almeno 7 miliardi. Dato che secondo alcuni studi ogni euro investito in efficienza energetica ne produce quattro di vantaggi pubblici tra economia, lavoro e fiscalità, si tratta di fondi che potrebbero innescare la ripresa e creare 600 mila nuovi posti di lavoro.
 
Per avviare il cambiamento, secondo Cnappc e Legambiente sarebbero necessari interventi lungo sei linee direttrici.
 
Strategia per la riqualificazione energetica e statica
Entro il 30 Aprile 2014 il Governo dovrà inviare a Bruxelles una "strategia a lungo termine per mobilitare investimenti nella ristrutturazione del parco nazionale di edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati” e affrontare altri aspetti che riguardano, oltre all'edilizia, le aziende di distribuzione dell'energia, gli impianti di generazione di energia termica, i sistemi di teleriscaldamento, i contatori individuali per tutti gli usi energetici domestici.

Per il patrimonio edilizio pubblico la Direttiva 2012/27/Ue stabilisce che dal gennaio 2014 ogni anno sia ristrutturato almeno il 3% della superficie coperta utile totale degli edifici riscaldati e/o raffreddati di proprietà del governo centrale per rispettare almeno i requisiti minimi di prestazione energetica della direttiva 2010/31. Si tratta di un cambiamento considerevole, che implica la ricognizione del patrimonio edilizio e un profondo cambiamento della gestione termica.
 
Perché gli obiettivi diventino operativi è necessario introdurre un criterio prestazionale per selezionare gli interventi, escludere dal patto di stabilità gli interventi di riqualificazione e introdurre un fondo nazionale di finanziamento e di garanzia per gli interventi di riqualificazione energetica.
 
Certezze per la certificazione energetica e la sicurezza sismica e statica
Secondo Legambiente e Cnappc, è forte la domanda di una regia nazionale per recuperare i ritardi nel recepimento delle Direttive e per superare una situazione a macchia di leopardo determinata dalla legislazione regionale sulle prestazioni energetiche degli edifici e il contributo delle fonti rinnovabili.
 
Oltre alla certificazione del nuovo, dovrebbero esserci regole certe sulla riqualificazione del patrimonio esistente, che non dovrebbe prescindere da determinati target di comfort e consumi.
 
Per grantire la sicurezza, il documento sostiene l’importanza di rendere obbligatorio il libretto antisismico per tutti gli edifici esistenti. Il libretto dovrebbe diventare il presupposto del rilascio di autorizzazioni o certificazioni di competenza comunale relative all’intero fabbricato o a singole parti.
 
Rendere strutturali gli incentivi per l'efficienza energetica in edilizia
Come si legge nel documento, negli ultimi quindici anni la politica delle detrazioni fiscali ha rappresentato uno straordinario volano per il settore delle costruzioni, con interventi su oltre 5,5 milioni di abitazioni. Gli incentivi andrebbero poi estesi non solo agli scatti di classe energetica, ma anche al consolidamento antisismico. Altrettanto importante, continua il documento, sarebbe reintrodurre un sistema di incentivi in conto energia per la sostituzione di coperture in amianto con tetti fotovoltaici.
 
Incentivo per la riqualificazione degli edifici condominiali
La vera difficoltà della riqualificazione sta negli edifici con più piani e proprietà divisa, cioè i condomini. Per risolvere questa criticità il documento propone di utilizzare il sistema dei titoli di efficienza energetica (TEE) per promuovere la riqualificazione degli edifici condominiali attraverso interventi da parte di ESCO in accordo con imprese di costruzione, che si impegnano a garantire la riduzione dei consumi energetici attraverso la certificazione energetica dei diversi alloggi coinvolti nell’operazione, legando costruzione e gestione degli impianti condominiali per il cofinanziamento degli interventi.
 
Nuovi strumenti di riqualificazione
Legambiente e Cnappc pensano ad interventi di retrofit che permettano di ridefinire le strutture perimetrali per raggiungere determinate prestazioni energetiche, innovare completamente la gestione energetica attraverso interventi sugli impianti e di schermatura solare, di installazione di impianti da fonti rinnovabili, fino ad arrivare a rendere possibili modifiche che migliorano la vivibilità degli spazi privati e condominiali.Un’opportunità che l’Europa sta già sperimentando, ma che in Italia si scontra con i piani urbanistici.
 
Da periferie a ecoquartieri: efficienza energetica e interventi di rigenerazione urbana
Anche se da tempo si parla di smart cities, è necessario un nuovo approccio per trasformare le periferie degradate in ecoquartieri fermando il consumo di suolo. Perché ciò accada bisogna passare dalla programmazione speciale (quella degli anni novanta dei Pru e dei Prusst, e quella più recente del Piano città) a procedure  e strategie urbane ordinarie.

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