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RISPARMIO ENERGETICO

Prestazioni energetiche degli edifici, in arrivo il decreto

di Rossella Calabrese

Ok della Conferenza Unificata ai metodi di calcolo e ai requisiti minimi che entreranno in vigore a luglio 2015

Vedi Aggiornamento del 01/10/2015
Commenti 36151
27/03/2015 - Via libera della Conferenza Unificata al decreto che fissa i nuovi metodi di calcolo e i nuovi requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici, che entreranno in vigore il 1° luglio 2015.
 
Nella seduta del 25 marzo scorso, è stata infatti sancita l’intesa sullo schema di decreto che ridefinirà le modalità di applicazione della metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici, e i requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici.

Con il nuovo decreto, inizierà di fatto l’attuazione del DL 63/2013, convertito nella Legge 90/2013, che ha recepito la Direttiva Edifici a Energia Quasi Zero (2010/31/UE) sostituendo il Dlgs 192/2005.

Nello specifico, l’emanando decreto aggiornerà il Dpr 59/2009 che oggi definisce le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici, in attuazione dell’articolo 4, comma 1, del Dlgs 192/2005.
 
Oltre alle nuove metodologie di calcolo, il decreto rafforza gli standard energetici minimi per gli edifici nuovi e per quelli ristrutturati, ottimizzando il rapporto costi/benefici degli interventi, per arrivare a realizzare gli Edifici a Energia Quasi Zero previsti dalla Direttiva.
 
Inoltre, il decreto punta ad una applicazione delle norme immediatamente operativa e omogenea in tutte le Regioni, per ovviare all’attuale frammentazione normativa dovuta all’ampia autonomia regionale nel recepire la precedente Direttiva 2002/91/UE.
 
Il provvedimento aggiornerà la metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici, tenendo conto delle norme tecniche UNI/TS 11300-3 e UNI/TS 11300-4 sulla climatizzazione estiva sull’uso delle rinnovabili, e della Raccomandazione 14 del CTI sul calcolo dell’energia primaria.

Per gli edifici di nuova costruzione e per quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, il rispetto dei requisiti minimi andrà verificato confrontando l’edificio con un edificio di riferimento (identico per geometria, orientamento, ubicazione, destinazione d’uso). Per gli edifici interessati da semplici riqualificazioni energetiche, relative all’involucro edilizio e agli impianti tecnici, sono indicati i requisiti minimi.

I nuovi requisiti minimi entreranno in vigore il 1° luglio 2015 e saranno resi più severi dal 1° gennaio 2019 per gli edifici pubblici e dal 1° gennaio 2021 per gli altri edifici, per realizzare gli ‘edifici a energia quasi zero’.

 

 

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Altri commenti
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Ginko

Eh si... "Il carrozzone va avanti da se con le regine i suoi fanti e i suoi re..." non la smetteranno mai, si pensi a che grande risparmio si otterrebbe unificando tutte le procedure, tutte identiche, un unico semplice software valido in tutta Italia, a cui collegare l'esistente già utilizzato per gli accatastamenti, e per la presentazione di progetti edilizi con conseguente gestione dei dati di ogni unità immobiliare agli effetti fiscali, incrociando i dati anagrafici e delle Camere di commercio... utopia troppo semplice. Che bello sarebbe veder sparire tutte le leggi regionali che normano situazioni e casistiche che dovrebbero valere per tutta l'Italia (del tipo che un diversamente abile in Lombardia può entrare in un ascensore di un nuovo edificio, con porta larga minimo 85 cm, mentre nel resto d'Italia può entrarci con la porta da 80 cm)... si chiede troppo??

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Michael

Perchè non si fa un legge contro le "certificazioni energetiche degli Edifici Quasi a Zero (€)"?

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danilo

non è possibile. Questa è pura follia. In campo di prestazioni energetiche c'è una modifica normativa al mese. E il bello è che l'edilizia non segue assolutamente nulla di quello che farneticano questi. Le uniche che ci guadagnano sono le case software.