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RISPARMIO ENERGETICO

Prestazione energetica in edilizia, al via la revisione della Direttiva

di Rossella Calabrese

La UE apre una consultazione pubblica per migliorare la normativa comunitaria

Vedi Aggiornamento del 20/04/2018
07/07/2015 - Nei giorni in cui l’Italia completa il recepimento della Direttiva del 2010 sul rendimento energetico in edilizia (vedi i Decreti in via di pubblicazione), l’Unione europea guarda oltre e pensa già alla revisione delle norme, prevista dalla Direttiva stessa per il 2017.
 
Nei giorni scorsi è stata infatti lanciata una consultazione pubblica, che sarà aperta fino al 31 ottobre 2015, per raccogliere suggerimenti utili sulle norme comunitarie volte a migliorare l’efficienza energetica degli edifici.
 
La Direttiva 2010/31/UE - spiega il comunicato - prevede che la prestazione energetica debba essere indicata negli annunci di vendita o locazione degli immobili, che i Paesi dell’UE istituiscano sistemi di controllo per gli impianti di riscaldamento e di condizionamento, che tutti i nuovi edifici siano a Energia Quasi Zero dalla fine del 2020, e che i Paesi dell’UE fissino requisiti minimi di rendimento energetico per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni.
 
L’obiettivo della consultazione è quello di interpellare i soggetti interessati alla revisione della Direttiva e valutare se essa abbia raggiunto i suoi obiettivi. La consultazione esaminerà anche le questioni in relazione alla Smart Finance per Edifici Intelligenti e le interazioni della direttiva con altri settori della politica energetica. La consultazione pubblica apre il processo di revisione della direttiva, prevista per la fine del 2016 come stabilito dall’articolo 19 della direttiva.

Alla consultazione possono partecipare enti pubblici, organizzazioni private, associazioni industriali, PMI, società di consulenza e altri soggetti e cittadini interessati. Accedi alla consultazione pubblica
 
Gli edifici - ricorda la UE - sono responsabili per circa il 40% del consumo energetico dell’Unione. Migliorando l’efficienza energetica, si potrebbe ridurre il consumo di energia del 5-6%.
 


 
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Giuseppe

Ma come si può cambiare in continuazione normativa, che vergogna. Pensate al lavoro che non c'è invece di queste stronzate!


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