Add Impression
Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Nuovo Codice Appalti, la filiera delle costruzioni chiede di essere coinvolta nella stesura
NORMATIVA Nuovo Codice Appalti, la filiera delle costruzioni chiede di essere coinvolta nella stesura

Marche, impugnate le semplificazioni per il risparmio energetico e l’antisismica

Governo: la norma inserisce nelle attività di edilizia libera alcuni interventi che invece richiedono un controllo preventivo

Vedi Aggiornamento del 21/07/2016
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 21/07/2016
29/06/2015 - Impugnate dal Governo le semplificazioni in edilizia messe a punto nelle Marche per incoraggiare gli interventi di risparmio energetico e antisismica.
 
A finire sul banco degli imputati è la Legge Regionale 17/2015, con cui è stato operato anche un riordino della normativa edilizia chiarendo quali sono gli interventi soggetti a Cil e alla Scia e quali invece devono essere considerati edilizia libera.
 
Edilizia libera e Scia
Secondo il Governo, l’articolo 4 della legge regionale inserisce nell’edilizia libera una serie di interventi, come i movimenti terra per rimodellazione di strade di accesso con riporti o sterri di altezza fino a un metro, le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, la realizzazione di rampe per l’abbattimento delle barriere architettoniche per dislivelli inferiori a un metro, le aree ludiche e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali, la realizzazione di pertinenze di edifici o di unità immobiliari esistenti che non comportino volumetria, camini e fumaioli, cartelli di segnaletica e di sicurezza sul lavoro, le opere interne a singole unità immobiliari, la tinteggiatura esterna dei fabbricati non ricadenti in zona A, le opere per garantire la funzionalità degli stabilimenti industriali. Si tratta, a detta dell’Esecutivo, di un superamento delle competenze normative riservate alle Regioni.
 
Oltre a questo, la Regione elimina l’obbligo di presentare la Comunicazione di inizio lavori (Cil) per alcuni interventi di edilizia libera. Dal momento che l’obiettivo del legislatore è compensare la liberalizzazione prevedendo un controllo dell’Amministrazione, il Governo ritiene che la norma vìoli le competenze in materia di governo del territorio.
 
Analogamente, il Governo ha segnalato che l’articolo 6 consente di realizzare tramite Scia gli interventi di ristrutturazione edilizia, di demolizione parziale e integrale di manufatti edilizi, di nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica e gli interventi di nuova costruzione esecutivi di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche. Si tratta, afferma il Governo, di opere che necessitano del permesso di costruire o della Dia alternativa al permesso di costruire, per i quali, dato l’impatto sul territorio, sono previsti controlli preventivi.
 
Nella legge regionale sono considerate “variazioni essenziali” il mancato completamento degli interventi o la realizzazione di minori superfici o volumetrie o altezze o parziali riduzioni dell'area di sedime, di maggiori distacchi, purché gli interventi non comportino difformità dalle prescrizioni del titolo abilitativo medesimo o da norme o piani urbanistici. L’Esecutivo ha fatto notare le la disposizione si discosta da quanto previsto dal Testo unico dell’edilizia (Dpr 380/2001), in base al quale le variazioni, per essere considerate lecite, non devono eccedere per singola unità immobiliare il 2% delle misure progettuali.
 
Antisismica
La norma regionale consente l’inserimento di elementi strutturali finalizzati a ridurre la vulnerabilità sismica dell’intero edificio anche se comportano un aumento dell’altezza o  una riduzione delle distanze fino a 50 centimetri. Per il Governo la previsione contrasta con l’articolo 84 del testo unico, in base al quale distanze e altezze sono definite dalle Norme tecniche per le costruzioni in zona sismica in funzione del grado di sismicità.
 
Sottotetti
A detta dell’Esecutivo contrasta infine con le disposizioni sulle distanze minime e l’agibilità l’articolo 13, che ammette il recupero a fini abitativi e l’agibilità, senza modifica della sagoma dell’edificio, dei sottotetti esistenti al 30 giugno 2014, legittimamente realizzati o condonati.
 
L’intervento della Corte Costituzionale dovrà ora chiarire se la Regione dovrà fare marcia indietro sulle semplificazioni.



 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Sondaggi Edilportale
Energia, edilizia, impianti, progetto: la Renovation Wave è il futuro?
Partecipa
Imposta la nazione di spedizione

La scelta della nazione consente la corretta visualizzazione dei prezzi e dei costi di spedizione