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AMBIENTE

Protezione civile, professionisti e cittadini coinvolti nella prevenzione dei rischi

di Alessandra Marra

Adottato dalla Camera il testo base per il riordino delle misure da attuare in caso di emergenza

Vedi Aggiornamento del 24/01/2018
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06/07/2015 – Singoli cittadini o professionisti associati in ordini e collegi potranno partecipare alle attività di protezione civile allo scopo di promuovere la consapevolezza dei diritti e doveri dei cittadini e favorire misure di auto protezione.
 
Questo ciò che prevede il disegno di legge 2607 ‘Delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale e coordinamento della protezione civile’, di cui la commissione Ambiente della Camera ha approvato il 1 luglio 2015 il testo base.
 

Protezione civile: partecipazione cittadini e università

Oltre alla partecipazione di cittadini e ordini professionali sarà prevista la collaborazione delle università e degli enti ed istituti di ricerca alle attività di protezione civile, ai fini dell'integrazione in esse di conoscenze e prodotti di ricerca ed innovazione, anche frutto di iniziative promosse dall'Unione Europea e da altre istituzioni internazionali.
 
Il fine è disciplinare lo stato di emergenza, garantendo tempi rapidi e omogenea valutazione delle condizioni dei territori. Le previsione dovranno individuare a regime specifiche modalità di intervento del Servizio nazionale di protezione civile per consentire l'effettività delle misure contenute nella normativa speciale adottata per la durata dello stato di emergenza stesso, che dovrà essere temporalmente limitata in ragione della gravità dell'evento calamitoso, prevedendo trasparenti procedure di controllo.
 

Riordino protezione civile e disciplina finanziaria

Secondo quanto previsto dal ddl il Governo sarà delegato ad adottare uno o più decreti legislativi di ricognizione, coordinamento, modifica e integrazione delle disposizioni legislative vigenti per definire le attività di protezione civile volte a tutelare l'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti attraverso attività di previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi connessi con gli eventi calamitosi.
 
I futuri decreti delegati dovranno inoltre attribuire delle funzioni in materia di protezione civile alle diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile per promuovere l'esercizio coordinato delle attività di protezione civile ai diversi livelli di governo secondo il principio di sussidiarietà e garantendo l'unitarietà dell'ordinamento.
 
Sarà prevista inoltre la disciplina degli strumenti nazionali di finanziamento per l'esercizio delle funzioni di protezione civile, articolati nel Fondo della protezione civile, nel Fondo per le emergenze nazionali e nel Fondo regionale di protezione civile, le cui dotazioni saranno rimesse alla legge di stabilità.
 
Saranno anche definite le procedure da attuare qualora, in ragione del numero e dell'entità degli eventi calamitosi verificatisi, risulti necessario integrarle, garantendo la trasparenza e tracciabilità dei flussi finanziari.
 
In più saranno disciplinate le procedure finanziarie e contabili a cui soggiacciono i commissari delegati titolari di contabilità speciale, nonché disposizioni inerenti i relativi obblighi di rendicontazione, le procedure di controllo successivo ed il subentro delle amministrazioni competenti in via ordinaria nei rapporti giuridici attivi e passivi sorti durante la gestione commissariale e nelle vicende contenziose o pre-contenziose durante lo stato di emergenza.


 

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