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NORMATIVA

Sismabonus, ricostruzione, periferie: via libera alla Legge di bilancio 2017

di Paola Mammarella

Incentivi per la riqualificazione energetica e antisismica, Casa Italia, progetti nelle periferie, investimenti per le infrastrutture e la competitività

Vedi Aggiornamento del 23/10/2017
17/10/2016 – Sismabonus, proroga delle detrazioni fiscali per la ristrutturazione edilizia e dell’ecobonus per la riqualificazione energetica, risorse per la ricostruzione dopo il sisma di fine agosto, periferie. Sono alcuni dei contenuti della Legge di Bilancio 2017, approvata sabato dal Consiglio dei Ministri.


Sismabonus ed ecobonus 

3 miliardi in tre anni finanzieranno la proroga e il potenziamento degli incentivi per la ristrutturazione, la riqualificazione energetica, il miglioramento antisismico degli edifici, gli interventi per il contrasto al dissesto idrogeologico e l’edilizia scolastica. Il disegno di legge di bilancio ha disposto la proroga di un anno della detrazione del 50% sulle ristrutturazioni, che verrà estesa anche agli alberghi e ai condomini, e di cinque anni per l'Ecobonus 65%. Ma non solo, perché nei condomìni, i miglioramenti riguardanti tutto l’edificio potranno accedere ad un credito di imposta fino al 75%. Il sismabonus potrà arrivare fino all'85% a seconda del miglioramento conseguito con l'intervento. 
 

Ricostruzione

4,5 i miliardi che vanno alla ricostruzione di Accumoli, Amatrice, Arquata e degli altri territori interessati dal sisma del 24 agosto 2016. Questa misura confluirà nel progetto "Casa Italia" che il Governo intende avviare per risolvere l'emergenza e mettere in sicurezza tutto il territorio.
 

Periferie

2,1 miliardi saranno finalizzati al recupero delle periferie (120 i progetti presentati al bando periferie). Rispetto al totale, 1,6 milioni derivano dal Fondo Sviluppo e Coesione, cioè l'ex Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), destinato alla rimozione degli squilibri economici e sociali.
 

Dissesto idrogeologico

Agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza del territorio saranno destinati 7 miliardi di euro in sette anni.
 

Piano porti e aeroporti

10 miliardi vanno al piano porti e aeroporti e alla valorizzazione di Ferrovie dello Stato e Anas.
 

Investimenti

12 miliardi aggiuntivi in tre anni per gli investimenti pubblici dalle infrastrutture all’ambiente e alle attività produttive, a partire dall’attuazione del Masterplan per il Mezzogiorno.


Competitività

La manovra prevede prima di tutto misure di sostegno alla competitività e di stimolo agli investimenti secondo la strategia “Industria 4.0” con un effetto di mobilitazione di risorse di 20 miliardi. Tra gli strumenti, la proroga del super-ammortamento del 140% sull’acquisto di beni strumentali e l’iperammortamento, ovvero una maggiorazione dell’ammortamento al 250% sull’acquisto di beni strumentali e immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa. E ancora, 1 miliardo al Fondo di Garanzia per le PMI che significa fino a 25 miliardi di credito per le piccole e medie imprese e la proroga della cosiddetta “Nuova Sabatini”, nonché detrazioni fiscali del 30% per chi investe in start-up innovative, . Infine, è previsto un rafforzamento della detassazione dei premi di produttività.
 

Bonus ricerca

Il credito di imposta riconosciuto per le spese in ricerca e sviluppo passerà dal 25% al 50%. Il tetto per beneficiario salirà inoltre da 5 milioni a 20 milioni di euro.
 

Tasse

Confermata la riduzione dell’Ires al 24%. Grazie alla disattivazione della clausola di salvaguardia prevista in precedenti leggi di stabilità, si evitano aumenti per circa 15 miliardi di euro di Iva e accise. Debutta l’Iri, imposta sul reddito di impresa con aliquota al 24%, che gli imprenditori persone fisiche potranno scegliere in alternativa all’Irpef. La manovra prevede anche interventi a favore delle Partite Iva.
 

Studi di settore

Gli studi di settore non saranno un sistema di accertamento, ma uno strumento che aiuterà professionisti e imprese al pagamento delle tasse. Previste semplificazioni nella compilazione e incentivi per i contribuenti virtuosi.
 

Spending review

La centralizzazione degli acquisti della Pubblica Amministrazione e una gestione migliore dei budget dei Ministeri consentiranno un risparmio di 3,3 miliardi di euro.
 

Pensioni

Sette miliardi in tre anni a sostegno delle pensioni più basse, con l’introduzione e il rafforzamento della quattordicesima e la possibilità di andare in pensione prima. Aumenta la no tax area per i pensionati anche di età non superiore a 75 anni. L’Anticipo pensionistico (APE) spetta ai lavoratori che abbiano almeno 63 anni e sono a 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia. Potranno accedere all’APE sociale i lavoratori che abbiano almeno 30 anni di contributi se disoccupati, invalidi o con di parenti 1° grado con disabilità grave oppure per chi avrà raggiunto i 36 anni di contributi facendo dei lavori cosiddetti “pesanti”.  Queste categorie di lavoratori potranno andare in pensione fino a tre anni e sette mesi prima senza nessun onere fino a 1.500 euro lordi di pensione. Potranno accedere all’APE volontaria i lavoratori che avranno 20 anni di contributi versati, in questo caso la rata di restituzione del prestito andrà di media dal 4,6% al 4,7%. L’APE aziendale ha gli stessi meccanismi di funzionamento di quella volontaria, ma  i costi dell'operazione del prestito saranno a carico dell’azienda. Tutti gli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria avranno diritto al cumulo gratuito dei contributi ai fini della pensione anticipata e di vecchiaia. 
 


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