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Sismabonus, MIT: nei condomìni si applica alle parti comuni

di Alessandra Marra

Pubblicate le risposte ai dubbi sui lavori in condominio e la lista delle zone sismiche Comune per Comune

Vedi Aggiornamento del 01/12/2017
Commenti 12823
17/05/2017 – Come funziona il sismabonus nei condomini? È possibile mettere in sicurezza solo le parti comuni di un condominio? Quando si può optare per la cessione del credito?
 
Queste alcune domande a cui ha dato risposta il Ministero delle Infrastrutture (Mit) nella nuova pagina dedicata al sismabonus, agevolazione fiscale per interventi edilizi antisismici ribattezzata ora dal Governo ‘Casa Sicura’.
 

Sismabonus: nei condomini interessa solo le parti comuni

Il Ministero delle Infrastrutture, dopo aver ricordato alcuni dettagli noti sull’agevolazione (tipi d’interventi ammessi, asseverazione dei professionisti e importo della detrazione) ha dedicato ampio spazio alle risponde ad alcune domande frequenti (Faq) relative a casi concreti.
 
Scarica la Guida Edilportale sul Sismabonus
 
Sui lavori in condominio si chiede se sia possibile “mettere in sicurezza solo le parti comuni di un condominio”. Il Mit risponde in modo affermativo, aggiungendo che “gli interventi di messa in sicurezza antisismica in un condominio non possono non interessare le parti comuni”.
 
La risposta del Mit sembra voler dire che quando si avviano dei lavori di adeguamento sismico in un condominio non è possibile agire sul singolo appartamento ma è necessario ricomprendere le parti comuni.
 
Ciò implica che è possibile agire sulle parti comuni di un edificio senza intervenire sui singoli appartamenti ma non è possibile il viceversa.
 
Tale conseguenza, oltre che logica (è inattuabile un miglioramento sismico intervenendo su un singolo appartamento), è anche insita nella Legge di Bilancio 2017, che ha istituito il sismabonus.
 
Nella Legge di Bilancio 2017, infatti, si parla sempre e solo di ‘parti comuni di condomini’ (senza mai fare riferimento al generico condominio o all’appartamento in condominio), contrapponendole alle ‘costruzioni adibite ad abitazione’, ovvero edifici singoli (ad esempio le ville) in cui il proprietario può autonomamente decidere di effettuare dei lavori di adeguamento sismico.
 
Dunque, coloro che vivono in appartamento in condominio non possono decidere in maniera autonoma di migliorare la sicurezza della propria abitazione (tali lavori non avrebbero effetti ai fini antisismici) ma devono programmare i lavori in accordo con tutto il condominio. 
 

Sismabonus condomini: ripartizione dell’agevolazione e cessione credito

Il Mit ricorda che in un condominio, per lavori sulle parti comuni, ogni appartamento può ottenere la detrazione fiscale fino a una spesa massima di 96 mila euro; la quota di detrazione spettante ad ogni condomino, però, viene attribuita dall’amministratore sulla base del Regolamento di condominio e delle tabelle millesimali.
 
Inoltre, nel caso di interventi sulle parti comuni di edifici condominiali, si può scegliere, al posto della detrazione fiscale, di cedere il credito ai fornitori che hanno effettuato i lavori oppure ad altri soggetti privati, che non siano istituti di credito e ad intermediari finanziari.
 
Le modalità di attuazione della cessione del credito saranno definite con un prossimo provvedimento dell'Agenzia delle Entrate.
 

Sismabonus: classificazione sismica di ogni Comune

Infine, per conoscere la zona di rischio sismico del Comune in cui si trova l'immobile oggetto dell’intervento, il Mit ha messo a disposizione un elenco, aggiornato a marzo 2015, con la classificazione sismica Comune per Comune.
 
Controlla in che zona sismica si trova il tuo Comune

 

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