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NORMATIVA

Aree urbane degradate, Anci: ‘finanziare tutti i progetti almeno al Sud’

di Paola Mammarella

In audizione sul ddl Mezzogiorno i Comuni chiedono assistenza tecnico-amministrativa e l’istituzione di più ZES

Vedi Aggiornamento del 19/06/2018
06/07/2017 - Finanziare tutti i progetti del Sud ammessi al bando per le aree urbane degradate, istituire una Zona Economica Speciale (ZES) in tutte le regioni del Sud e fornire assistenza tecnico-amministrativa ai Comuni. Sono le richieste formulate durante un’audizione sul ddl “Mezzogiorno” da Micaela Fanelli, capo delegazione dell’Anci al Comitato delle Regioni.
 

Bando aree urbane degradate

Micaela Fanelli ha spiegato che “degli 870 progetti presentati da altrettanti Comuni ne sono risultati ammissibili a finanziamento circa 451 per un fabbisogno che supera di più di tre volte la dotazione iniziale del fondo, pari a circa 200 milioni di euro”. Tuttavia, “il fondo per effetto di successivi interventi è stato ridotto a 78,5 milioni di euro e non è in grado di coprire il fabbisogno”. Il risultato è che solo 46 Comuni hanno ottenuto i finanziamenti per la riqualificazione delle aree degradate.
 
La rappresentante dell’Anci ha quindi chiesto di incrementare il Fondo e di assicurare la copertura almeno ai progetti da realizzare nelle Regioni interessate dal decreto Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
 

Zone economiche speciali

Fanelli ha chiesto che in ogni Regione del Mezzogiorno sia istituita una Zona Economica Speciale (ZES). Il disegno di legge al momento prevede una condizione: che nella ZES sia compresa un’area portuale collegata alla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T).
 
Nella ZES saranno praticate condizioni agevolate per lo svolgimento delle attività aziendali. L’estensione a tutte le Regioni del Sud può quindi rappresentare una leva per la crescita.
 

Assistenza tecnico-amministrativa ai Comuni

Secondo Fanelli, inoltre, il Mezzogiorno non deve essere considerato come un’area omogenea perché, insieme alle molte situazioni di difficoltà e ritardo, esistono comuni e sistemi locali che riescono a specializzarsi in attività tecnologiche-innovative, dell’agro-industria, del turismo culturale che fanno di quei territori eccellenze a livello mondiale.
 
Più che riconoscere ai Comuni delle risorse aggiuntive, bisognerebbe – sostiene Fanelli – concentrarsi sulle loro funzioni organizzative, sulle condizioni della finanza locale e sulle misure necessarie per realizzare in tempi certi gli investimenti e le opere pubbliche, ad esempio attraverso la centralizzazione delle committenze.
 
© Riproduzione riservata

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