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Bonus edilizi, Confprofessioni chiede di accorparli in un’unica detrazione

Bonus edilizi, Confprofessioni chiede di accorparli in un’unica detrazione

Un bonus di portata inferiore, con modalità di incentivazione differenziata e stabile nel tempo per raggiungere gli obiettivi della Direttiva Case Green

Vedi Aggiornamento del 17/05/2024
Bonus edilizi, Confprofessioni chiede di accorparli in un’unica detrazione - Foto: Senato della Repubblica
Bonus edilizi, Confprofessioni chiede di accorparli in un’unica detrazione - Foto: Senato della Repubblica
di Rossella Calabrese
15/04/2024 - Gli effetti positivi del superbonus 110% sono stati inferiori agli aggravi a carico dei conti pubblici: questa misura straordinaria è costata finora 122 miliardi di euro a fronte dei 37 miliardi preventivati e ha riguardato meno di 500 mila edifici.
 
Occorre quindi una strategia alternativa per conseguire gli obiettivi della Direttiva Case Green, come un’unica detrazione fiscale di portata inferiore e con modalità di incentivazione differenziata e norme chiare e di facile applicazione.
 
Sono queste, in sintesi, le considerazioni e le proposte che Confprofessioni, l’Associazione di rappresentanza dei liberi professionisti, ha portato giovedì scorso in audizione davanti alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato, dove si sta discutendo il Decreto Agevolazioni fiscali edilizia (DL 39/2024).

“A distanza di quasi 4 anni dall’entrata in vigore del Superbonus 110%, dopo il trentaduesimo intervento di modifica delle misure agevolative nel settore edilizio e di efficientamento energetico - ha detto la vicepresidente di Confprofessioni, Claudia Alessandrelli -, prendiamo atto che gli effetti positivi non sono tali da controbilanciare gli effetti che si rilevano a carico della finanza pubblica”.

Secondo le previsioni iniziali - ha ricordato Confprofessioni -, il Superbonus 110%, ideato come misura straordinaria, avrebbe richiesto l’impegno di 37 miliardi di euro e invece, secondo i dati Enea aggiornati a marzo 2024, ha raggiunto la soglia dei 122 miliardi di euro.
 
“Il Superbonus 110% - ha sottolineato Alessandrelli - può aver avuto un effetto positivo in un momento di recessione dell’economia, quale la fase pandemica e post-pandemica. Gli aumenti della spesa in deficit possono essere utilizzati per attutire gli effetti di una recessione o per accelerare la ripresa, ma prima o poi devono essere sospesi perché pesano in maniera significativa sul debito pubblico”.
 


Confprofessioni chiede di accorpare i bonus edilizi

“La svolta impressa dal Governo con i provvedimenti di ‘chiusura’ del Superbonus - ha aggiunto la vicepresidente dell’Associazione - impone, a questo punto, l’individuazione di una strategia alternativa per conseguire gli obiettivi della sostenibilità energetica del nostro patrimonio edilizio e di sostegno al settore dell’edilizia, al fine di recepire la Direttiva Case Green”.
 
“Un obiettivo particolarmente sfidante per l’Italia poiché si stima che nel nostro Paese circa 1,8 milioni di edifici residenziali sul totale di 12 milioni rientrino tra gli edifici più energivori (con classe energetica G), 9 milioni di edifici residenziali ricadono in classe E, F e G, mentre il Superbonus 110% ha riguardato sino ad ora meno di 500 mila edifici. Tra l’altro, dei 12 milioni di edifici residenziali circa il 70% è stato costruito prima dell’emanazione delle norme antisismiche (1974) e sull’efficienza energetica (1976)”.
 
“In sede di recepimento della Direttiva - ha continuato Alessandrelli -, non si potrà prescindere dalla contestualizzazione, e, dunque, dalla necessità di distinguere a seconda delle diverse aree geografiche del Paese caratterizzate da differenti condizioni climatiche, oltre che della tipologia degli immobili”.
 
In un’ottica propositiva, proprio in vista del recepimento della Direttiva, Alessandrelli ha dettato la ricetta delle ‘tre S’: semplificazione, sistematicità e stabilizzazione delle misure agevolative. “In questa fase, diventa indispensabile accorpare tutti i bonus sotto un’unica detrazione fiscale di portata inferiore, eventualmente rimodulando i meccanismi, con modalità di incentivazione differenziata”.
 
“Infine - ha concluso Alessandrelli -, è imprescindibile definire un sistema di norme chiare e di facile interpretazione ed applicazione da parte degli operatori economici e dei cittadini beneficiari, evitando, in particolare, modifiche della disciplina troppo ravvicinate alle scadenze, oltre che prevedere per le misure agevolative un orizzonte temporale di riferimento sufficientemente stabile nel medio e lungo periodo”.
 
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