Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Superbonus 110%, proposta alla Camera la proroga al 2023
NORMATIVA Superbonus 110%, proposta alla Camera la proroga al 2023
NORMATIVA

Rapporto fra condono ambientale e condono edilizio

di Daniela Colonna

Scade il 31 gennaio il termine previsto per ottenere la depenalizzazione dei reati ambientali

Vedi Aggiornamento del 29/01/2010
Commenti 19999
28/01/2005 – Il prossimo 31 gennaio scade il termine previsto dall’art. 1, comma 39, della legge 15 dicembre 308, relativo alla delega ambientale al Governo, per presentare domanda per il c.d. condono ambientale. Infatti, come abbiamo avuto più volte occasione di sottolineare, questa legge consente la c.d. depenalizzazione dei reati ambientali. Questo significa che chiunque sia il proprietario di una realizzazione abusiva su area soggetta a vincolo, presentando apposita domanda all’Autorità preposta alla gestione del vincolo paesaggistico, può sperare di ottenere la estinzione del reato di cui all’art. 181 del codice ambientale nonché di tutti gli altri reati ad esso connessi. Naturalmente perché ciò avvenga è necessario che le strutture abusive realizzate presentino determinati requisiti di materiali e di costruzione che la rendano compatibile con l’ambiente, e che il proprietario versi l’importo di due sanzioni amministrative previste dalla legge. Ottenuto il condono dei reati contro l’ambiente, c’è da chiedersi se di conseguenza si ottiene anche il titolo abilitativo in sanatoria di quella opera per la quale si è ottenuto il parere favorevole dell’Autorità nonché della Soprintendenza. Logicamente potremmo ritenere che il parere favorevole postumo di compatibilità ambientale rispetto all’abuso porta con sé la conseguenza della non demolizione della stessa. La legge 308/2004 però non fa alcun cenno al fatto che come conseguenza al parere favorevole si ottiene anche il titolo abilitativo in sanatoria che comunque dovrebbe essere ottenuto solo dopo una adeguata verifica da parte del comune competente della conformità dell’opera con il piano urbanistico-edilizio. Inoltre se l’opera per cui si è fatta domanda risultasse idonea dal punto di vista della compatibilità ambientale (per i materiali utilizzati e il tipo di costruzione) ma non anche dal punto di vista della conformità con il piano urbanistico-edilzio, allora dovremmo concludere che il titolo edilizio in sanatoria sarebbe escluso con la conseguenza che il proprietario, “salvo” dal punto di vista della responsabilità penale di cui sopra, rimarrebbe comunque responsabile dal punto di vista civile-amministrativo tanto da dover poi demolire l’opera. Naturalmente queste costituiscono considerazioni giuridiche del tutto soggettive, spettando solo al legislatore e ai giudici interpretare e applicare correttamente tale disposizione.

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui