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PROGETTAZIONE

Rischio sismico del patrimonio culturale: indicazioni ministeriali

di Rossella Calabrese

Una cabina di regia aggiornerà la direttiva alle norme tecniche per le costruzioni di successiva emanazione

Vedi Aggiornamento del 22/08/2012
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07/02/2008 - È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 24 del 29 gennaio scorso, la “ Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni”. La Direttiva intende indicare un percorso di conoscenza, valutazione della sicurezza sismica e progettazione degli eventuali interventi, concettualmente analogo a quello previsto per le costruzioni non tutelate, ma opportunamente adattato alle esigenze e peculiarità del patrimonio culturale. Lo scopo è quello di formulare, nel modo più oggettivo possibile, il giudizio finale sulla sicurezza e sulla conservazione garantite dall’intervento di miglioramento sismico. Il documento è riferito alle sole costruzioni in muratura. Per la conservazione in condizioni di sicurezza del patrimonio culturale nei riguardi dell’azione sismica è necessario disporre di strumenti di analisi a diverso livello di approfondimento, applicabili a due diverse scale: la valutazione della vulnerabilità del patrimonio culturale a scala territoriale; la valutazione della sicurezza e la progettazione degli interventi sul singolo manufatto. Per l’applicazione di questi principi, il documento fa riferimento a metodi che devono essere intesi a carattere non vincolante; inoltre, essendo tali metodi soggetti ad una continua evoluzione, la Direttiva sarà tenuta costantemente aggiornata. A tale scopo, e ai fini del monitoraggio sull'attuazione della direttiva nel corso dell'anno successivo alla sua entrata in vigore, anche per renderla coerente con le Norme Tecniche per le Costruzioni di successiva emanazione , viene istituita una cabina di regia Stato-Regioni presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione civile. Le Regioni, d’intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali e il Dipartimento della protezione civile, possono disciplinare le modalità applicative e le attività di monitoraggio sullo stato di conservazione del patrimonio culturale, in coerenza con le finalità della Direttiva. Nella premessa, la Direttiva fa riferimento all’ OPCM n. 3274 del 20 marzo 2003 che dispone, tra le altre cose, l’obbligo di procedere alla verifica degli edifici e delle opere infrastrutturali, la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, e di quelli che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso. Viene citato anche il DLgs 42/2004 , il “Codice dei beni culturali e del paesaggio” che, all’articolo 29, dispone che il Ministero definisce, anche con il concorso con le regioni e con la collaborazione delle università e degli istituti di ricerca competenti, linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli di intervento in materia di conservazione dei beni culturali. Il DM del 14 settembre 2005 – si legge ancora nella premessa della Direttiva – con il quale sono state approvate le Norme Tecniche per le Costruzioni, al punto 5.7.1.1, richiama gli allegati 2 e 3 all’OPCM 3274/2003 come specifiche indicazioni tecniche che possono essere adottate nel rispetto dei livelli di sicurezza stabiliti nel decreto stesso. Si fa riferimento, infine, alle “Linee guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni”, collocato all'interno della cornice normativa introdotta dal DM 14 settembre 2005, e approvato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici il 21 luglio 2006 ( leggi tutto ).

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