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NORMATIVA

Antisismica, chiesto adeguamento normativo ai moderni sistemi costruttivi

di Paola Mammarella

Governo: Italia in linea con l’Ue, no a vincoli che possono ostacolare la circolazione delle merci

Vedi Aggiornamento del 04/10/2011
31/01/2011 – Adeguare la normativa nazionale ai progressi scientifici nel settore della sicurezza antisismica. Alla richiesta, avanzata con una risoluzione presentata alla Camera da Benamati e Alessandri, esponenti di Pd e Lega Nord, il Governo ha risposto evidenziando l’allineamento dell’ordinamento italiano ai principi dell’Ue.
 
Richiesta di adeguamento normativo
Secondo i deputati, l’evoluzione delle tecniche di progettazione, i criteri e i moderni dispositivi per la dissipazione dell’energia sismica possono ridurre in modo significativo gli effetti dei terremoti. La complessità e il continuo progresso dei sistemi rende però necessario l’adeguamento della normativa vigente soprattutto in materia di competenze professionali di progettisti e collaudatori, ma anche sulla certificazione per il corretto utilizzo dei dispositivi.
 
L’aggiornamento delle tecniche renderebbe necessaria la sperimentazione dei nuovi sistemi secondo norme pensate appositamente. Ad esempio, come riportato da Benamati e Alessandri, per incentivare l’utilizzo dell’isolamento sismico, la legge italiana consente al progettista di considerare solo parzialmente la riduzione delle forze sismiche operata dal sistema. Ne consegue che una costruzione isolata con dispositivi  non perfettamente funzionanti potrebbe risultare meno sicura di una con fondazioni tradizionali.
 
Dato che il controllo finale spetta al collaudatore statico, i relatori hanno evidenziato che la normativa di settore si è evoluta in modo da non prevedere più, come accadeva in passato, che il collaudatore in corso d’opera sia un esperto del settore.
 
Benamati e Alessandri hanno infine lamentato l’assenza di prove dinamiche sui prototipi e la mancata integrazione di diversi metodi per la valutazione della pericolosità sismica.
 
Italia in linea con Bruxelles
Nella risposta fornita dal sottosegretario Mario Mantovani, il Governo ha precisato che secondo il Testo unico dell’edilizia, Dpr 380/2001, il collaudo statico deve essere eseguito da ingegneri o architetti, iscritti all’albo da almeno dieci anni, che non siano intervenuti nella progettazione.

Le NTC e i decreti applicativi chiariscono inoltre i compiti del collaudatore statico per le opere generali e per le costruzioni con isolamento e dissipazione.
 
Il quadro normativo attribuisce poi diverse responsabilità civili e penali al collaudatore, che avrebbe quindi tutto l’interesse a dotarsi delle competenze necessarie.
 
Per l’Esecutivo le NTC sono attente anche alla sicurezza per tutta la durata dell’opera. Tra gli elaborati progettuali prevedono infatti il piano di manutenzione della parte strutturale dell’opera.
 
In riferimento alla richiesta di istituzionalizzare le prove bidirezionali e tridirezionali, ha infine risposto che la prevalenza delle norme comunitarie sulla marcatura dei prodotti non consente l’approvazione di leggi nazionali che, imponendo prove aggiuntive, possano costituire una barriera per la circolazione delle merci.
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