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Edilportale Digital Forum, la terza giornata della fiera virtuale dell’edilizia
TECNOLOGIE Edilportale Digital Forum, la terza giornata della fiera virtuale dell’edilizia
NORMATIVA

I geometri tornano al cemento armato, dimensione unico limite

di Paola Mammarella

Tar Catania: Tecnici laureati per l’incolumità, sufficiente la sottoscrizione per presa visione invece della paternità del progetto

Vedi Aggiornamento del 04/09/2013
Commenti 33539
24/05/2011 – I geometri possono progettare edifici residenziali in cemento armato. L’importante è che siano di modeste dimensioni. Lo ha affermato la sezione di Catania del Tar Sicilia con la sentenza 1022/2011, che rompe con la scuola di pensiero della Cassazione.
 
Il Tribunale amministrativo ha anche chiarito il ruolo dei tecnici laureati. Ingegneri e architetti garantiscono la sicurezza e l’incolumità. Perché ciò sia possibile non è necessario che abbiano ideato il progetto. È infatti sufficiente la sottoscrizione per presa visione dell’esattezza dei calcoli statici delle strutture.
 
Il caso è stato sollevato da un geometra che, dopo aver presentato un progetto edilizio per la realizzazione di tre monolocali a uso abitativo su un terreno di sua proprietà, si è visto rifiutare la richiesta di nulla osta dall’ufficio del Genio civile. Che ha motivato il diniego con la non conformità degli elaborati progettuali perché non redatti e firmati da un tecnico laureato.
 
Il ricorso del geometra è stato accolto per una serie di motivi e cause contingenti.
 
Progettazione di edifici in cemento armato
Secondo precedenti pronunce del Tar Salerno (sentenza 9772/2010) e del Tar Catania (1253/2010), il geometra è sempre abilitato alla progettazione di modeste costruzioni civili, anche in cemento armato e precompresso. Il Consiglio di Stato tempo prima, con la sentenza 779/1998, ha affermato che l’unico limite alle competenza dei geometri sta nella dimensione degli edifici.
 
La legge 64/1974 stabilisce inoltre che ingegneri, architetti, geometri o periti edili iscritti nell'albo possono progettare costruzioni nei limiti delle rispettive competenze.
 
Per risalire a quelle dei geometri si può fare riferimento al R.D. 274/1929, che ne disciplina la figura professionale. La norma ammette esplicitamente il progetto, la direzione e la vigilanza di modeste costruzioni civili. Nel rispetto di questi limiti, un geometra può eseguire la progettazione anche in zona sismica.
 
Ai sensi del Testo unico dell’edilizia, Dpr 380/2001 la competenza dei geometri permane anche per le opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica.
 
I giudici amministrativi hanno affermato di non condividere la differente scuola di pensiero, affermatasi con le sentenze 17028/2006, 19292/2009 e 6402/2011 della Cassazione, che esclude il cemento armato dalla portata dei geometri. Una simile impostazione non terrebbe conto che le norme sulle costruzioni in cemento armato e in zona sismica fanno espresso riferimento alle competenze stabilite dall’ordinamento professionale dei geometri.
 
Sottoscrizione del tecnico laureato
Secondo il Genio civile, rappresentava un’anomalia il fatto che il progetto si componesse di diverse tavole tecnico/progettuali, alcune redatte da un ingegnere abilitato, come calcolo balcone, solaio, gradino scala, disegno armature, travi di fondazione, pilastri, disegno armature travi del 1° e unico impalcato, piante degli impalcati, armatura setti, armatura solaio, armatura gradino e armatura setti. Altre redatte direttamente dal geometra e sottoscritte per “presa visione” dall’ingegnere.
 
Il Tar ha fatto notare però che solo il progetto architettonico, concernente l’aspetto estetico, la collocazione spaziale e l’immagine dimensionale dell’edificio è stato redatto dal geometra, rimettendo comunque tutto l’elaborato alla supervisione di un ingegnere. Al contrario, tutte le altre tavole, definite “veri progetti strutturali”, sono state regolarmente redatte da un ingegnere. L’apporto ingegneristico risulta infatti prevalente, mentre, sottolineano i giudici, quello del geometra è secondario e “atecnico” dal momento che “si limita a definire l’aspetto esteriore dell’edificio”.

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Altri commenti
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SENTENZA

ARCHITETTO, LA STIMO TANTISSIMO, PERO MI LASCI DIRE CHE SE LEI SI SENTE COSI TANTO ILLUSTRE, ALLORA SI VADA A FARE OPERE ARCHITETTONICHE DOVE SEGNANO LA STORIA DELL'ARCHITETTURA CONTEMPORANEA. VISTO CHE SIETE PIù COMPETENTI, E VENITE ADDESTRATI A STUDIARE, DOVETE CREARE I GRATTACELI IN ITALIA QUELLI VOLANTI. LI SI CHE POSSO DIRE MI QUESTO ARCHITETTO HA I C. RENZO PIANO è UNO DI QUELLI CHE SI MERITA IL TITOLO CON TANTO DI LODE IL TITOLO NON è FARSI I SBORONI IL VOSTRO TITOLO è SE NE SETE CAPACI SEGNATE LA STORIA, ALTRIMENTI NON LAMENTATEVI E FATE LE COSE SEMPLICI, COSE CHE ALTRI HANNO GIA FATTO. I CALCOLI LI FA LA CALCOLATRICE COME DICE IL MIO PROF. ING, C.PINTA GLI ARCHITETTI ESCONO LA LINGUA PERCHE' ANNO IL COMPIUTER.

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maurizio geom.

.. aggiungo infine che le commissioni edilizie (dove sono ancora funzionanti) sono incompetenti (mi perdoni il gioco di parole) a dirimere le questioni dei competenza professionali. Devono solo essere di ausilio (non vincolante) all'Autorità comunale per questioni di inserimento ambientale ed estetica architettonica. Nulla di più. Purtroppo, nonostante ciò..... ma questo è un altro argomento ancora.

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maurizio geom.

Mi guarderò la sentenza. Ma se un geometra progetta un'opera che non può progettare, dev'essere il dirigente che la deve respingere (motivando il perchè). Poi qualunque cittadino (e quindi, anche un architetto), può prendere carta e penna e scrivere all'Ordine o, direttamente, all'autorità giudiziaria. Per quanto riguarda la Sicilia, che fa? Quando una sentenza è a favore degli architetti, il bandito è il geometra, se invece è a favore del geometra, il bandito è il Giudice? Così non va bene, caro architetto. Si ricordi che Sentenze le scrivono i Giudici e non i componenti delle Commissioni Edilizie. Primo perchè sono composte in maggioranza da persone portatrice di interessi di parte e contrapposti al geometra; secondo perchè i membri della stessa non hanno nessuna competenza specifica. Ho personalmente assistito ad una sena dove il rappresentante degli architetti avrebbe voluto respingere la pratica per la costruzione di una costruzione agricola ad un agronomo... proprio tutto al contrario: l'architetto che non può progettare costruzioni agricole che boccia il progetto a chi invece è titolato a farlo. Che dire allora quando vengono realizzate opere di urbanizzazione e costruzioni di altro genere che edilizia civile, ad esempio cimiteriali? Tutte le sentenze del mondo dicono che sono riservate ad altre figure professionali, eppure nessuno si è sognato di denunciare niente.

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architetto

guardi, legga la sentenza del TAR Abruzzo, ben circostanziata. altro che se i geometri in Italia non progettano di tutto! nei piccoli comuni sono pressochè sovrapposti ad architetti ed ingegneri e i tecnici comunali, come risaputo, spesso gepmetri soprattutto nei paesini, non vanno certo contro i colleghi, salvo denunce e processi promossi da arch e ing. Eviterei l'ultima sentenza del TAR della Sicilia perchè quella regione è in mano alle mafie e senza addentrarsi in discorsi complessi, le regioni del profondo sud italiane sono così disastrate sotto tutti i punti di vista, sono così profondamente impregnate di illegalità, che non vale neanche la pena di entrare nel merito. La famosa senatrice siciliana che aveva proposto di far esercitare i geometri anche nell'urbanistica, cioè... lasciamo perdere...

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maurizio geom.

Non so cosa accada nel resto d'Italia. Qui in Toscana non ho mai visto un geometra progettare una palazzina od un fabbricato di oltre due piani. Per quanto riguarda l'Estero, eviterei di addentrarsi troppo. Le dico solo due cose. La prima riguarda la Russia (da sempre decantata come paese all'avanguardia della ricerca scientifica), che ho già detto in un precedente post: all'università vi si accede a 16 anni, dopo il 3° anno di superiori. Un ingegnere russo è poco più di un perito italiano, per durata del corso di studi almeno. E' di appena ieri la notizia della morte del figlio di Togliatti: il "Corriere della Sera" riporta come egli studiò nell'(ex) URSS, conseguendo la laurea in ingegneria in un famoso ateneo sovietico. Tornato in Italia, si iscrisse al Politecnico di Torino, in ingegneria -dove- pur in possesso del titolo accademico non si laureò MAI (credo abbia dato pochissimi esami). Quindi questo conferma ciò che so. Se crede le cito amche l'esperienza di un mio amico olandese, pluribocciato all'Istituto Tecnico Buzzi di Prato, che ha invece conseguito la laurea (credo in Economia) nel suo Paese. Mi creda se le dico che è duro come un sasso. Quindi occorrerebbe vedere per bene, caso per caso.

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architetto

Credo che non ci sia disaccordo su questo. Anzi, tutte le ultime aperture del CNAPPC (consiglio naz architetti...) sono per mettersi attorno ad un tavolo. Però una questione non posso non sollevarla. Che i geometri "si limitino" o non vogliano progettare palazzine... beh, caro Maurizio, le assicuro che invece la "passi" è tutt'altra"! Veda la sentenza del TAR Abruzzo, per comprendere la questione è chiarissima. E' assolutamente indicativa perchè avviene regolarmente da decenni nelle provincie e nei piccoli comuni. Purtroppo nella maggior parte dei casi, nei piccoli comuni, che sono il grosso del territorio, gli uffici tecnici diretti da geometri, accettavano e spesso accettano tutt'oggi progetti a firma di geometri. Anche di palazzie e villette a schiera. Perchè proprio sull'ambiguità della locuzione "modesta costruzione" troppi geometri hanno sguazzato. Ci sono stati casi in cui sostenevano che progettare ad esempio un intero villaggio, era alla loro portata, in quanto "era insieme di modeste costruzioni". Beh, lascia di stucco. Perchè sappiamo bene che è l'opera nel complesso che non è modesta, perchè attiene sia alla progettazione architettonica, che a quella distributiva del tessuto micro-urbano, sia all'impianto urbanistico, a ricadute paesaggistiche, ecc. Perchè a quel punto sarebbe come suddividere un palazzo "per singoli piani", dicendo che ogni signolo piano è "modesto"... Purtroppo, caro Maurizio, ci sono geometri che sono pienamente fermi nella loro professione. Sono bravissimi tecnici che nelle loro competenze (che io ribadisco, "specifiche"), non sono secondi a nessuno. Però la "prassi", la norma è tutt'altra. Il grosso dei geometri, soprattutto quelli molto giovani, pretendono assurdamente, fuori da ogni logica e fino ad un certo punto ogni meritocrazia effettiva, di mettersi sullo stesso piano di architetti e ingegneri. E' esattamente così perchè affermano direttamente: ne sappiamo più noi. Ma di cosa? Siamo in Europa, comunque, le professioni si sono dovute armonizzare (è così per architetti ed ingegneri), bisogna che si definisca anche il geometra "italiano" perchè non è affatto quel mostro di sapere che ci raccontiamo noi in italia. ANZI, se vogliamo essere precisi, i corrispettivi esteri, sono estremamente più preparati tecnicamente da subito, appena diplomati, In quanto escono da scuole professionali e fanno moltissimo cantiere già diurante gli studi superiori. Glielo assicuro. E' gente che maneggia la statica e la tecnologia costruttiva, come il pane.

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maurizio geom.

E' chiaro che un geometra non può progettare come un architetto od un ingegnere: non ha le competenze per farlo. Non credo che un geometra ambisca a fare un progetto di un aeroporto o, più semplicemente di una palazzina. Dico cose ovvie: un architetto od un ingegnere hanno studiato materie a livello molto più profondo e, durante il corso di studi, hanno (almeno così dovrebbe essere) superato difficoltà che li hanno maturati sotto il profilo sia tecnico che (anche) personale. Detto questo, occorre pure dire che però un geometra non ha rubato niente ad iscriversi all'albo dopo la maturità e 2 anni di tirocinio. Lo consente la legge. Allora, per "elevare" la professione di questo tecnico "sfigato", non sarebbe il caso (senza aumentare le competenze, anzi, forse limitandole anche un pò in basso, ma finalmente definendole) di prevedere almeno la laurea triennale? Sennò tra dieci anni saremo ancora qui con gli stessi problemi e, se non lo saremo, sarà solo perchè avranno abolito gli ordini professionali. Intanto hanno abolito le tariffe (il bravo Bersani, che ha il coraggio anche di salire sui tetti delle facoltà), così ci sono persone che lavorano a tre lire. Noi sì che siamo dei "precari": occorre essere più uniti, questo penso.

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architetto

E' proprio quello che io e (credo) moltissimi altri tra architetti e ingegneri (se in buona fede) sosteniamo. Noi TUTTI, delle professioni tecniche relative all'architettura/progettazione, dovremmo regolare le rispettive competenze (non in senso protezionistico, visto che alle nostre professioni in quasi tutta Europa si accede tramite esame di stato, senza "numeri chiusi") al nostro interno. E stabilire, sull'esempio di ciò che succede dei paesi più moderni e funzionali, ciò che ognuno può fare. Certo che rimarrebbe una sorta di "gerarchia", cosa che alcuni geometri di buon senso capiscono ed altri, soprattutto quelli meno preparati, no: un diplomato NON PUO' avere le stesse competenze di un laureato. Per motivi che è stupido anche solo discutere. Infatti in nessun altro paese che non sia l'Italia, esiste la questione. A quel punto, tutti insieme, da tecnici UNICI competenti (di fatto e per formazione, ancor prima che legalmente) in materia progettuale/edilizia, dovremmo passare a fare -questa volta sì- i "nostri interessi" (che non significa alterare il mercato). In questo caso fare i nostri interessi di tecnici, nelle rispettive competenze, significherebbe una cosa sola, di buon senso e ovvia in tutto l'Occidente: che un mestiere lo fa INNANZITUTTO CHI HA I TITOLI, soprattutto se di rilevanza collettiva ed interesse generale come l'intervento sul territorio (architettura, urbanistica). E fare piazza pulita di improvvisati e speculatori in settori specialistici dove fanno solo danni, abbassando la qualità e creando sovrapprezzo mafioso a carico dei clienti. Il costo, noi tecnici lo sappiamo, spesso ormai non consiste nella "parcella" (che è l'unica cosa degna di essere pagata da un cliente), ma dai passaggi intermedi che arrecano sovrapprezzi per prestazioni inesistenti. Quali? agenti immobiliari che chiedono una sorta di "pizzo" per ogni pratica assegnata ad un professionista abilitato, ai notai che "girano" obbligatoriamente qualche pratica al proprio professionista "affiliato" (anche se inutile), e così via. E per il cliente questo è colpa dei "tecnici", non rendendosi conto che sono figure ESTERNE alla progettazione che mettono le mani su una grossa fetta dei costi che loro debbono sopportare. Immaginate se ogni dentista dovesse girare ad un avvocato il 50% della parcella per ogni paziente. O un medico ad un notaio...

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maurizio geom.

ve pubblicizzano (www.borsaimmobiliare.roma.it) agenti immobiliari per redigerle. E con tanto di tariffe minime obbligatorie (abolite anche alle professioni liberali)!!! Se vai a vedere nei ruoli istituiti presso le Camere di Commercio per i "periti ed esperti", vi compaiono esperti in "stime e valutazioni immobiliari". (Il "ruolo dei periti ed esperti" da tenere presso le Camere di Commercio provinciali fu originariamente istituito dall'art. 32 del R.D. 20/9/1934 n° 2011 e modificato dal Decreto Legislativo Luogotenenziale 21/9/1944 n° 315. Al comma 3 del medesimo, esso recitava " ..... tuttavia in nessun caso i consigli possono formare ruoli per attività professionali per le quali sussistano albi regolati da apposite disposizioni"). Allora le denunce di successione? certo tu le fai, ma sei più caro dei sindacati... per l'amor di Dio, nessuna polemica protezionistica, queste sono operazioni libere (non come le stime immobiliari), che chiunque può fare. Certo: solo che i CAAF, per ogni prestazione, prendono soldi dallo Stato. Cioè "noi" paghiamo i nostri concorrenti. Potrei andare all'infinito. Ma dove vogliamo andare? Agenzie immobiliari che pubblicizzano a titoli cubitali prestazioni professionali (catastali, edilizie, ecc.). Si dirà: ma non le fanno mica loro. Bene, da domani pubblicizzerò anch'io operazioni di chirurgia plastica. Tanto c'ho un amico medico chirurgo...

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maurizio geom.

Ritengo che l'unico modo per innalzare il livello scolastico sarebbe quello di vincolare l'accesso all'albo dei geometri al possesso di una laurea triennale in architettura od ingegneria (civile od edile). In alternativa, portare ad esaurimento il ruolo, ponendo giuste normative circa gli aspetti contributivi. Gli accordi non ci saranno mai, lo dico per esperienza diretta. Sono d'accordo con lei quando osteggia le società "miste": chi ha i danari ricatterebbe chi ha i titoli. Purtroppo qui in Italia (terzo mondo) può accadere. Vedete, mentre noi litighiamo sulle competenze, ci sono schiere di persone che ne prendono sempre più. Lungi da me voler dare addosso al più debole, le dico che nel settore da me più amato -le compravendite immobiliari- non lavoro praticamente più. Le stime? Le banche le fanno fare a quelli che non sollevano problemi, che compilano un foglio A/4 a risposta chiusa, come i quiz. Che non vanno a vedere se c'è l'abitabilità e -se non c'è- il perchè. Chiaro, chi non crea problemi.... poi basta firmare, magari per 200 €. lordi (100 netti). Il compromesso? Lo fanno gli agenti immobiliari: non importa se tu conosci cos'è una caparra confirmatoria o penitenziale, la differenze con un acconto prezzo o quella tra clausola sospensiva o risolutiva. Te devi fare la "relazione": così se magari il fabbricato è mezzo abusivo, non condonabile ma commericabile, tra dieci anni vengono da te a farti causa. Il notaio neanche li riceve (ha preso 5.000 €), l'agente immobiliare non è responsabile (ha preso 10.000 €).... e tu hai preso (se va bene) 800 €.. Le stime? costituiscono prestazione professionale di sole alcune categorie professionali e che sono riportate nei rispettivi regolamenti istitutivi (agronomi, arch. ing. geom.). Poi ti accordi che le fanno tutti e -addirittura- ci sono siti do

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architetto

Però non possiamo sorvolare su un aspetto che è la questione basilare: nel 95% dei casi, sono i geometri che "sconfinano", che di fatto progettano edifici che nè in Italia, nè all'estero, sono di competenza di tecnici diplomati non laureati. Non è una questione di dire "tanto le strutture me le timbra l'arch o l'ing". Perchè ovunque nel mondo, la paternità di un progetto, non è MAI della figura che per competenze non può gestire autonomamente tutte le componenti. E' una questione ovvia, che però troppi suoi colleghi non vogliono sentire. Ed anche i vostri presidenti locali e nazionali, "istigano" alle dispute legali, dicendo esplicitamente "fate, fate che poi in caso di problemi si fa causa". La questione di fondo è che ditte e grandi imprese premono con forza sempre maggiore sulla politica, per ottenere la "svolta" (la catastrofe, per l'italia) dell'abolizione di Ordini e Collegi. A quel punto un impresario avrebbe di fatto il controllo totale su tutti gli operatori, che potrebbero così essere direttamente sottoposti al "padrone" della ditta. Immaginate cosa sarebbe per l'architettura e la progettazione in genere... un inferno. Architetti e ingegneri finirebbero tutti da essere "terzi", quindi garanti della qualità delle opere nell'interesse collettivo innanzitutto e del committente poi, a "dipendenti", schiavi delle imprese di costruzione. Immaginate quale libertà ed autonomia di giudizio si potrebbe avere in una situaziuone del genere, dove magari un avvocato padrone di una grossa impresa, potrebbe imporre ai progettisti "o così o fuori". Sarebbe l'ultimo colpo alla qualità delle prestazioni professionali, e il Paradiso dell'Impresa. A quel punto nessuno potrebbe più bilanciare le imprese di costruzione che la farebbero (più di oggi, in modo inaudito), la parte di decisori unici ed incontestabili della pratica edificatoria. Tutti, architetti, ingegneri e geometri, dovremmo capire che è solo osservando le pratiche correnti dei paesi a noi confrontabili in Europa, dove l'edilizia e l'architettura è indiscutibilmente di maggiore qualità, che si può andare avanti.

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architetto

Però mi scusi, a quello che ha scritto (ed il tono che ha usato) in questi suoi ultimi post, io di certo non posso che rispondere che condivido quasi tutto. Adesso nei suoi post ha scritto cose di buon senso, che sono ciò che io (e molti miei colleghi archtietti) diciamo da sempre. Cioè che naturalmente non si possono "eliminare" i geometri, visto che sono figure che esistono (con nomi diverse e sfumature diverse) più o meno in tutti i paesi. Non è affatto questo ciò che "la mia parte" chiede. Noi chiediamo, e saremmo felicissimi, glielo assicuro, di operare entro limiti, competenze e regole chiare e condivise DA TUTTI. Un esempio pratico: credo che un architetto su 1000, come anche un ingegnere su 1000, pretende di fatto di fare catasto o "misurazioni" (intese come agrimensoria). Come nessuno si sogna di affermare che il geometra è "inutile" o addirittura "non indispensabile" in cantiere. E' una figura che in tutta Europa si occupa proprio di quello. E' spesso l'anello essenziale (ci sono paesi dove però lo fanno gli architetti), di coordinamento e gestione sul campo, quotidianamente, della cantieristica. Coordina ditte e lavorazioni, ecc, e verifica la rispondenza concreta al progetto in fase di esecuzione. Sotto la responsabilità dell'architetto responsabile del progetto. E come non condividere ciò che scrive sugli ingegneri laureati in "qualsiasicosa", che si lanciavano (soprattutto in passato col maledetto "albo unico degli ingegneri") nel campo edilizio non avendone NE' la formazione, nè la predisposizione, nè spesso la passione necessaria. Figuriamoci poi quando questi pozzi di scienza, magari chimici o aerospaziali, si mettevano a progettare edifici... Questa, geom Maurizio, è la realtà in cui tutti noi, architetti, ingegneri e geometri, ci confrontiamo quotidianamente. Come rileva lei, all'estero i progetti li fanno architetti e ingegneri (questi ultimi veramente come rarissime eccezioni).

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PARK

Allora direi di rendere possibile all'infermiere (oggi laureato), di operare a cuore aperto o all'odontotecnico di fare l'odontoiatra... Eresia? L'architetto non potrebbe progettare impianti industriali, l'ingegnere non potrebbe restaurare opere vincolate, il geometra ne'questo ne'quello, nonostante lustri di esperienza: però c'è un mondo da misurare ed accatastare... Bisognerebbe sì, riformare le professioni, ma non con il tipico buonismo italico: decidere una volta per tutte chi può fare cosa, come deve farlo e punire (RIGETTANDO LE PRATICHE!) chi non si attiene ai disposti.

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maurizio geom.

.... infine, se mi crede, le dico che le leggi che normano l'attività del geometra sono molto ampie:l'esempio sulla normativa dei periti edili è solo una piccola parte. Le nostre tariffe parlano di edifici pubblici, industrie, ecc.. Nessuno, sper, si sono è mai sognato di farlo. Che facciamo, eliminiamo i geometri? Sa che -anche volendo- ciò non sarebbe possibile. Credo che l'unica strada perseguibile sarebbe quella indicata. Se fosse stata percorsa già 20/30 anni fa, quando i vostri Ordini (ing. e archh.) vi si opponevano strenuamente, adesso di geometri ce ne sarebbero meno. Ci sarebbe solo qualche laureato triennale in attesa di concludere la laurea specialistica. Concludo dicendo che nel lavoro, ognuno dovrebbe fare quel che sa fare. Gli agronomi, allora che dovrebbero dire se un architetto progetta una stalla od una cantina agricola? Forse l'architetto ha studiato come si conserva una bottiglia di vino o l'altezza di un silos od i sistemi di allevamento del bestiame? Non so, forse dovremmo lasciare ai clienti ed alle amministrazioni decidere sulla qualità del progetto. O forse pensare ad essere più uniti, visto che gli ordini professionali vogliono pure abolirli. La saluto con cordialità.

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maurizio geom.

... è giusto che un ingegnere meccanico o chimico progetti un edificio? E' giusto che un geometra, il quale ha compiuto utti i passaggi richiesti dalle normative, venga vessato di continuo, offeso e vilipeso solo perchè non ha (quella) la laurea? Non è che uno debba essere per forza un architetto od ingegnere mancato. Personalmente ho fatto questa professione solo perchè disoccupato. Non è colpa dei geometri se la categoria non si è mai evoluta, mentre il resto del mondo, sì. Se legge un mio precedente post, si accorgerà di quel che penso. Solo i geometri sono così vessati. Si pensi ai ragionieri commercialisti od ai periti industriali: possono fare come i loro corrispondenti laureati. Eppure non mi pare siano attaccati come i geom.. Basterebbe fare una legge (come l'hanno fatta ai ragionieri, agli infermieri e finanche ai Carabinieri) che obbligasse al possesso di una laurea triennale, per fare questa professione. Ovviamente SENZA aumentare le competenze.

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maurizio geom.

Caro architetto, lei dimentica una cosa: che siamo in Italia. E qui - la maggior parte- siamo italiani. E ci governano altri italiani. Non che tutti siano banditi, certo. Ma molti, sì. Vige la regola del più furbo (disonesto). Lei parla dell'estero. Ma quando mi sono diplomato io, 30 anni fa, mica c'era l'UE. Che ne sapevo io e i poveri neo-diplomati delle competenze negli altri paesi europei? Non sono neppure chiare in Italia, figuriamoci se eravamo (almeno io) coscienti dei nostri pari grado in Francia o Germania... per quanto ne so e per quanto ho visto in giro per la vecchia Europa (nei cartelli dei cantieri), i progetti li fanno gli architetti e gli ingegneri. Però non sono molto ferrato, in materia. E' normale che i progetti li facciano gli architetti, non discuto questo. Però il discorso è ampio. Lei conosce i piani di studio di architettura in tutta Europa? Io conosco tanti miei amici laureati in questo settore che hanno dato un esame di statica, senza mai dare tecnica: allora possono progettare strutture? in Italia ogni università ha il proprio corso di studi; col proliferare dei corsi di laurea (e delle università) tutto è diventato più difficile. Certo, è giusto che sia un architetto a progettare e dirigere i lavori su edifici vincolati. Ha studiato (e bene) storia dell'architettura. E' giusto che un ingegnere (civile) rediga i calcoli strutturali, almeno sulle cose più complesse. Però in Italia -posso assicurarle- la norma consente agli ingegneri (tutti, non solo i civili o gli edili: anche i meccanici, biomedici o chimici) possono progettare ogni tipo di fabbricato, mentre gli architetti solo quelli civili. Le chiedo:

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architetto

naturalmente lei non fa minimo cenno alla situazione ESTERA, EUROPEA, in cui l'Italia si trova e di cui deve rispettare le regole. questa mi mancava: i periti industriali a progettare scuole, ospedali, case popolari... Dio ci salvi. per quanto riguarda ciò che possono progettare gli Architetti, la faccenda è chiara in tutto il mondo, Italia inclusa: tutto ciò che abbia attinenza con la progettazione architettonica. Una fabbrica secondo lei non è architettura??? siccome non ho intenzione di discutere dell'aria fritta, le segnalo solo un esempio: il museo Vitra. troverà che tutti i padiglioni delle fabbriche e degli uffici, sono TUTTI, naturalmente, come è NORMALE all'estero, sono progettati da architetti. cosa ben diversa, naturalmente, e su questo non c'è polemica, sono gli impianti industriali che sono competenza esclusiva degli ingegneri. Così come, naturalmente, sono di competenza esclusiva degli architetti TUTTI gli edifici storici o vincolati. E quanti geometri, mettono mano agli edifici nelle zone vincolate? glielo dico io: E' LA NORMA. perchè accade anche che "rifacciano" gli intonaci di edifici storici in muratura, con miscele cementizie che sarebbero mal sopportate anche da moderni edifici con struttura in c.a. O tetti in legno di edifici sempre storici, che vengono DILANIATI da tecnici diplomati, che non hanno IDEA di ciò che vanno a combinare. E magari li ricostruiscono interamente in laterocemento. E gli edifici, in piedi da secoli, sottoposti a questo tipo di interventi, iniziano a subire danni irreparabili. Facciate sottoposte ad azioni di ribaltamento e tutti a bocca a perta a non capire come mai accada... tagli di murature con riduzioni folli delle sezioni portanti, e inserimento di cordolature e di solettoni in cemento che al primo movimento tellurico disintegreranno tutto l'edificio. insomma, caro Maurizio, mi risponda a questo, se le interessa: come mai fuori dall'Italia gli edifici li possono progettare di fatto SOLO gli architetti, e qui secondo lei persone che nulla sanno di progettazione, di urbanistica, di architettura, di storia, di stili, di sociologia, di statica e scienze, di restauro architettonico, di fondazioni complesse, e bla bla bla, invece potrebbero? e che siamo in situazioni emergenziali dove la pratica è di "sopravvivenza", come in africa, per cui è importante la prassi del saper cantierizzare "modeste costruzioni"?

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maurizio geom.

.... mi faccia aggiungere che quelli che protestano di più sono proprio gli architetti, che -secondo il loro regolamento del 1925- potrebbero progettare solo "costruzioni civili" ed invece ne progettano di ogni genere: agricole, artigianali, addirittura opere di urbanizzazione. Insomma: dal mobile alla fabbrica. Che dire poi del catasto senza aver mai dato un esame di topografia? o di redigere un contratto preliminare senza mai aver dato un esame di diritto civile? Che vuol farci: questa è l'Italia, caro "archietto", e Lei ne fa parte a pieno titolo.

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maurizio geom.

Vedo che all'"archietto", oltre alla "t", manca pure la conoscenza dei suoi più illustri colleghi: infatti Le Courbusier, per esempio, aveva la sola maturità. Lungi da me dal voler rappresentare questo esempio come la regola, dico soltanto che non corrisponde al vero che i geometri possano fare solo una capanna. Nel regolamento dei periti edili, infatti, emanato addirittura lo stesso giorno di quello dei geometri (11/2/1929 R.D. n° 275) ed appena dopo, viene utilizzata la stessa, identica, espressione "modeste costruzioni civili", che porta ad escludere in maniera tassativa (lo dicono alcune sentenze) che tale espressione possa avere nei due contesti normativi una valenza diversa. Eppure la L. 12/3/57 n° 146 (tariffe dei periti industriali edili), all'art. 19, include addirittura: B) Edifici industriali di importanza costruttiva corrente, scuole e ospedali di media importanza, case popolari, organismi costruttivi semplici in metallo e in gettate di conglomerato e ferro. C) Gli edifici di cui alla lettera B) quando siano di importanza maggiore, o costruzioni di carattere sportivo, edifici di abitazione civile e di commercio, villini, edifici pubblici, edifici di ritrovo pubblico. Come vede, caro "archietto", non sono i geometri a svolgere abusivamente la professione. Per quanto riguarda poi la cattiva architettura, questo andrebbe visto caso per caso. Le grandi costruzioni non le possono progettare i geometri, l'ha appena detto. Trovi una soluzione a questo problema, visto che noi geometri non abbiamo rubato niente: diploma, tirocinio ed esame di stato, come voleva la Legge. Se ci avessero detto: occorre la laurea, magari tanti di noi avrebbero rinunciato, chissà...

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archietto

Tralascio Stefano perchè naturalmente, siccome ha solo un diploma, non accetterà mai di essere (come in tutti i paesi occidentali) inferiore ad un tecnico laureato. Purtroppo è così. L'Italia è l'unico paese dove dei diplomati (tutti i geometri che scrivono qui, con diverse sfumature più o meno ragionevoli, fanno lo stesso gioco di lobby), possano anche solo pensare e sostenere che "la pratica è più importante". MA DE CHE??? provate a mettere il piedino fuori dall'Italia e andate a lavorare all'estero. Provate a trovare in Europa UN SOLO cliente che si rivolgerebbe ad un tecnico che ha una preparazione scolastica e che ha studiato fino a 18-19 anni. Progettare, a differenza di ciò che sostiene anche qualche laureato qui sul forum, non è "calcolare le strutture". Cioè, questo è tipico dell'ingegnere-pensiero. Progettare è sapere di ARCHITETTURA, sapere cosa si fa e perchè si fa, nel complesso. Sia dal punto di vista tecnico che culturale. Vi rendete conto che è questo il motivo per cui gli edifici italiani fanno schifo sotto tutti i punti di vista, in media? I geometri non dovrebbero progettare NULLA. Ma fare solo catasto e cantiere. Che sono le cose per cui basta anche (a livello teorico, pratica a parte) ciò che studiano loro. Stefano: ciò che scrivi è esattamente l'effetto di ciò che dico io. Lo schifo dell'Italia, il fatto che l'edilizia italiana sia la più scadente d'occidente è ciò che dici tu: "non paragoniamo gli altri paesi". perchè TU SAI che la situazione italiana è una ANOMALIA europea. Un diplomato è tale in tutta Europa. L'Europa (ma probabilmetne non lo sai per carenze culturali) è uno spazio di lavoro OMOGENEO. C'0è la libera circolazione. Quello che TU FAI OGGI IN ITALIA, VIOLANDO LA LEGGE "PER PRASSI" (cioè progettare ciò che non puoi, se lo fai), NON LO PUOI FARE DA NESSUNA PARTE OLTRE LE ALPI. Un diplomato la progettazione che non sia la casetta di campagna in mattoni, NON LA FA DA NESSUNA PARTE IN EUROPA. Studiate all'università e imparate. Mettere un mattone sopra l'altro, sono capaci tutti.

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maurizio geom.

Ammetto la mia ignoranza sul quel che si studia all'estero: so -ad esempio- che per diventare ingegnere, in Russia, occorrono 5 anni di università. Ma vi si accede a 16 anni (dopo la 3° superiore). Nella UE non so, ma dalle voci che ho sentito si studia meno che in Italia. Comunque la professione del geometra è stata regolamentata all'inizio del secolo scorso (1929): da allora non è mai stata elevata. Se un secolo fa la maturità non ce l'aveva quasi nessuno, adesso non conta più niente. Nel 1929 per fare il maresciallo dei Carabinieri bastava la 5° elementare, poi la 3° media. Dal 2000 occorre il diploma e si frequenta una scuola per prendere la laurea triennale. Idem per l'infermiere, il commercialista o l'agente immobiliare. Siamo da sempre una categoria vessata. Ricordo un disegno di Legge, di alcuni anni fa, che proponeva la laurea triennale per i geometri. Apriti cielo!!! Gli architetti e gli ingegneri, temendo un ampliamento delle competenze l'hanno osteggiata a più non posso. Eppure avrebbe avuto un duplice effetto: elevare la categoria e sbarrare l'accesso ai troppi superficiali. Se valesse quello che dicono gli architetti (cioè che un geometra non può fare una costruzione), non esisterebbe nè il RD 274/29 nè le tariffe (L. 144/49). Le Leggi non chiare vanno a sfavore di noi geometri perchè ci rendono ricattabili. Personalmente ritengo poi che, nel caso in esame, il collega abbia fatto quel che doveva fare: progettare un edificio modesto e lasciare la parte strutturale ad un ingegnere. Sennò non avrebbe dovuto fare ... niente.

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Giuseppe

leggendo attentamente alcune delle vostre dichiarazioni, trovo che sia assurdo trovare dei bambini laureati litigare con le competenze dei bambini Geometri!! Vorrei farvi notare un paio di cose: La prima in assoluto è questa, un tizio studia lo scentifico, perchè adolescente non sa che pesci prendere, e successivamente opta per architettura all'università!!!! NON SARA' FORSE UN GEOMETRA CHE PROSEGUENDO IL SUO PERCORSO, HA PERFEZIONATO UN'ITER ALL'ECCELLENZA, TANTO DA PREVALERE SULL'ALTRO??? ( personalmente abolirei il primo caso) Il secondo punto invece riguarda il lavoro pratico, tutti voi sapete benissimo che spesso l'esperienza la fa da padrona, infatti un buon costruttore con una buona esperienza potrebbe realizzare un'edificio senza alcuna progettazione a seguito, ma ripeto un buon costruttore con una buona esperienza. LA COSA GRAVE QUAL'E'??? E' CHE SINO AD OGGI I COSTRUTTORI HANNO REALIZZATO EDIFICI SOPRATTUTTO DI PICCOLE DIMENZIONI, COME VILLE UNI O BIFAMILIARI SINO A TRE 4 PIANI MEDIAMENTE, E POI AL CONDONO HANNO SPIEGATO AL GEOMENTRA, E NON AL''ARCHITETTO O INGEGNERE QUEL CHE HANNO FATTO PER POTER PROCEDERE ALLA REGOLARIZZAZIONE!!!!! Comunque ce ne sarebbe da dire fidatevi...!!! e se devo schierarmi, sono per i geometri!!!! anche perchè se vai dall'architetto, il suo geometra di fiducia realizza la tua richiesta, lui la firma, se ne prende i meriti il denaro. Per concludere, credo sia giusto che ognuno abbia le sue limitazioni, ma proporzionate all'esperienza ed alla provenienza! Perchè non esiste che dopo aver raggiunto la maturità da Geometra magari proseguendo per la laurea di Architetto, 15 anni di esperienza alle spalle, arriva "pincopallo" con scentifico e laurea, 24, 25 ma anche 30 anni senza alcuna esperienza, e chiamarti collega!!!! o ancor peggio che tu Geometra con ventanni di esperienza alle spalle, cantieri e magari anche perito di tribunale ecc., sentirti diri vai da quell'architetto appena citato sopra e fatti convalidare il tuo lavoro!

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Lorenzo

Le modeste entità sono come al solito un concetto oscuro. Per quanto mi riguarda, con tutto rispetto, l'esperienza di un geometra sarebbe un gran supporto in diversi campi, ma questa non può colmare le ovvie carenze di teoria strutturale. Oggigiorno progettare è complesso anche per un edificio semplice con peculiarità che un geometra non è in grado di gestire (partendo dall'utilizzo di codici di calcolo). Non credo nemmeno che possa avere le basi per una sensibilità urbanistica come un architetto. Io come ingenere non mi permetterei mai di farlo, così come un architetto sarebbe un pazzo a fare strutture così come un geometra non dovrebbe fare nessuna delle due. Personalmente sono già limitanti le lauree triennali che abolirei subito. I geometri hanno goduto di privilegi enormi facendo le solo le scuole superiori. Adesso sarebbe ora di voltare pagina....

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angelo

ricordo a tutti che fino ad oggi le grandi aziende di progettazione e costruzioni vedi Enel-Eni-solai prefabbricati, precompressi,hanno nel loro organico fior di geometri, che hanno grandi competenze es esperienze nella progettazione, calcolo e direzione di grosse opere edilizie, Sta' tutto nella professionalità di ognuno di sapere se fare o non fare un calcolo statico o dinamico di una opera.

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Stefano

Caro Architetto INFORMATI prima di Parlare, quello che ti ho detto è la REALTA' in un paese come l'Ingilterra. Non so dirti se un Geometra Italiano ha lestesse professionalità di un bachelor tecnico come ti ho spegato ma la tua arroganza e maleducazione è intollerabile. come ti ho detto SEI LA VERGOGNA DELLA TIA CATEGORIA

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filippo

sono un vecchio geometra con 50 anni di professione e mi sono reso conto che tutti hanno ragione, ma se guardiamo le competenze di ciascuno , c'è una invasione di campo tra le diverse professioni. L' urbanista fa frazionamenti, accatastamenti , tabelle millesimali etc, L'architetto fa calcoli strutturali, frazionamenti, perizie etc. Al geometra cosa resta da fare??? In Italia occorre mettere paletti a ciascuna professione e specializzazione. Forse il diploma di geometra potrà servire a qualcosa.

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architetto

Un diplomato ha conoscenze INFERIORI a qualsiasi laureato in materie tecniche. Punto. Quindi è un professionista di GRADO INFERIORE. Usate tante storielle e giri di parole, per affermare una cosa che è invece chiarissima: volete dire che geometri e perito più o meno, con la pratica, ottengono competenze di fatto a quelle di laureati (arch e ing). Balle. Il sapere scientifico si acquisisce con lo studio scientifico. Alle superiori non si fa studio scientifico ma al massimo professionale. Quindi mancate, come i colleghi esteri a cui non è consentito di mettere mano ad alcunchè che non sia cantiere e modeste costruzioni (la casetta di campagna che vedete nei tipici paesi del panorama europeo). Il resto, la progettazione architettonica, paesistica, strutturale, infrastrutturale, di case, palazzi e palazzine, ville e villette appena più articolate, misei, scuole, edifici vincolati, lottizzazioni, ecc, ALL'ESTERO NESSUNO E' COSI' IGNORANTE E PAZZO DA AFFIDARLE A UN DIPLOMATO. Sono TUTTE situazioni in cui è richiesto un ARCHITETTO (laureato) e solo in alcuni paesi -perchè in molti nessuno fa fare progettazione architettonica ad uno strutturista o impiantista- un INGENGERE (laureato come l'architetto). In Italia la pura verità è che nei decenni una lobby enorme di palazzinari e di ditte in mano ai geometri, nell'ignoranza e la devastazione paesistica e urbanistica della provincia italiana, grazie alla complicità di tanti diplomati (geometri) dentro gli uffici tecnici comunali, ha fatto sì che si instaurasse una ERRATA e ILLEGALE prassi di "far passare tutti o quasi i progetti dei geometri". Il geomtra non può fan NULLA che vada oltre la modesta entità. Punto. E già da una villa su più piani, non si può più parlare di modesta entità. Così è in Europa, così, per modernizzare l'ITALIA, DEVE essere e dovrà essere anche in Italia. E così sarà. In un modo o nell'altro perchè saremo (fortunatamente), OBBLIGATI. Poi che TAR scrivano sentenze che non hanno capo nè coda perchè chi scrive le sentenze nel merito, con tutta evidenza non ha alcuna competenza in materia progettuale e tecnica e non si prende la briga di ascoltare le parti e consulenti esperti, è un altro discorso. In Italia basta che un giudice abbia il suocero geometra e la sentenza ha una piega. Se è architetto o ingegnere, il giudice dice l'esatto contrario. Prendete il TAR abruzzo. Ha detto l'esattissimo contrario. Siamo un paese buffone. Dobbiamo solo COPIARE gli altri paesi. Altro che "specificità italiana". L'unica specificità italiana è la mafia.

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architetto

il geometra o perito italiano è superiore al triennale estero? ma finitela di raccontare IDIOZIE. Figure paragonabili a quelle del geometra esistono eccome! In Francia, in Germania, in Austria e così via. La dovete smettere, istigati dai vostri presidenti di raccontare FESSERIE basate sull'ignoranza (non di chi le racconta, ma dei cittadini che leggono e ascoltano). Il GEOMETRA ITALIANO, è un SEMPLICE DIPLOMATO CHE MANCA COMPLETAMENTE DI ISTRUZIONE DI GRADO UNIVERSITARIO (CHE SIGNIFICA SAPERE SCIENTIFICO-CULTURALE E NON DI PRASSI PROFESSIONALE) . Siete degli ingoranti che si raccontano balle tra loro nella speranza di mantenere un orticello in cui NESSUNO AL DI FUORI DELL'ITALIA, si sogna di far muovere dei DIPLOMATI. Persone degnissime, ma che hanno SMESSO DI STUDIARE A 18-19 ANNI. Il geometra italiano non ca un cavolo di ciò che sa un triennale stero. Finitela e andate a studiare.

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Stefano

Non è possibile fare paragoni con i "Diplomati" in tutto il resto d’Europa, nessun ordinamento scolastico prevede l’equivalente del perito industriale, del geometra o del ragioniere, ma solo del professionale. Questo tipo di studi vengono generalmente delegati al triennio universitario. In pratica, il titolo italiano di geometra o perito è, di fatto, superiore a quello di un triennale estero (nella mole di studi), per esempio un perito in Italia studia a scuola per 36 ore settimanali, 6 giorni a settimana per 5 anni, mentre un diplomato europeo ad esempio studia 4/5 ore al giorno per 5 giorni a settimana per 4 anni (visto che le scuole medie all’estero durano quasi ovunque un anno in più), ci vogliono circa 3000 ore in più per prendere il diploma in Italia, di cui gran parte sono ore di laboratorio. Perciò all’estero, per stare al passo, hanno inventato il bachelor tecnico (triennio universitario) che di fatto copre le 3000 ore di studio in meno che hanno fatto alle superiori, In realtà, quello che si intuisce da quest’ultima considerazione sulla storia degli ingegneri tecnici ( bachelor tecnico) è che all’estero la laurea triennale serviva per sopperire al fatto che il diploma di maturità è solo “culturale” (un po’ come il classico da noi, con la differenza che all’estero non fanno greco). Poi, per imparare una professione, bisognava studiare per un altro triennio universitario con specializzazione tecnica, in modo da diventare come i nostri geometri, periti o ragionieri. DETTO QUESTO NON PARAGONIAMO PIU' I DIPLOMATI DEGLI ALTRI PAESI PER FAVORE.

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maurizio geom.

Caro Max, qui non siamo in Francia od in Germania. Le competenze del geometra sono state regolamentate da una Legge del 1929 ed in base a quella le persone hanno deciso di fare quella professione...non è che sono andati a vedere le normative spagnole.

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Max Lusetti

La figura del Geometra di solito in Francia - Inghilterra e paesi di lingua anglosassone - Spagna (Grecia non so) è una figura professionale specifica che si occupa di rilievi, coordinamento dei lavori in fase esecutiva e della contabilità dei lavori sia in cantiere, sia in fase di progetto. Basterebbe adeguarsi a queste che sono le cose per cui la formazione scolastica è predisposta per essere in linea con quello che accade ovunque e non complicarci la vita. Architettura e Strutture sono cose diverse dall'edilizia e per saperle fare bene non bastano già le lauree specifiche e serve oltre all'esperienza anche molta sensibilità e predisposizione. Se il Geometra sa già progettare potrà sicuramente in breve tempo superare gli esami previsti dai corsi universitari per accedere alla progettazione.

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ADLT

questa sentenza definisce un modo di operare del geometra che ormai è consolidato da non pochi decenni. Finalmente un minimo di giustizia. ABOLIZIONE DEL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO. SAPER FARE - SAPER FARE - SAPER FARE.....

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MD

Sarebbe auspicabile che le competenze professionali fossero certicate da accreditamenti. Il tema della formazione professionale sarà determinante non soltanto per il destino professionale individuale, ma anche nell’evoluzione funzionale dei sistemi di rappresentanza delle professioni. Il ruolo degli Ordini Professionali sarà in gran parte determinato dalla loro partecipazione attiva nei complessi processi di formazione continua, con introduzioni di specializzazioni raggiunte con precisi ed impegnativi percorsi di aggiornamento e validazione dei risultati raggiunti. Si auspica che la riforma delle professioni possa fare chiarezza e non possa concedere ad un edile di fare l'aereonautico e ad un elettronico di fare l'edile. Purtroppo di "Leonardi" ne nascono sempre meno!

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maurizio geom.

... non è che uno governo -tout court- possa eliminare una categoria professionale: sarebbe bastato obbligare i geometri a prendere una laurea triennale nella classe di ingegneria od architettura e definire -una volta per tutte- le competenze. I ragionieri, ad es., da sempre hanno le competenze dei dott.; lo stesso i periti con gli ing. (o quasi). Purtroppo sono normative obsolete, bastava avere il coraggio di cambiarle, invece di fare tutto questo casino. In Italia, invece, contano solo le lobbyes... comunque è anche assurdo che un ingegnere chimico possa progettare un edificio senza aver mai fatto un disegno di una casa durante il proprio corso di studi...

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maurizio geom.

Scusate, dov'è lo scandalo?Questo geom. ha progettato un edificio "modesto" ed ha fatto fare la pratica antisismica ad un ingegnere.Il nostro ordinamento non esclude (lett. m) la possibilità di utilizzare il c.a. e, comunque, il collega ha fatto solo l'architettonico. In caso contrario cosa potremmo progettare? D'altra parte i cd. "laureati" si sono sempre opposti a che, per iscriversi all'albo dei geometri ci volesse una laurea: questo avrebbe risolto i problemi. D'altronde, per fare un esempio, adesso per fare il maresciallo occorre una laurea triennale; dal 2000 bastava un diploma; ai miei tempi (anni '80), la terza media; prima ancora la 5° elementare....siamo da sempre osteggiati

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lelone

Per me potresti anche farlo! Se poi crepa qualcuno ci va di mezzo chi ti ha messo la firma. Dovete piantarla di fare 'sti esempi del c..... Idioti!

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lelone

Se l'ingegnere non è pirla e sa fare il suo mestiere, il condominio non crolla. Se uno come te è in grado di eseguire un progetto architettonico tenendo conto di tutte le normative nazionali e locali, benvenuto! Sei un geometra!

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sal

Allora a questo punto mi chiedo!?! A che serve la figura del geometra? Ognuno di noi potrebbe farsi il progettino (architettonico) di casa o che ne sò della palazzina condominiale dove poi andrebbe ad abitare. L'importante che ci sia la presa visione dell'ingegnere. Mi sembra una castroneria.

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Roberto

ma volevo sapere ma avete un età avanzata? siete ridicoli ma vedete i discorsi che fate ( sono meglio io perchè sono ingegniere e sono laureato l'alro risponde io sono un geometra ma capisco meglio di un ingegniere ) poi succede qualcosa fate a scarica barili ma lo sapete cosa dovete fare col vostro pezzo di carta? voi oggi non siete neanche un unghia del piede degli ingegnieri architetti e geometri dei secoli passati. siete solo dei buffoni e dei presuntuosi e si vede con le vostre costruzioni moderne.

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piuerangelo

Sono geometra ed ingegnere libero professionista. La sentenza riconosce la competenza alla progettazione ARCHITETTONICA di fabbricati di modeste dimensioni anche con strutture in c.a. e NON la progettazione delle strutture. Nel mio lavoro non ho quasi sempre calcolato strutture su progetto architettonico di geometri che normalmente non hanno la minima idea del comportamento globale di un edificio sotto l'azione di forze sismiche e tantomeno conoscono le disposizioni regolamentari sugli edifici in zona sismica. Aggiungo di più: avete mai visto calcolare un edificio in muratura secondo il D.M. in vigore dal 1987 ???? Ricordiamoci che ore è da applicare il D.M. 14/09/2005 con le relative integrazioni (nuove norme tecniche sulle costruzioni). A CIASCUNO IL SUO MESTIERE.

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Geometra

salve, sono un geometra non iscritto all'albo e lavoro con numerosi ingegneri nel campo delle costruzioni industriali, vi posso assicurare per esperienza diretta che un buon 30% dei laureati con cui collaboro non hanno le capacita' non solo di calcolare delle strutture ma nemmeno di eseguire una progettazione di base (posizionamenti, layout ecc.) e ad alcuni di loro io non darei da progettare nemmeno un pollaio...

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antonio pezzuto

diciamoci che la casa dello studente caduta durante il terremoto era regolarmente progettata e collaudata da tre ingegneri con tantissimi pacchi di calcoli. diciamo che da geometra penso che anche gli ingegneri hanno ragione su alcuni punti. Penso che tutta la normativa inventata dalla lobbi degli ingegneri per aumentare il lavoro sia una schifezza che di fatto favorirà l'abusismo edilizio e che sta aumentandi i costi per il commitente. bisogna uniformare le professioni abolire albi e collegi e parliamoci chiaro i geometri con esperienza decennale o ventennale pensiamo che valgano meno di un laurato ???? poi ricordiamo ai laureati di fare pulizia tra di loro per trovarsi il lavoro..... ad esempio blocchiamo il doppio lavoro a i laureati che insegnano !!!!!!!

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LUCA

Io progetto impianti, non edifici, sono perito elettrotecnico. Ma la storia è la stessa. Arriva sempre qualche Lauretao di turno (la minoranza per fortuna) che vantando poteri sovrannaturali deve dire al mondo che solo con la Laurea si riesce a progettare qualcosa di intelligente. Ma perchè bisogna screditare i colleghi per alzare il proprio livello e cercare attenzioni? Ma perchè da secoli diplomati in genere esercitano egregiamente alcune professioni, ed ora dovrebbero smettere secondo voi Laureati? Ma perchè vantate di essere in grado di progettare strutture faraoniche, poi ve la prendete con un diplomato che, secondo voi, non ha le competenze per piantare un chiodo nel muro per appendervi un quadro? Prendetevela con le riforme dell'istruzione, se non avete lavoro, se siete in troppi o se ogni hanno vengono sfornati più ingegneri che panini, non è colpa dei diplomati.

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Osvaldo

Certo che metà dei commenti mostrano come non avete letto nulla, o, peggio, non avete capito nulla! Continuate a commentare come se l'ing. avesse solo fatto da verificatore. Mi chiedo come potete avere in mano un pezzo di carta che attesti una professionalità, se siete così superficiali da commentare senza nemmeno aver capito di cosa state commentando.

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luigi

io non sono geometra, nè ingegnere, nè architetto. per farmi casa mi sono affidato ad un geometra per l'architettonico e ad un ingegnere per lo strutturale,come si è sempre fatto e come sottolinea la stesso tar. dove nasce la polemica???

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PS

Banalmente mi viene da evidenziare un'aspetto della sentenza....il TAR siciliano stabilisce la competenza per la VERIFICA STATICA.....ma in zona sismica (ormai ovunque) non dovrebbe essere obbligatoria la VERIFICA DINAMICA (quantomeno orizzontale)???

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Matteo ing.

Tra i nuovi adepti, c'è chi mi dice come si calcola un puntonesoggetto a pressoflessione deviata? E' possibile calcolarla con il principio del lavori virtuali? Saluti e buon Franciosi a tutti, magari anche buon Terzaghi.

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Roberto

Per presa visione non significa niente. Se i calcoli li fa un ingegnere li firma lui anche se la testata del progetto è di un geometra. Dove in questo caso, ovviamente, è lui che ha trovato il cliente ed è lui che ha fatto l'architettonico. Per quanto riguarda il software usato senza capire quello che si sta facendo ho riscontrato che è vero. Ma purtroppo è vero anche per gli architetti e ingegneri. Il che è tutto dire. Al Genio Civile ci sono moltissimi casi che i geometri controllori trovano assurdità nelle pratiche dei LLLLaureati. Se il mercato si rivolge ai geometri è perché questi sono ruspanti ed altre presunte sconcezze? Può darsi. Ma il fatto che pochissimi si rivolgono ai grandi AAAAArchitetti mi offenderebbe molto di più. Buon mercato a tutti!

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Mauro

Sono laureato in architettura. Fatta la premessa. Nel merito: evviva questa sentenza, finalmente è chiaro a tutti che l'Italia è un paese arretrato, ancorato al sottosviluppo permanente voluto dalle corporazioni che lo dominano. E' stato riconosciuto che gli studi universitari servono solo a formare dei controllori del lavoro altrui, che la gggente apprezza e vuole il tecnico ruspante, che ha studiato sul bignami dell'architettura, dell'urbanistica, dell'ingegneria ma che in compenso le darà quel che vuole a prezzi di saldo. Di fatto questa sentenza è iuna resa alla assoluta mancanza di volontà di perseguire l'esercizio abusivo della professione. Ma ben gli sta a quei colleghi architetti e ingegneri che firmano i piani attuativi redatti dai geometri, che appongono il loro riverito visto sui calcoli statici fatti dal software che il geometra ha installato senza capire neanche troppo bene quel che il programma fa. W il terzo mondo, W il pressapochismo, W l'arte di arrangiarsi. This is Italy, this are Italians. F.O.!

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marotto

gli iunior che dovrebbero dire? laureati con esami di statica/meccanica... sono equiparati ai geometri? mahh

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luca ricottini

Alla base c'è sempre un senso di autodisciplina. Io sono Geometra (iscritto al Collegio dal 1983) e architetto (iscritto all'ordine dal 2001). Nel mio bagaglio professionale la laurea è stata importante. Chi nega che lo studio serva, o non sa quello che dice o è in malafede. E poi c'è la professione, i lunghi anni passati a specializzarsi in qualche zona delle tante possibilità che la professione consente. Serve un'abilitazione e un'autodisciplina. E poi è la committenza che sceglie nel libero mercato. Che , a dirla tutta, tanto libero non è...

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toni.zeta

Sono un infermiere e forse andrò in sicilia per aprire uno studio medico perchè sono daccordo con un medico laureato che mi firma "PER PRESA VISIONE" diagnosi, prescrizioni, ricette e quant'altro. Posso farlo su tutto il territorio nazionale? O sarebbe più redditizio, con un'Agenzia Immobiliare, stipulare le vendite degli immobili? Tanto un notaio che mi firma "PER PRESA VISIONE" lo trovo. O no?!! Altri esempi? Fate voi.

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Geom. Emanuele Mezzasalma

"Trovarsi" i clienti è un arte, indipendentemente dalla professione, arride a fiorai e ad amministratori delegati, fortunato chi ne è padrone. Sapersi vendere bene è difficile. Io parlavo in meriti assoluti. Mediamente, infatti, un titolo universitario è superiore al nostro. Detto questo, è normale vi siano geom. con abilità eccezionali che vi costruiscono sopra il proprio successo professionale. Questo, però, è vero per tutte le professioni. Vi sono tanti chirurghi, qualcuno di loro ha fama internazionale, non significa che tutti i chirurghi, indistintamente, siano riconosciuti universalmente dei luminari. La laurea in architettura non fa diventare dei Renzo Piano tout court, ma ne darebbe la possibilità a chi possiede doti particolari. D'ogni buon conto, non mi pare esistano geometri italiani che abbiano la visibilità dei grandi architetti internazionali. Esiste, dunque, un problema di cabotaggio dovuto alle conoscenze acquisite e, soprattutto, alle esperienze conseguite. Non sono autolesionista, penso solamente che il geom. debba fare quello che sa fare. La progettazione di edifici rientra nelle nostre doti. Architetti ed ingegneri, infine, non mi pare siano ancora così lontani dalla gente. Sono ovunque, almeno nelle mie zone, e fanno una concorrenza spietata persino per le pratiche catastali.

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Roberto

Ma è soprattutto quello che trova i clienti. Di architetti e ingegneri alla "gente" non gliene po fregà de meno... Stanno lontano anni luce dai bisogni delle famiglie e tolti i calcoli strutturali di una certa complessità per il resto può fare tutto il tanto vituperato e famigerato "geometra". Una buona giornata!!!

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Geom. Emanuele Mezzasalma

Leggo che molti laureati sono delusi. Si sentono defraudati di anni tremendi dedicati allo studio. Ho fatto anch'io architettura al PoliMi per qualche anno. Smisi per mancanza di fondi, di tempo e di voglia. E' una facoltà impegnativa, sotto tutti i punti di vista, e non è così da meno d'ingegneria. Certo, ingegneria è tostissima! Qualche architetto pensa che il geometra abbia la stessa capacità di concepire e modificare la materia? Qualche ingegnere crede che il geometra abbia la medesima capacità di calcolo e di conoscenze? Il geometra dispone del sapere sufficiente per fare quello che sa fare. Continuate a fare studiare i vostri figli: la cultura è la cosa più importante. Un geometra ragiona da geometra con la visione del geometra con relativo limitato bagaglio culturale. I committenti sanno benissimo a chi si rivolgono e, quando non lo sapessero, nel dubbio, sceglieranno sempre un tecnico laureato. Tanto, oramai, facciamo tutti parcelle da fame! I settori nei quali i geometri eccellono non sono certo quelli legati alla progettazione. Tuttavia, questa affascinante attività, non può prescindere la professione di geometra. Perché il geometra è estimatore, è perito, ha conoscenza approfondita della cantieristica, è tecnico catastale per eccellenza, si occupa di sicurezza, è certificatore energetico ecc. Cioè a dire, chi conosce a fondo tutte queste cose, non può esimersi dal progettarle.

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PEPPE - INGEGNERE

sembra che questo nuovo orientamento vada nel verso giusto: infatti c'è supervisione del tecnico laureato, anche se solo sullo strutturale. Ma il problema è un'altro, qualcuno afferma che anche l'architettonico dovrebee essere supervisionato, estremizzando la razio. Credo invece che fintanto non metterano questo bendetto picchetto, o come dicono gli amici geometri, un termine lapideo, sarà un continuo scapigliarsi e spreco di risorse economiche (le cause costano!). Incrociamo le dita e aspettiamo che i nostri cervelloni che "il terzo ciel muovono" riescano ad elaborare una linea guida che tolga i dubbi a tutti e ci dicano......come dobbiamo morire! PS: attenzione quando dite che gli architetti non capiscono una mazza! ricordo agli amici Geometri che gli stessi devono sostenere degli esami di progettazione strutturale, vogliamo dire che non si spingono fino alla ricerca del bosone X, ma sono pur degli esami strutturali e quindi rispettiamo le competenze, tanto poi se non la progettiamo mai una struttura, dico nella realta quotidina, siamo tutti ignorati, Ingegneri compresi e lo dico per esperienza vissuta. Un saluto a tutti e incazziamo ci meno e pensiamo a fare meglio quel poco che fà parte del nostro bagaglio culurale......bisogna studiare sempre, aggiornarsi, la LAUREA E SOLO L'INIZIO DI UN LUNGO PERCORSO PROFESSIONALE!

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Riccardo

LEGGETE BENE TUTTI PER CORTESIA Ho letto con attenzione l'articolo, come riportava Giulio Passarini nessuno mette in dubbio la competenza dell'ingegnere; anzi si sottolinea che in ogni caso anche nella modesta entità il progetto strutturale deve essere firmato da un laureato. Proprio qui vorrei soffermarmi, quanti architetti firmano cementi armati, legge 10 e quant'altro avendo praticamente le stesse basi dei geometri? Guardacaso nessuno ha mai detto niente su questo argomento. La verità è che siam sempre piu tecnici con sempre meno progettazione, quindi anche la realizzazione di una bifamiliare o similare fa gola ormai a tutti!! Ergo, non attaccatevi alla scusa della laurea per avere l'esclusiva del progetto architettonico di cui sopra!

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Giulio Passarini

Come già detto, da Ingegnere ho serie difficoltà a capire dove sia il problema della sentenza. Primo: il Geom. ha chiesto ad un Ing. di controfirmare e quindi quantomeno di controllargli i conti. Quindi il Geom, non ha de facto firmato lo strutturale. Secondo: tutta questa chiacchera da bar non toglie ne toglierà mai lavoro ad un Ingegnere. Terzo, e lo dico quasi a difesa dei geometri, non confondiamo l'amor proprio o la superbia o l'orgoglio con quella che è la Professione di Ingegnere. Quest'ultima non viene messa in discussione da nessuno, tanto meno da una sentenza dove in sostanza un geom chiede all'ing di guardargli i conti. E per inciso l'Ing poteva rifiutarsi. Facendo un'iperbole, allora un Ing. non dovrebbe firmare lo0 strutturale per una Committenza che gli da direttamente l'architettonico perchè il Cliente che ne sa di architettura? Su non scherziamo. L'ing. prende i soldi tanto dalla Committenza quanto dal Geom che gli ha chiesto i conti, tutto qui. Colleghi Ingegneri ed Architetti state tranquilli che in sostanza non è accaduto nulla.

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travicello

Nell'ordinamento ing/arc. non c'e' scritto che possone redigere p.a.t.. Eppure lo fanno.

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mario

Nel Paese del bunga bunga c'è da aspettarsi questo ed altro purtroppo...ognuno fà come gli pare, senza regole chiare (vedi " strutture di modesta entità") e pasticciando con sentenze varie un quadro normativo già confusionario di suo oltre che obsoleto. La mia non vuole essere una sterile polemica, bensì un'amara constatazione...in fondo basterebbe che ognuno facesse, possibilmente bene, il suo mestiere. L'unica domanda che mi faccio a questo punto è: "perchè non chiudono tutte le facoltà di ingegneria ed architettura?" - almeno la finiremmo con queste buffonate all'italiana.

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nando

ahahahahhah

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NICOLO'

IO NON CAPISCO? C' ERA BISOGNO CHE CE LO DICEVA IL GIUDICE CHE I GEOMETRI POSSONO PROGETTARE A LIVELLO ARCHITETTONICO? MICA SERVE UNO SCIENZATO PER INSERIRE ALL' INTERNO DELL' ARCHITETTONICO LE SAGOME DEI PILASTRI BASTA AVER FATTO UN MINIMO DI CANTIERISTICA. POI UNA VOLTA APPROVATO SARA' L' INGEGNERE AD ESEGUIRE TUTTI I CALCOLI ED A PROPORRE AL D.L. ARCHITETTONICO LE MODIFICHE DA EFFETTUARE PER UN' EVENTUALE VARIANTE ARCHITETTONICA

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PIERRE

..la guerra dei poveretti, la gente continua a costruire abusivamente senza calcoli e senza progetto.. e più ci comporteremo così più la gente ci considererà dei falliti... qui nessuno vi sta rubando nulla, se siete più in gamba come dite, cari laureatini, la gente dovrebbe capirlo e venire di sua spontanea volontà da voi.. ma anche la gente è ignorante, vero?!.. svegliatevi e dimostrate quello che dite, che la maggior parte di voi i calcoli statici non sa manco dove stanno di casa e con committenti e i costruttori fanno di quelle figuracce...

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Ing. Marco

CHE SCHIFO....NON MANDEREI MIO FIGLIO ALL'UNIVERSITà, A SAPERLO...L'IGNORANZA VINCE SEMPRE, PERCHè GLI IGNORANTI SONO SEMPRE DI PIù

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DOMENICO

VIVA I GIUDICI SICILIANI

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PASQUALE

FINALMENTE UNA SENTENZA CON LE P.....LLE (E NON ME NE VOGLIATE PER LA MIA MALEDUCAZIONE) MA SCUSATEMI TANTO EGREGI TECNICI LAUREATI ED ESCLUSIVAMENTE PER QUELLI CHE TANTO SI BLASONANO! MA CI VOLEVA TANTO A CAPIRE CHE PER LE MODESTE PRATICHE CHE CI VENGONO AFFIDATE CI RIVOLGIAMO ALL'INGEGNERE PER IL CALCOLO ED IL DEPOSITO AL GENIO CIVILE?

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DR COSTA

Per " IL PAESE DEL BUNGA BUNGA" La mia si chiama onesta intellettuale, anche io come tutti i laureati in architettura ho dato esami di statica, costruzioni, laboratori vari ecc. Semplicemente ognuno dovrebbe fare ciò che meglio sa fare; io sono un bravo progettista, ma non mi sono mai occupato di strutture, non per questo dovrei essere uno pseudo laureato. Anzi proprio perchè mi occupo solo di progettazione che posso dedicare più tempo al progetto e alla direzione lavori. Chi progetta, calcola le strutture, fa la sicurezza, poi progetta gli impianti, e poi fa il catasto, se mi permettete non ne saprà mai quanto chi fa solo quella cosa e basta. Lei si vorrebbe paragonare a qualche ingegnere che progetta solo strutture??? Le sue conoscenze in ambito della sicurezza sono maggiori di chi si occupa solo di sicurezza nei cantieri???

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Arch. Giuseppe

Esimio collega, riguardo alla sua affermazione che riporto testualmente:" quando, invece, il divieto di occuparsi di catasto a ingegneri e architetti che nel 99% ci capiscono quanto i geometri nei calcoli antisismici di un grattacielo?!??" intendo rimarcare che il più comprende il meno, ossia che un laureato può sicuramente occuparsi di Catasto e topografia che, peraltro ha studiato, a livello universitario, mentre un geometra,certamente, non dovrebbe occuparsi di materie complesse, che necessitano, per loro intrinseca connotazione, di studi Universitari (tecnica delle costruzioni,dinamica delle strutture, costruzioni in zona sismica). Pertanto, ritengo giusta la sentenza del Tar, ma non condivido la sua ultima affermazione. Senza polemica alcuna, le porgo i più cordiali saluti.

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Damiano

Mi è capitato do trent'anni di professione di progettare architettonicamente una sopraelevazione con calcoli a firma dell'ING, avendo chiesto la nomina della terna per il collaudo statico mi sento dire che gli ILLUSTRI non vogliono nominarla perchè il progetto è a firma di un Geometra!!!!! secondo voi è professionalità? Secondo me è solo un abuso di potere finalizzato solo a cercare di togliere il cliente non con la preparazione personale e con l'etica professionale che ogni tecnico dovrebbe avere, ma con l'ostruzionismo, sicuramente di gente ignorante e incapace di confrontarsi professionalmente. Non dico quello che penso di questa gente, a cosa li paragono, semplicemente li compiango. VERGOGNATEVI, sopratutto perchè resterete sempre e comunque dei falliti, e ricordatevi, quando fra quattro o cinque anni non ci saranno più geometri sul mercato, SARETE SEMPRE E SOLTANTO DEI FALLITI, SENZA LAVORO, SEMPLICEMENTE PERCHE' QUELLA MAREA DI GEOMETRI SARANNO UNA MAREA DI LAUREATI PIU' CAPACI E PROFESSIONALMENTE PIU' PREPARATI DI VOI.

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Roberto

Mi sembra che finalemente si dica le cose come stanno. I geometri possono progettare modeste fabbricati, ergo, per quelli "normali" ci vuole l'ingegnere. Giusto, così come è giustissimo che un architettonico non può essere limitato in nessun modo ad un geometra... A quando, invece, il divieto di occuparsi di catasto a ingegneri e architetti che nel 99% ci capiscono quanto i geometri nei calcoli antisismici di un grattacielo?!??

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geom CD

fin quando non ci sarà una riforma complessiva dei tecnici, non si finirà mai con sentenze e contro sentenze, risse e insulti tra categorie (qui i laureati primeggiano.. sarà la frustrazione...) io penso che il collegio dei geom e gli ordini di arch e ing dovrebbero chiedere uniti una riforma condivisa, con compromessi da una parte e dall'altra, ma penso che sia impossibile con questo odio che avete per la mia categoria, quindi si continuerà con le sentenze che fino a ieri vi piacevano tanto..... quelle che non vi piacciono non sono giuste?.

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carlo

:(

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Luca

X "silvio, dopo 17 anni hai perso un elettore" potevi risparmiarti gli insulti ai geometri (geometruncoli furbetti) che ne conosco tanti migliori di voi...soprattutto in umiltà.....

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Luca

credo che si sta facendo troppa confusione, cavolo io sono geometra e quando faccio un progetto ho il mio ingegnere di fiducia che mi fa i calcoli delle strutture, lui firma i calcoli io l'aspetto architettonico, si è sempre fatto così, non sono in grado di calcolare perchè nel mio piano di studi non è previsto, di contro però tanti ing ed arch. che fanno topografia e catasto, quello è tollerabile??? e nessuno mai dice nulla..quello e lavoro da geometri...!!!!..fatemi il piacere...esame di coscienza....

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silvio, dopo 17 anni hai perso un elettore

Caro dr Costa, anche io sono architetto, ho sostenuto l'esame di statica, di scienza delle costruzioni, di tecnica delle costruzioni e di costruzioni in zone sismiche, progetto e calcolo regolarmente strutture in cemento armato in zona sismica, Ultimamente ho progettato un balcone con uno sbalzo di 6 metri, ma ho progettato palazzine e ville anche strutturalmente, non so lei che piano di studi ha seguito all'università e mi dispiace che questa società è diventata un asinificio di gemotruncoli furbetti, di pasudo laureati che non sanno fare nemmeno una o col bicchiere e di ingegneri che basta che riempiono di ferro e premono il bottone stampa....Studiate invece di sparare fregnacce.

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DR COSTA

Anche io non capisco questa cosa di volere a tutti i costi calcolare le strutture. Io sono Architetto, ma mai mi sognerei di progettare una struttura, nemmeno una cerchiatura. A parte la responsabilità, ma per onestà intellettuale un ingegnere strutturista ( non elettronico prestato all'edilizia) ne saprà sicuramente più di me in strutture. Lo stesso vale per catasto progettazione impianti ecc. ormai i tempi del progettista unico sono finiti, si dovrebbe andare sempre più verso una specializzazione delle varie figure professionali. In Europa ormai sono anni che c'è questa suddivisione delle competenze, invece noi abbiamo ingegneri e geometri che progettano edifici che dire mediocri è poco il solito copia e incolla, architetti che fanno catasto e progettano impianti, geometri che calcolano le strutture, periti agrari che progettano edifici ecc. Povera Italia.

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Giulio Passarini

Primo: non è vero che il Geom. può firmare il C.A.. Tanto è che nel caso specifico un Ing. ha fatto la verifica statica. Secondo: l'ing. che ha controfirmato o è idiota se ha firmato sui calcoli di altri, o di fatto ha calcolato o quantomeno verificato. Quindi de facto il progetto del C.A. non è del geometra. Se quanto ho scritto sopra non è vero, perché il Geom avrebbe chiesto ad Ing. di controfirmare??? Io da Ing. non controfirmo il lavoro di altri. O il progetto è il mio, o se gli altri sono sicuri che firmino loro e basta. Sembra una banale quisquiglia da avvocati e la sostanza scarseggia. Fine della questione

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MATTEO

5 anni di ingegneria cosa li ho fatti a fare? se il lavoro in italia non prevede infrastrutture, strutture di notevoli dimensioni, ma solo di moderate dimensioni, geometri, triennali e quinquennali si ritrovano a farsi concorrenza. così ci ritroviamo tutti sulla soglia della povertà.

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Carlo

Aggiungo che forse in Sicilia (o nel profondo sud, in genere) dove la professione è rappresentata da tecnici diplomati in maggioranza, una sentenza di questo tipo è forse spiegabile (ma alquanto bizzarra). Certamente nel Tribunale di Milano o in altre realtà industriali con moltissimi tecnici laureati nessun Giudice si sogna di dire una cosa del genere (ed infatti non lo si dice da decenni, ormai).

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Carlo

A parte che oggi io ingegnere consiglio ai geometri di NON prendersi MAI la responsabilità di firmare strutture in cemento armato (un collega è stato denunciato da un cliente anni fa e ne sta ancora pagando le conseguenze civili tra avvocati e ricorsi vari). Io, sinceramente, non comprendo la voglia di volersi accollare questi rischi. Si guadagna più che egregiamente facendo accatastamenti, revisioni di confini, perizie, etc.. Perchè un geometra vuole fare lo strutturista??? Fatelo fare ad un ingegnere civile, qual'è il problema???

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Giulio

La cosa assurda è che il Parere n. 126/09 del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, chiarisce che in zona sismica il calcolo può essere effettuato solo dall'Ingegnere o Architetto con laurea quinquennale, e mai da chi ha una laurea triennale. La domanda è: un geometra che è diplomato può avere competenze superiori ad un ingegnere junior che comunque è laureato???? Siamo al paradosso.

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corrado

Caterina in effetti ha ragione "f.c.". Cosa vuol dire "modeste dimensioni"?....50mq/100mq/150mq.....dipende dal punto di vista, che non e mai oggettivo! Sai se è scritto da qualche parte questo limite di competenza?

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Mario

Viva l'Italia dove tutti possono fare tutto, poi non ci lamentiamo se le nostre città, date in mano agli amici anziché ai competenti fanno orrore, dove è dimenticato che le facciate degli edifici sono beni pubblici e non privati, dove non si conosce più il significato di decoro.

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f.c.

ancora la faccenda delle "modeste dimensioni!!! e dove sarebbe la chiarezza????

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caterina

questa sentenza è forse l'unica degli ultimi anni che entra nel merito della suddivisione delle competenze e pone chiara distinzione tra limiti e concessioni.