Direttiva ‘Edifici a energia quasi zero’: riprende l’iter alla Camera
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NORMATIVA
Direttiva ‘Edifici a energia quasi zero’: riprende l’iter alla Camera
La Direttiva 2010/31/Ue sarà recepita in Italia con il nuovo disegno di Legge Comunitaria 2011 entro il 9 maggio 2012
Vedi Aggiornamento
del 28/01/2013
Vedi Aggiornamento del 28/01/2013
17/10/2011 - È ripreso alla Camera l’iter per il recepimento nella normativa italiana della Direttiva 2010/31/Ue sull’efficienza energetica in edilizia e sugli ‘edifici a energia quasi zero’.
Il recepimento sarà attuato attraverso il Ddl Comunitaria 2011, un nuovo disegno di legge nel quale sono stati riversati i contenuti del Ddl Comunitaria 2010, il cui percorso in Parlamento aveva subito uno stop a giugno scorso, a seguito della bocciatura, da parte della Camera, dell’articolo 1, proprio quello che prevede il recepimento di numerose Direttive, tra cui la 2010/31/CE (leggi tutto).
La scorsa settimana il Ddl Comunitaria 2011 ha iniziato l’esame in Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera. Invece, il Ddl Comunitaria 2010 è tornato in Senato per l’approvazione delle parti risultanti dallo stralcio.
Resta confermata nel nuovo ddl la decisione del Senato di recepire la Direttiva due mesi prima della scadenza fissata dalla Direttiva stessa (9 luglio 2012). Di conseguenza, le norme italiane per gli “edifici a energia quasi zero” dovrebbero essere approvate entro il 9 maggio 2012.
Ricordiamo che la Direttiva 2010/31/Ue stabilisce che i nuovi edifici, costruiti a partire dal 2020, dovranno essere “a energia quasi zero”, cioè edifici ad altissima prestazione energetica, in cui il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo deve essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili. Entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere “a energia quasi zero”; per gli edifici pubblici questa scadenza è anticipata al 31 dicembre 2018 (leggi tutto).
Il recepimento sarà attuato attraverso il Ddl Comunitaria 2011, un nuovo disegno di legge nel quale sono stati riversati i contenuti del Ddl Comunitaria 2010, il cui percorso in Parlamento aveva subito uno stop a giugno scorso, a seguito della bocciatura, da parte della Camera, dell’articolo 1, proprio quello che prevede il recepimento di numerose Direttive, tra cui la 2010/31/CE (leggi tutto).
La scorsa settimana il Ddl Comunitaria 2011 ha iniziato l’esame in Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera. Invece, il Ddl Comunitaria 2010 è tornato in Senato per l’approvazione delle parti risultanti dallo stralcio.
Resta confermata nel nuovo ddl la decisione del Senato di recepire la Direttiva due mesi prima della scadenza fissata dalla Direttiva stessa (9 luglio 2012). Di conseguenza, le norme italiane per gli “edifici a energia quasi zero” dovrebbero essere approvate entro il 9 maggio 2012.
Ricordiamo che la Direttiva 2010/31/Ue stabilisce che i nuovi edifici, costruiti a partire dal 2020, dovranno essere “a energia quasi zero”, cioè edifici ad altissima prestazione energetica, in cui il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo deve essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili. Entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere “a energia quasi zero”; per gli edifici pubblici questa scadenza è anticipata al 31 dicembre 2018 (leggi tutto).
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Direttiva CEE 19/05/2010 n.2010/31/UE
Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia (Edifici a energia quasi zero)
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