Superbonus 110%, Ance: estenderlo a tutti gli immobili delle imprese
NORMATIVA
Superbonus 110%, Ance: estenderlo a tutti gli immobili delle imprese
I costruttori edili chiedono di rivedere la definizione di condominio per massimizzare la domanda di lavori agevolati
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del 16/12/2020
03/09/2020 - Estendere il Superbonus 110% agli immobili delle imprese, rivedere la definizione di condominio ed eliminare il riferimento alla prevalente destinazione residenziale per massimizzare la domanda di lavori. Sono alcune delle richieste avanzate dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) durante una più ampia audizione, presso la Commissione Bilancio del Senato, sul Decreto “Agosto”.
- di estendere il Superbonus alle imprese che eseguono i lavori sugli immobili di loro proprietà;
- di rivedere la definizione di condominio per consentire gli interventi anche sugli immobili con un unico proprietario;
- di eliminare il riferimento alla “prevalente destinazione residenziale” per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali, in modo da coinvolgere un numero maggiore si unità immobiliari a destinazione non abitativa possedute dagli esercenti attività di impresa.
Nel caso in cui un imprenditore o professionista possegga un immobile strumentale, situato in un condominio, può accedere al Superbonus per gli interventi sulle parti comuni dell’edificio condominiale, ma solo se la superficie complessiva delle unità immobiliari destinate a residenza è superiore al 50%.
Tra i beneficiari del Superbonus ci sono i condomìni. Ma per condominio, l’Agenzia delle Entrate intende “una particolare forma di comunione in cui coesiste la proprietà individuale dei singoli condòmini ed una comproprietà sui beni comuni dell’immobile”. Come spiegato nella Circolare 24/E/2020, “secondo una consolidata giurisprudenza, la nascita del condominio si determina automaticamente, senza che sia necessaria alcuna deliberazione, nel momento in cui più soggetti costruiscono su un suolo comune ovvero quando l’unico proprietario di un edificio ne cede a terzi piani o porzioni di piano in proprietà esclusiva, realizzando l’oggettiva condizione del frazionamento”. Questo significa che non possono essere agevolati con la detrazione fiscale maggiorata gli interventi sugli edifici di proprietà di un unico soggetto.
Superbonus 110%, Ance: estenderlo alle imprese
Per migliorare la portata anticrisi delle misure adottate dal Governo, l’Ance ha chiesto:- di estendere il Superbonus alle imprese che eseguono i lavori sugli immobili di loro proprietà;
- di rivedere la definizione di condominio per consentire gli interventi anche sugli immobili con un unico proprietario;
- di eliminare il riferimento alla “prevalente destinazione residenziale” per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali, in modo da coinvolgere un numero maggiore si unità immobiliari a destinazione non abitativa possedute dagli esercenti attività di impresa.
Come funziona il Superbonus 110%
La normativa sul Superbonus al momento prevede che gli esercenti arti, professioni e attività di impresa possano ottenere il Superbonus solo per gli interventi effettuati sulle loro abitazioni, ma non sugli immobili merce o su quelli strumentali all’attività svolta.Nel caso in cui un imprenditore o professionista possegga un immobile strumentale, situato in un condominio, può accedere al Superbonus per gli interventi sulle parti comuni dell’edificio condominiale, ma solo se la superficie complessiva delle unità immobiliari destinate a residenza è superiore al 50%.
Tra i beneficiari del Superbonus ci sono i condomìni. Ma per condominio, l’Agenzia delle Entrate intende “una particolare forma di comunione in cui coesiste la proprietà individuale dei singoli condòmini ed una comproprietà sui beni comuni dell’immobile”. Come spiegato nella Circolare 24/E/2020, “secondo una consolidata giurisprudenza, la nascita del condominio si determina automaticamente, senza che sia necessaria alcuna deliberazione, nel momento in cui più soggetti costruiscono su un suolo comune ovvero quando l’unico proprietario di un edificio ne cede a terzi piani o porzioni di piano in proprietà esclusiva, realizzando l’oggettiva condizione del frazionamento”. Questo significa che non possono essere agevolati con la detrazione fiscale maggiorata gli interventi sugli edifici di proprietà di un unico soggetto.