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Recovery Fund, Ministra Dadone: ‘alla PA servono ingegneri, geologi e architetti’

di Paola Mammarella

Tra gli obiettivi del Governo investimenti in capitale umano, digitalizzazione, smart working e poli decentrati in edifici dismessi

Vedi Aggiornamento del 25/09/2020
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Foto: Facebook @FabianaDadone
23/09/2020 - Reingegnerizzare e rendere efficiente la Pubblica Amministrazione investendo sul capitale umano, soprattutto con l’assunzione di tecnici, e sulla digitalizzazione. Sono gli obiettivi proposti dalla Ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, in audizione sul Recovery Fund.
 

Reclutamento, Dadone: la PA ha bisogno di tecnici

La Ministra Dadone ha affermato che la Pubblica Amministrazione ha bisogno di un maxi-piano di assunzioni per far fronte alle uscite dovute al pensionamento con Quota 100. La Ministra ha spiegato che, come viene ripetuto da anni, la PA ha bisogno di ingegneri, geologi, architetti e non solo di giuristi. 
 
Servono, inoltre, secondo Dadone, competenze tecniche per la gestione finanziaria dei fondi comunitari che vadano oltre le semplici competenze amministrative.
 
Uno degli obiettivi per investire sulle competenze e sul capitale umano della PA, è la cooperazione con le Università per orientare gli studenti universitari meritevoli alla scelta consapevole di una carriera nel pubblico impiego. Secondo Dadone, la PA deve diventare attrattiva per i giovani, mentre oggi poco più del 2% dei dipendenti pubblici ha meno di 34 anni.
 
Il piano di nuove assunzioni potrebbe costare 3 miliardi di euro in 5 anni, ma una volta a regime consentirebbe la velocizzazione di tutti i procedimenti.
 

Svecchiamento della PA, poli decentrati e smart working

La Ministra ritiene fondamentale la creazione di poli decentrati, da utilizzare sia per lo svolgimento delle procedure concorsuali sia come spazi di coworking e formazione per i dipendenti pubblici. Queste strutture potranno utilizzare immobili confiscati alla criminalità o edifici dismessi da riqualificare.
 
In generale, ha spiegato la Ministra, durante il lockdown è emersa l’importanza del decentramento e del lavoro agile. Con circa 4 miliardi di euro in 5 anni, i dipendenti potrebbero essere dotati di computer portatili e le attività progettate in modo funzionale, con dati e documenti digitali, videoconferenze e assistenti virtuali. Cambierebbero quindi le modalità del lavoro, che diventerebbe più flessibile e orientato alla misurazione delle performance.
 

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