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Qual è la stagione più indicata per eseguire il massetto?

Qual è la stagione più indicata per eseguire il massetto?

Gli effetti della temperatura ambientale sul calcestruzzo possono causare errori esecutivi compromettenti. Un serie di suggerimenti per esecuzioni di massetto in clima caldo e freddo

Vedi Aggiornamento del 11/09/2024
Dmitry Kalinovsky©123RF.com
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di Rossella di Gregorio
Vedi Aggiornamento del 11/09/2024
05/09/2022 - Errori esecutivi nel massetto possono compromettere l'efficacia della sua funzione, ovvero quella di essere un piano accuratamente livellato, di ripartire i carichi che andranno a gravare sopra di esso e, in ultimo, accogliere la pavimentazione o la finitura finale.
 
I massetti si distinguono in base alla tipologia di confezionamento. Tuttavia, si tratta sempre di una miscela, a base di malte confezionate con leganti cementizi o a base di anidrite, con eventuale aggiunta di additivi, da impastare con acqua.
 
La maggior parte dei difetti che interessano il massetto, ma in generale ogni opera in calcestruzzo, è legata proprio all’acqua presente nel conglomerato. Sono molti i fattori che influenzano lo stato fisico e la quantità dell’acqua presente nel cls, uno di questi è sicuramente la temperatura ambientale.
 

Quali sono gli effetti della temperatura ambientale sul calcestruzzo?

20° C è la temperatura di riferimento a cui vengono studiate le proprietà del calcestruzzo. Gettare a temperature diverse vuol dire variare la cinetica della fase di idratazione del cemento.

L’idratazione del cemento è quel processo del cemento che consiste in una serie di reazioni chimiche dei componenti costituenti il cemento stesso. Le conseguenze di tali reazioni sono la presa e l'indurimento.
 
Non sempre si può eseguire il massetto alla temperatura ideale di progetto; comunque vanno mantenute le condizioni di idratazione che favoriscano il necessario e normale sviluppo delle resistenze e delle prestazioni. Tenendo anche conto che si lavora in totale assenza di casseratura, il calcestruzzo risulta esposto all’ambiente esterno dal getto fino alla completa finitura.
 
Le temperature elevate accelerano il processo di idratazione, mentre le basse temperature lo rallentano significativamente. Vediamo dunque alcuni consigli e possibili soluzioni per l’esecuzione del massetto nei periodi più estremi della stagione estiva ed invernale.
 

Esecuzione del massetto durante la stagione estiva

La condizione critica di “hot weather” (tempo caldo) è data dalla presenza di temperature ambientali superiori a 27°C, a cui si aggiungono altri fattori in grado di accelerare la velocità di idratazione del cemento: l'umidità relativa, la temperatura stessa del calcestruzzo, la presenza del vento e l’eventuale irraggiamento solare diretto.
 
Temperature elevate aumentano la velocità di evaporazione dell’acqua dal getto fresco, esponendo il materiale a fessurazioni, porosità elevate e penalizzazione delle prestazioni fisiche e meccaniche.
 
L’acqua aggiunta alla miscela innesca il processo di indurimento e quindi il raggiungimento delle prestazioni meccaniche del massetto. Affinché questo avvenga, è necessaria una quantità d'acqua sufficiente ad idratare convenientemente il cemento, circa il 30% di acqua rispetto al peso del cemento. Apporti inferiori alla soglia limite danneggiano il processo di idratazione.
 
Fintanto che la reazione chimica incomincerà, l’acqua d’impasto è libera di evaporare. Il tasso di evaporazione può essere tale da coinvolgere anche l'acqua necessaria al processo d’idratazione con la conseguenza di impedire al calcestruzzo il raggiungimento della resistenza completa. Fenomeni fessurativi immediatamente visibili o latenti, così come la presenza di bleending, sono indice della problematica.
 
Quali sono le misure preventive e di protezione che si possono adottare? 

Per garantire il raggiungimento dell’idonea resistenza meccanica si potrebbe optare per calcestruzzi a breve stagionatura (1-7gg) poiché, per questa tipologia di clinker, maggiore è la temperatura maggiore è la resistenza meccanica a compressione(1). Un’altra strada percorribile è quella di aggiungere al materiale degli additivi ritardanti di presa o superfluidificanti ritardanti.
 
Per evitare una precoce disidratazione del materiale si possono attuare i seguenti metodi di protezione diretta:
 
- bagnatura continua delle superfici con acqua;
 
- applicazione di fogli o teli impermeabili come sacchi di iuta e teli di tessuto non tessuto (TNT), da mantenere costantemente umidi. Con questa tecnica si crea un ambiente saturo di umidità che impedisce la fuoriuscita del vapore, evita la perdita dell’acqua di idratazione ed assicura condizioni ideali di cura e stagionatura;
 
- stesura di curing compound detti anche agenti di curing; si tratta di prodotti stagionanti che vengono spruzzati sul calcestruzzo subito dopo la stesura dello stesso o il disarmo. Una volta evaporato il solvente presente a loro interno, sulla superficie del getto si forma una membrana antievaporante a base cerosa che garantisce una buona forma di stagionatura umida. Lo svantaggio di questa soluzione è che la pellicola di protezione si indurisce; pertanto, se serve fare delle riprese di getto deve essere rimossa. L’alternativa è quella dei coadiuvanti di curing, appartenenti sempre alla famiglia dei protettivi per calcestruzzi. Questi sono a base acquosa, quindi riducono la possibilità di evaporazione senza presentare problemi di rimozione, ma, a differenza dei curing compound, devono essere integrati con nebulizzazioni d’acqua.
 

Esecuzione del massetto durante la stagione invernale

Le basse temperature rallentano significativamente il processo di idratazione e, di conseguenza, anche i tempi di presa ed indurimento: a parità delle altre condizioni, ad ogni riduzione di temperatura di circa 5°C corrisponde un raddoppio dei tempi di presa ed indurimento del cls.
 
L’esposizione alle basse temperature può trasformare l’acqua in ghiaccio, con conseguenti aumenti volumetrici che determinano tensioni nel calcestruzzo ancora poco resistente meccanicamente, che provocano disgregazioni irreversibili e fessurazioni diffuse.
 
È importante garantire che la temperatura del calcestruzzo non scenda sotto i 5°C fino a quando il calcestruzzo stesso non abbia raggiunto o superato la resistenza di relativa autoprotezione di 5Mpa.
 
Quali sono le misure preventive e di protezione che si possono adottare?
 
Per garantire il raggiungimento dell’idonea resistenza meccanica si potrebbe optare per calcestruzzi a lunga stagionatura (28 gg) poiché, per questa tipologia di clinker, minore è la temperatura maggiore è la resistenza meccanica a compressione (1).
 
Si possono usare, come nel caso estivo, degli additivi, ma che siano acceleranti ed esenti da cloruri. Essi riducono il tempo di presa e accelerano la velocità di conseguimento delle resistenze attraverso l’incremento della velocità di formazione degli idrati di cemento.
 
Un’altra possibilità è quella di utilizzare un tipo di cemento più performante, come i cementi di tipo 42.5 R che, a differenza dei canonici tipi 32,5 R, sono caratterizzati da un elevato contenuto di clinker e da un rapido sviluppo delle resistenze iniziali.
 
In condizioni climatiche estreme, ovvero con temperature inferiori ai -5°C, si suggerisce di coprire la superficie con uno strato isolante di polistirolo o di polistirene estruso per un numero di giorni sufficiente al completamento della primissima fase di maturazione.
 
(1) M. Collepardi, T come temperatura, Enco Journal n. 18 pag. 26 (2001)
 
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