Network
Pubblica i tuoi prodotti
Superbonus 90%, l’interesse persiste ma a parità di condizioni finanziarie
di Simona Ricchio - ricercatrice Nomisma

Superbonus 90%, l’interesse persiste ma a parità di condizioni finanziarie

Nomisma stima 2,4 milioni di famiglie interessate ad aderire nel 2023, a patto che restino fruibili sconto in fattura e cessione del credito

Vedi Aggiornamento del 09/11/2023
usu79 © 123rf.com
usu79 © 123rf.com
di Simona Ricchio - ricercatrice Nomisma
Vedi Aggiornamento del 09/11/2023
edilportale+
02/12/2022 - Tempo scaduto per chi avesse voluto aderire al vecchio Superbonus 110%. Il 25 novembre scorso ha rappresentato la data ultima per la consegna della comunicazione di inizio lavori asseverata, che avrebbe consentito ancora a condomini e villette di usufruire dell’agevolazione massima sulla ristrutturazione. (Anche se si fa strada l'ipotesi di una riapertura dei termini fino al 31 dicembre 2022).

Per il momento, per lavori iniziati dal 1° gennaio 2023, la percentuale di detrazione passerà dal 110% al 90% per tutte le tipologie abitative, mentre rimarranno in vigore le riduzioni previste al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025. A questo si aggiunge anche la riduzione dei possibili beneficiari: potranno accedervi soltanto i condomini e i proprietari di villette che hanno un Isee sotto i 15mila euro, in relazione al quoziente familiare.
 

Superbonus 90%, l’interesse persiste

A fronte di questa decisione governativa, le famiglie italiane sembrano mantenere in potenza un forte interesse per la misura. L’ultima release del 110% Monitor di Nomisma mostra un quadro atteso sorprendente da questo punto di vista: si stimano 2,4 milioni di famiglie che, secondo le previsioni derivanti dal sondaggio di opinione, si dichiarano interessate ad aderire nel 2023 alla nuova norma del superbonus con aliquota al 90%.

Sembra quindi che l’aliquota ridotta non determinerà un abbandono di interesse da parte delle famiglie verso la misura. Rispetto al 2022, quando si registravano 2,7 milioni di famiglie aderenti, i dati evidenziano un tasso di abbandono solo del 12% per la domanda che intende usufruire della misura nella sua nuova configurazione al 2023 (2,4 mln di famiglie potenzialmente aderenti), configurando una riduzione di circa un terzo delle famiglie interessate, rispetto alla previsione dei 3,6 milioni riferiti alla vecchia normativa.

Si registra dunque uno zoccolo duro di domanda potenziale strutturale che ha contribuito a diffondere una importante consapevolezza della necessità di efficientamento energetico e una accettazione diffusa riguardante una quota parte della spesa (per il 2023, pari al 10%) a carico del diretto interessato. Si potrebbe dire che le famiglie sono ancora interessate ad aderire alla misura con propri investimenti, seppur con una lieve riduzione (-10%) dell’incentivo.

Di fronte a questo interesse, il mercato immobiliare potrebbe trarne benefici, qualora si aprissero opportunità sul mercato finanziario, creando prodotti ad hoc o attraverso sistemi di remunerazione dell’investimento in modalità ESCO, contribuendo a consolidare e a incentivare una domanda reale sul mercato delle riqualificazioni.
 

Superbonus 90% ok ma a parità di condizioni finanziarie

C’è però da sottolineare una questione: l’indagine Nomisma ha testato la reazione al solo cambio di aliquota dell’incentivo, lasciando però invariata la condizione finanziaria dell’intervento. È evidente, dunque, che tale scenario risulti realistico a condizione che sia mantenuto operativo il meccanismo della cessione del credito e dello sconto in fattura.

Tornando all’andamento della misura ad oggi, i dati di novembre mostrano paradossalmente un ritorno di interesse (per la vecchia misura al 110): si contano 10,3 milioni di famiglie intenzionate ad aderire al Superbonus rispetto ai 7,3 milioni dello scorso luglio, dato in buona parte illusorio considerate le difficoltà sul fronte della cessione del credito.

Sebbene l’aumento riscontrato nella domanda sia dettato principalmente dalle famiglie attendiste che non hanno messo in pratica alcuna azione, la sensazione è che ci sia un ritorno di interesse per spuntare condizioni più vantaggiose rispetto a quelle che il nuovo governo intende applicare già a partire dal 2023.
 

Superbonus 110%, al 31 ottobre 2022 investiti 55 miliardi di euro

Rallenta invece la crescita delle asseverazioni depositate, pari 326.819 al 31 ottobre 2022 (Report: Detrazioni fiscali Enea), con un aumento pari al +6,4% rispetto a fine settembre, quando se ne contavano 307.191, il tasso di crescita più basso di tutto il 2022. Sono stati conclusi 232.000 cantieri, mentre quasi altri 95.000 sono ancora aperti.

Il valore complessivo degli interventi in corso e di quelli conclusi ha raggiunto i 55 miliardi di euro, di cui il 44% (24,1 miliardi) riguarda i condomini, andando sempre più nella direzione esplicitata dalle intenzioni dei legislatori. Le unità immobiliari funzionalmente indipendenti sono quelle che hanno completato la quota maggiore di interventi programmati (76%), a differenza degli edifici unifamiliari (69%) e dei condomini (68%). Sotto questo, le regioni più virtuose sono il Trentino Alto-Adige, il Veneto e l’Emilia-Romagna.

I nuovi dati hanno permesso un aggiornamento del bilancio economico, sociale e ambientale della misura, mostrando come, a fronte dei 60,5 miliardi di euro di detrazioni previste a fine lavori, si generi un impatto economico sull’economia pari a 195,2 miliardi di euro.

Se da un lato è corretto affermare che un simile risultato si sarebbe ottenuto anche con un eguale investimento in altri settori economici, è pur vero che tali interventi realizzati su appena il 2,7% dell’intero patrimonio edilizio assicurano importanti benefici ambientali (-1,42 milioni di tonnellate di emissioni di CO2) ed evidenti risparmi in bolletta (-964 €/anno per ciascun beneficiario), attraverso costi di transizione appena superiori a quelli rivolti alla mobilità (59 €/tonnellata di CO2 risparmiata rispetto a 52 €/tonnellata) e decisamente inferiori a quelli del settore industriale (95 €/tonnellata).

Tutto questo senza dimenticare che circa 1,7 milioni di famiglie che hanno aderito o sono in procinto di aderire al Superbonus non avrebbero potuto realizzare tali interventi senza l’incentivo statale.
 
Le più lette