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Depaving: come la depavimentazione ridisegna la città resiliente

Depaving: come la depavimentazione ridisegna la città resiliente

Una strategia di deimpermeabilizzazione per restituire suolo e verde alle città, migliorando gestione dell’acqua, del microclima e benessere psicofisico

Vedi Aggiornamento del 14/01/2026
Depaving e depavimentazione per città più resilienti - Foto: dauncard - 123RF.com
Depaving e depavimentazione per città più resilienti - Foto: dauncard - 123RF.com
di Rossella di Gregorio
Vedi Aggiornamento del 14/01/2026
27/11/2025 - Il depaving, o depavimentazione, si sta affermando come una delle strategie più interessanti per la progettazione urbana resiliente.
 
Nasce dall’esigenza di dare una risposta concreta a fenomeni sempre più frequenti nelle città contemporanee, come ondate di calore e allagamenti urbani, legati all’eccessiva impermeabilizzazione del suolo. In questa prospettiva il depaving diventa un tassello essenziale delle strategie di rigenerazione urbana.
 
Con depaving si intende la pratica di rimuovere pavimentazioni impermeabili, in particolare asfalto e cemento, da cortili, parcheggi, marciapiedi e altre superfici urbane per riportare alla luce il terreno e restituirlo alla natura.
 

Le finalità del depaving

Il depaving nasce come movimento dal basso nel 2008, a Portland, da un gruppo di volontari: Depave.
 
Depave avvia i primi interventi di rimozione dell’asfalto in cortili scolastici e spazi comunitari, sostituendo i parcheggi con giardini e spazi verdi permeabili. Da allora l’esperienza si è diffusa in molte città del Nord America ed Europa, trasformandosi da iniziativa locale a riferimento internazionale per la riqualificazione climatica degli spazi aperti.
 
L’obiettivo di questo approccio non è solo “togliere pavimento”, ma ripensare l’assetto degli spazi aperti in chiave ambientale e climatica, sostituendo superfici dure con suolo permeabile.
 
Nel contesto urbano l’azione del depaving permette, da un lato ripristinare la permeabilità del suolo per favorire l’infiltrazione naturale dell’acqua piovana, ridurre il deflusso superficiale e alleggerire il carico sui sistemi fognari.
 
Dall’altro di creare spazio per la vegetazione, introducendo alberature, prati, rain garden e aiuole che migliorano il microclima, aumentano la biodiversità e rendono gli spazi aperti più vivibili per chi li abita.
 

Come si progetta un intervento di depavimentazione

Un intervento di depavimentazione efficace parte sempre da una lettura integrata del contesto urbano. Non si tratta di rimuovere pavimentazioni in modo casuale, ma di individuare le superfici che possono essere trasformate mantenendo la funzionalità degli spazi e migliorando la gestione dell’acqua e del clima locale.
 
In genere si interviene su:
  • cortili scolastici e spazi esterni di edifici pubblici
  • parcheggi sovradimensionati o sottoutilizzati
  • aree di risulta lungo la viabilità
  • piazzali interni di complessi residenziali o produttivi
 
Un elemento importante è la gestione dei materiali rimossi. In un’ottica di economia circolare, il depaving non dovrebbe produrre solo rifiuti ma generare flussi di materiali da reimpiegare in altri interventi. Alcune esperienze, come quelle realizzate a Lovanio, in Belgio, nell’ambito del progetto Life Pact, mostrano come il materiale derivante dalla depavimentazione possa essere recuperato, selezionato e reimpiegato in altri cantieri o in strati di fondazione, riducendo l’impatto ambientale complessivo del progetto.
 

Depaving: vantaggi ambientali e sociali

La rimozione di asfalto e cemento a favore di spazi verdi e superfici permeabili genera una serie di benefici interconnessi che interessano sia la scala del singolo lotto sia quella del quartiere.
 
Dal punto di vista idraulico il depaving contribuisce a mitigare gli allagamenti urbani. Ripristinando la capacità del suolo di assorbire l’acqua piovana, si riduce il deflusso superficiale verso la rete fognaria, si abbassano i picchi di portata durante gli eventi meteorici intensi e si limita il rischio di sovraccarico dei sistemi di drenaggio. Questo effetto “spugna” migliora la sicurezza idraulica e riduce nel tempo i costi di gestione delle acque meteoriche.
 
Dal punto di vista microclimatico il depaving contrasta l’isola di calore urbana. Le superfici asfaltate assorbono e rilasciano calore, aumentando le temperature diurne e notturne. La sostituzione con vegetazione e suoli permeabili introduce ombra, evapotraspirazione e ventilazione locale, migliorando il comfort termoigrometrico e riducendo la domanda energetica degli edifici per il raffrescamento.
 
A questi vantaggi si somma l’incremento della biodiversità urbana. L’inserimento di piante autoctone e habitat diversificati crea condizioni favorevoli per insetti impollinatori, uccelli e piccoli mammiferi, contribuendo a un ecosistema urbano più complesso e stabile.
 
Allo stesso tempo la presenza di aree verdi accessibili incide sul benessere psicofisico delle persone, riducendo lo stress e rendendo gli spazi pubblici più attrattivi, con possibili ricadute positive anche sul valore immobiliare delle aree riqualificate.
 

Depavimentazione: limiti da considerare

Questi benefici si accompagnano però ad alcune sfide progettuali, economiche e sociali che il professionista deve valutare. Gli investimenti iniziali per la rimozione delle pavimentazioni e il successivo ripristino ecologico del suolo possono essere elevati, specialmente se associati alla completa ridisegnazione dello spazio aperto.
 
La fattibilità economica migliora quando il depaving è integrato in progetti di riqualificazione più ampi, supportati da partenariati pubblico privati o da bandi e sovvenzioni dedicati.
 
Un secondo ambito critico riguarda la resistenza sociale e culturale. La trasformazione di parcheggi o superfici asfaltate in aree verdi può suscitare timori legati alla perdita di posteggi o alla modifica di abitudini consolidate. Esperienze europee mostrano che il coinvolgimento attivo dei cittadini, la comunicazione dei benefici e la co-progettazione degli spazi riducono i conflitti e aumentano l’accettazione degli interventi.
 
Infine, la dimensione normativa e di policy può rappresentare un limite o un’opportunità. In assenza di incentivi, obblighi o obiettivi quantitativi legati alle superfici permeabili, il depaving tende a rimanere episodico. Quando invece viene integrato negli strumenti urbanistici, nei piani clima e nei regolamenti edilizi, diventa parte di una strategia strutturale che orienta le trasformazioni future.
 

Depaving applicazioni e casi studio nelle città europee

Negli ultimi anni diverse città europee hanno sperimentato il depaving con programmi e iniziative che possono costituire un riferimento operativo per architetti e ingegneri.
 
A Lovanio, in Belgio, il progetto “ontharden” sviluppato nell’ambito di Life Pact promuove la rimozione di pavimentazioni in quartieri residenziali, strade e spazi pubblici per inserire aree verdi e sistemi di drenaggio urbano sostenibile. L’intervento non riguarda solo la depavimentazione, ma una revisione complessiva della viabilità, con l’obiettivo di ridurre il traffico di attraversamento e migliorare la sicurezza stradale.
 
Ad Amsterdam si è affermata l’iniziativa “Tegelwippen”, una campagna che invita i cittadini a “togliere le mattonelle” dai propri giardini per sostituirle con piante e alberi. Il depaving diventa così un’azione diffusa e partecipata che rende la città più permeabile e più pronta a gestire piogge intense, grazie alla somma di moltissimi interventi di piccola scala.
 
Anversa ha avviato un programma di depavimentazione focalizzato in particolare su scuole e spazi pubblici, con l’obiettivo di migliorare la vivibilità dei quartieri, mentre a Berlino il progetto “Kiezblocks” lavora sulla riduzione del traffico veicolare e sull’ampliamento delle superfici verdi in aree residenziali, trasformando gli isolati in micro quartieri più sicuri e più verdi.
 
A Parigi, il governo francese ha stanziato fondi significativi per l’inverdimento urbano. Tra gli obiettivi vi sono la trasformazione di ex parcheggi in aree verdi e la riduzione dei posti auto in superficie, per lasciare spazio a soluzioni vegetate capaci di attenuare le ondate di calore e migliorare la qualità dello spazio pubblico.
 
In Italia, il Piano Aria e Clima del Comune di Milano individua circa 249.000 m² di superfici da depavimentare e rinaturalizzare per affrontare gli effetti del cambiamento climatico, con interventi già avviati su viali e piazze che sostituiscono l’asfalto con verde, alberature e superfici drenanti.
 

Depaving e adattamento climatico prospettive future

Le esperienze europee mostrano come il depaving risulti più sostenibile quando viene associato a strumenti di policy e finanziamento dedicati, come fondi nazionali per l’inverdimento urbano, programmi europei per soluzioni basate sulla natura e piani comunali di adattamento climatico.
 
Il depaving rappresenta quindi un campo operativo privilegiato per sperimentare nuove forme di progettazione integrata.
 
La sfida per architetti, ingegneri e tecnici è trasformare questa pratica da eccezione a componente ordinaria dei progetti, individuando per ogni contesto la giusta combinazione tra superfici permeabili, verde e infrastrutture esistenti.
 
La domanda che rimane aperta è come accelerare questo cambiamento di scala, passando dai singoli progetti pilota a politiche diffuse di depavimentazione che coinvolgano quartieri interi e reti di spazi pubblici, mantenendo al centro qualità del progetto e partecipazione delle comunità locali.

 
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